ECOMMERCE ITALIANO AL 2% SI PUNTA AL 6% MA SERVE PIU’ SOCIAL MEDIA MARKETING

 

Brand italiani ed e-commerce: il tasso di penetrazione è al 2%. L'obiettivo è il 6% «In Italia il tasso di penetrazione dell’e-commerce è ancora fermo al 2%. L’obiettivo deve essere quello di superare rapidamente il punto di svolta del 6%, dopodiché tutto diventa più semplice: all’innovazione serve massa critica». Così Marc Sondermann ha aperto la Ceo Roundtable, fornendo un quadro generale delle vendite online della moda tricolore.

Di fronte ai più influenti digital manager che operano nel settore, che sono intervenuti al convegno organizzato al Four Seasons di Milano, Sondermann (direttore di Fashion e di fashionmagazine.it) ha presentato in anteprima i dati di una ricerca, che sarà pubblicata sul prossimo numero di Fashion, che stima le vendite online e la loro incidenza sul giro d’affari complessivo di 33 tra le principali aziende del settore moda.

Un’analisi messa a punto dal Digital Fashion Advisory, fondata due anni fa all’interno della nostra casa editrice. «Attualmente – ha sottolineato Sondermann – sono molto poche le realtà italiane in grado di tenere il passo con le aziende internazionali. In cima alla classifica ci sono marchi come Woolrich, con un penetration rate dell’11%, Philipp Plein con il 10% e TwinSet con il 6,2%. Tutti gli altri sono molto indietro».

Il tasso obiettivo è il 6% «una volta raggiunto questo livello di massa critica – ha commentato Sondermann dal palco – si iniziano a registrare i grandi cambiamenti e tutto diventa più facile a livello di investimenti, risorse, e si possono sfruttare i vantaggi competitivi».

Il direttore di Fashion ha spiegato come a colmare il gap con i competitor dovranno essere soprattutto le grandi griffe del lusso, molte delle quali sono ancora sotto la soglia dell’1% di incidenza dell’online sui ricavi. «Nei prossimi anni – ha concluso Sondermann – le aziende dovranno continuare a investire sui loro e-commerce monomarca. La soluzione non potrà essere solo a quella di affidarsi a piattaforme di intermediari, che nel settore moda stanno diventando sempre più forti».

Tutti i dati della ricerca sono pubblicati su Fashion, datato 13 novembre 2017, con due temi forti: la digital trasformation che sta attraversando il settore e i nuovi scenari della distribuzione in Italia e oltreconfine.

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