Torino, rivoluzione ai Musei Reali, nuovo ingresso dai giardini e ristorante

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E si apre un percorso diretto tra il Palazzo e la Cappella della Sindone

181120144-ad96c45d-67eb-4e91-9f7f-9a8467880dd2Un nuovo ingresso da corso Regina Margherita, con un’area accoglienza nell’ Orangerie, ora  sede del Museo di Antichità, in cui troveranno posto ristorante, caffetteria, bookshop, sala convegni e biglietteria. Il ripristino della rampa che collega i giardini bassi e alti, da utilizzare per raggiungere i musei, dalla Sabauda all’Armeria.  Il recupero dei Giardini reali, dal Ducale al  Boschetto, che si concluderà tra giugno e settembre, mentre per quello di Levante si dovrà attendere il 2018. Ancora, la conferma che a novembre, dopo il restauro ventennale, sarà inaugurata  la Cappella della Sindone: un evento  che porterà nuovi visitatori a un complesso che  nel 2016 ne ha  avuti 320mila,  470mila se si aggiungono quelli delle mostre a Palazzo Chiablese. E che potrebbero addirittura raddoppiare quando, nel 2020,  saranno completati tutti i lavori, finanziati in gran parte  con 10 dei 14 milioni stanziati a giugno dal Cipe, il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica.

Grosse novità in arrivo per i Musei Reali, come annuncia a Repubblica la direttrice Enrica Pagella:  al primo posto proprio i lavori  nell’Orangerie, per cui è in corso uno studio di fattibilità, mentre nei prossimi mesi seguiranno il  bando per i servizi tecnici di progettazione e quindi l’affidamento degli appalti. Quegli spazi sono  occupati dagli anni Settanta  dalle collezioni del Museo di Antichità (allora si erano staccate da quelle Egizie, con cui formavano un’unica raccolta), che saranno  in parte trasferite nella manica sotto la Galleria Sabauda e in quella sotterranea creata alla fine degli anni 80 dagli architetti Gabetti & Isola: “L’idea di creare un secondo ingresso  nasce da una doppia esigenza: da una parte, creare un’area facilmente raggiungibile da autobus e  gruppi organizzati, con possibilità di parcheggiare e di usufruire di  servizi di ristorazione e igienici,  dall’altra dotarsi di strutture di accoglienza ‘comode’ e funzionanti  anche al di fuori dell’orario di apertura dei musei – dice Pagella. – In un sistema così ampio,  che comprende 5 musei, bisogna offrire ai visitatori la possibilità di fermarsi anche un’intera giornata, di sostare in un luogo accogliente   per un pranzo o una merenda o di fare una passeggiata nei giardini”.
E ancora a proposito dei giardini – ieri affollati, nella giornata quasi primaverile –  Pagella illustra i lavori in corso: “Intanto, si potranno attraversare attraverso la rampa sotterranea che collega il giardino basso e quello alto, che verrà ripristinata. Poi, si sta lavorando alla sistemazione del Boschetto, per cui l’architetto Paolo Pejrone, con un gruppo di esperti e grazie a fondi della Consulta, ha ridisegnato  i vialetti che conducono all’altro giardino, quello di Levante”. Un progetto complesso, che prevede anche l’illuminazione delle facciate interne di Palazzo Reale e dei percorsi verdi, in modo da rendere possibili le aperture serali,  e il riposizionamento di centinaia di vasi in ghisa e bronzo, da riempire di fiori.
Tra le novità, anche l’apertura a novembre, e l’inserimento nel percorso di visita, della Cappella della Sindone, cui si accederà da Palazzo Reale, e in particolare da quella Galleria della Sindone che si trova al piano nobile, allo stesso livello del capolavoro di  Guarini.
Con la conclusione del restauro della cappella barocca, il collegamento tra tutti i siti sarà completato. O quasi, manca infatti ancora un tassello. Dopo l’annuncio di qualche anno fa, non è stata di fatto  mai aperta al pubblico la scala che collega l’Armeria Reale con la Biblioteca: per passare dall’una all’altra, bisogna dunque uscire su piazza Castello: “Ci sono motivi di sicurezza, la scala è piuttosto ripida e necessita di un mancorrente centrale che ancora non c’è” spiega Pagella. Si dovrà inoltre regolamentare l’accesso con delle barriere elettroniche, per evitare che chiunque

dall’ingresso della Biblioteca possa inserirsi, senza biglietto, nel percorso museale.
“La strada è ancora lunga, però l’abbiamo intrapresa. Ora i servizi non sono dimensionati a un percorso lungo  5 chilometri – conclude la direttrice. – Stiamo lavorando a trasformazioni che richiedono tempo e impegno: mancano ancora piccoli completamenti, importanti però per aumentare  la gradevolezza di un complesso di valore europeo”.

sure-com

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