PARIGI E LA SUA FASHION WEEK

THOM BROWNE, COMME des GARÇONS, VALENTINO

Dopo Milano 19 – 23 gennaio, è  Parigi a parlare, 20-24 gennaio, scrivendo un’altro capitolo fatto di scatti, pubblicazioni, curiosità sulla moda. Alle presentazioni delle collezioni uomo per l’autunno/inverno 2016-17, hanno sfilato i principali marchi francesi, ma anche molti marchi internazionali e asiatici. I giapponesi Comme des Garçons e Junya Watanabe, per esempio, sono presenti da sempre ma ci sono anche maison inglesi come Paul Smith o italiane come Valentino.

Panoramica:

La stilista giapponese Rei Kawakubo ha sfilato a Parigi con due collezione uomo: quella principale, Comme des Garçons Homme Plus e Comme des Garçons Shirt, che fa abiti più casual. La prima linea è solitamente quella più attesa e di cui si parla di più. Kawakubo è famosa per creare abiti molto scenografici ed eccentrici, oltre a lanciare spesso messaggi politici. Per la collezione uomo ha creato degli abiti ispirati alle armature, con spalline rinforzate e tanti pezzi di tessuto colorato a formare le maniche. C’erano anche molti fiori, sia sulle fantasie dei tessuti che sulle teste dei modelli e Tim Blanks ha scritto su Business of Fashion che la sfilata ricordava le proteste pacifiste contro la guerra in Vietnam davanti al Pentagono negli Stati Uniti del 1967, al motto di “Flower power”. Secondo Blanks i completi ricordavano anche quelli indossati da Oliver Twist, il protagonista del famoso romanzo di Charles Dickens.

La sfilata di Comme Des Garçons

Il brand francese Givenchy è disegnato da Riccardo Tisci, che fa sempre un lavoro di ricerca sulle sottoculture e propone uno stile definitivo underground. Per la collezione uomo presentata a Parigi si è ispirato ai fan della musica heavy metal del Botswana, in Africa, che ha visto in un libro del fotografo sudafricano Frank Marshall. Come ha scritto la rivista Dazed, Tisci ha detto di essersi ispirato soprattutto alla libertà che quelle foto gli hanno comunicato. Ha quindi creato una serie di abiti con stampe di serpenti o copertine di album distorte, bomber con i colli di pelliccia e cappotti con le frange. Tisci è molto amico di star e top model e in prima fila c’erano Naomi Cambpell e la modella italiana Mariacarla Boscono.

La sfilata di Givenchy

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Lo stilista statunitense Thom Browne, conosciuto soprattutto per la sua linea uomo, ha presentato a Parigi una collezione molto particolare. Alexander Fury ha spiegato suVogue America che lo stilista si è ispirato ai club per gentiluomini – che ha anche riprodotto nella scenografia – con look molto classici rivisitati in modo originale. Per ogni modello di abito, ha proposto tre versioni, che sono uscite in passerella una dopo l’altra. Nella prima l’abito era a brandelli, nella seconda leggermente logorato e nella terza invece era intatto. Tutti i modelli avevano il volto nascosto da cappelli a bombetta dello stesso tessuto dei completi. Fury ha scritto che come per Thom Browne, anche per Saint Laurent e per Louis Vuitton il tema era quello della nostalgia, con atmosfere ispirate al passato.

La sfilata di Thom Browne

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Si è parlato molto anche di Balmain, la casa di moda francese alla cui guida creativa c’è ora lo stilista Olivier Rousteing, che l’ha rilanciata con uno stile molto forte: colori metallici, glitter e linee molto aderenti. Balmain ha avuto molto successo anche grazie alla collezione che ha fatto per il brand low cost H&M lo scorso novembre. Alla sfilata uomo ha proposto giacchini da torero con passamanerie dorate, pantaloni da biker in velluto e giacche dallo stile militare con i bottoni dorati. Sulla sfilata si è scritto molto, anche perché è stata aperta dal famoso modello spagnolo Jon Kortajarena ed erano presenti molti modelli seguitissimi sui social network, come Lucky Blue Smith e Francisco Lachowski.

La sfilata di Balmain

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Gli esperti hanno apprezzato parecchio la sfilata di Valentino, che anche se è una maison italiana sfila a Parigi sia con la linea da uomo che con quella da donna. Da qualche anno i direttori creativi sono Mariagrazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, che sono stati formati dallo stesso Valentino Garavani. Luke Leicht ha spiegato su Vogue che la sfilata è stata un misto di ispirazioni: dall’Esistenzialismo di Sartre al viaggio nel mondo e dentro se stessi del film Into the Wild. Le linee erano molto semplici, con cappotti dritti in tinta unita o a quadri. I colori più usati sono stati il cammello, il nero, il grigio, il rosso e il verde ottanio. Hanno colpito soprattutto i poncho e i giubbini con fantasie etniche.

La sfilata di Valentino

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La collezione di Kenzo, il marchio giapponese con sede a Parigi, disegnato da qualche anno dagli stilisti Carol Lim e Humberto Leon, era molto colorata e con fantasie geometriche su completi formali e abiti che ricordavano le tute. Angelo Flaccavento ha spiegato su Business of Fashion che i due stilisti hanno dimostrato con questa collezione la loro voglia di diventare famosi, per cui si sono ispirati molto al mondo di internet e dei social network. Secondo Flaccavento non hanno proposto grandi novità in termini di design, ma sono riusciti a creare cose che il pubblico desidera, com’è già successo, per esempio, con le felpe che stanno vendendo molto bene.

La sfilata di Kenzo

 

La sfilata di Dior

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sure-com web agency

Alessandro Sicuro

www.4311.it

Schermata Bassa res 2016-01-26 alle 12.23.51

 

 

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