Negozi 4.0 per clienti sempre connessi

MIGLIORARE LA CUSTOMER EXPERIENCE

SEGUIRE IL CLIENTE IN OGNI SUA SCELTA, VALUTARE LE SUE ESPERIENZE DI RICERCA E DI ACQUISTO PER OFFRIRE NUOVE PROPOSTE DAL NEGOZIO

ESSERE PRONTI CON AUTOMATISMI EFFICACI DA PROPORRE  AL MOMENTO GIUSTO CON SPOT CORRELATI ALLE SUE RICERCHE

Nell’era della rivoluzione digitale, i negozi restano sicuramente la principale attrazione per i consumatori ma vanno rinnovati e ripensati per clienti connessi. Sono tutti d’accordo al ‘Consumer and Retail Summit’ del Sole 24 Ore, che quest’anno si concentra sul retail 4.0.

“C’è la necessità di sfruttare le nuove tecnologie sia per migliorare la customer experience, facendo nuove proposte a un consumatore connesso, sia rivitalizzando il negozio”, ha sostenuto Alessio Agostinelli, partner e managing director di Boston Consulting Group.”A livello mondiale”, ha spiegato, “ci sono tantissime esperienze che stanno puntando sull’innovazione digitale, che non significa solo fare commercio online, ma anche fare evolvere tecnologicamente il punto vendita. L’Italia non è all’avanguardia, anche se qualche segnale arriva”, ha osservato Agostinelli, sottolineando che “bisogna lavorare anche sul tema delle competenze, perché serve nuova linfa e bisogna aprire la mente a nuove esperienze, partendo dal consumatore che evolve”.

Per il presidente di Federdistribuzione, Giovanni Cobolli Gigli, “l’online sarà una grande opportunità per il futuro, ma è necessario che le catene di negozi fisici si adeguino alle necessità dei nuovi consumatori. Il negozio fisico rimarrà il punto di attrazione del cliente quindi dovrà essere ripensato e dovrà evolversi offrendo maggiori servizi. Chi non saprà porsi all’avanguardia sarà eliminato”.

Gigli ha colto poi l’occasione per ribadire che il mondo della grande distribuzione organizzata è sottoposto a regole che non esistono per il web. Visto che “mi sembra impossibile inasprire Internet (ad esempio con limitazioni orarie) semplifichiamo la vita ai negozi”, ha detto il presidente di Federdistribuzione, che poi ha ammonito: “l’e-commerce vive di troppa libertà, a partire da quella fiscale. Si dice che in Italia si evadono 35 miliardi di IVA, ma la grande distribuzione paga tutto”.


 

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