INDIANI D’AMERICA L’ALTRO OLOCAUSTO.

L’AMERICA PRIMA DI COLOMBO ERA UNA NAZIONE POPOLATA DA  POPOLAZIONI LIBERE E SOVRANE. DOPO IL SUO ARRIVO DIVENNERO TUTTI SCHIAVI E MOLTI MORIRONO. NESSUNO HA MAI PARLATO DI OLOCAUSTO…
L’ANTI “COLUMBUS DAY” – IN UN PARCO DI MANHATTAN CENTINAIA DI PELLEROSSA HANNO MANIFESTATO CONTRO IL ‘GIORNO DI COLOMBO’, OVVERO “UNA FESTA CHE CELEBRA IL GENOCIDIO E LA COLONIZZAZIONE FORZATA DI POPOLAZIONI INDIGENE”

Durante il fine settimana che ha preceduto il Columbus Day, il parco Harlem River di Manhattan ha ospitato la ‘Pow Wow and Indigenous Peoples’s Celebration’ con l’obiettivo di celebrare le ricche culture e le storie dei popoli indigeni delle Americhe e non una giornata dedicata all’oppressione”…


Durante il fine settimana che ha preceduto il Columbus Day (12 ottobre), il parco Harlem River di Manhattan ha ospitato la ‘Pow Wow and Indigenous Peoples’s Celebration’ (Festa delle popolazioni indigene e pellerossa). I cinquecento partecipanti, arrivati fin dal Sud Dakota e dalle Hawaii, si sono riuniti per tre giorni tra danze, percussioni, prodotti artigianali e campeggio libero.

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Ma più di tutto, l’evento serve come potente promemoria all’altro lato dell’eredità di Colombo. L’ong organizzatrice Redhawks Native American Arts Council, ha chiarito il suo obiettivo: “Modificare e ridefinire il Columbus Day per celebrare le ricche culture e le storie dei popoli indigeni delle Americhe, invece di una giornata dedicata alla colonizzazione forzata di popolazioni indigene”.

Gustavo da New York è arrivato con in testa il suo copricapo azteca alto più di un metro e mezzo e dichiara: ”Festeggiare il Columbus Day significa celebrare l’omicidio e il grande furto della terra”.

 

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Michelle Crowfeather, studentessa della Columbia University e membro del Consiglio dei nativi americani dell’università: “Si organizza una festa federale per celebrare il genocidio, per celebrare l’oppressione”.

 

 

 

 

FESTA DEI PELLEROSSA 6

Jarvis Abete, 35 anni da New York: ”Per noi, il Columbus Day non rappresenta niente.” Per quanto riguarda il festival del pellerossa, “È un’esperienza spirituale. Rimette le cose nella giusta prospettiva, ti fa riflettere riguardo la comprensione della natura e della fauna selvatica che avevano allora.”

Alessandro Sicuro

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