MODA ITALIANA LA DONNA IN RIALZO DEL 2,7%

Schermata 2018-01-29 alle 20.04.51i modelli di Alessandro Dell’Acqua VeAn Fashion

 

 LA DONNA ITALIANA REGISTRA ALTRI INCREMENTI

L’industria italiana della moda femminile dovrebbe archiviare il 2017 con un fatturato superiore ai 13 miliardi di euro, in rialzo del 2,7%, contribuendo per il 25% circa al giro d’affari complessivo del tessile-moda.

I dati di pre-consuntivo 2017, elaborati dal Centro studi di Confindustria Moda, e aggiornati al 30 ottobre, sono stati resi noti il 14 febbraio, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’11esima edizione di Super, rassegna di accessori e prêt-à-porter, in programma al The Mall in Porta Nuova Varesine dal 24 al 26 febbraio. «In generale assistiamo a uno scenario positivo. Per la prima volta dopo anni difficili si torna a crescere,  l’export è il vero motore di queste ultime stagioni» commenta Raffaello Napoleone, a.d. di Pitti Immagine, ente organizzatore del salone milanese. La locomotiva delle vendite oltrefrontiera ha infatti viaggiato a ritmo sostenuto per tutto l’anno, superando in valore gli 8,2 miliardi di euro, con una progressione del 4,1%.  La Francia rimane il primo mercato di destinazione, con una quota dell’ 11,4% sul totale, ma la Cina, che ha ripreso la sua marcia, potrebbe rubarle la posizione. Sì, perché, avverte Napoleone, «sommando l’export che l’Italia fa verso Hong Kong (rappresenta il 7% del totale, ndr.) a quello verso il mainland (3,3% ndr.)arriviamo grosso modo ai dati della Francia.

Se le previsioni continueranno a essere confermate, la Cina potrebbe diventare il nostro mercato di riferimento per i prossimi anni». Altro dato interessante, la Russia torna a dare segnali positivi; dopo aver perso 30 punti percentuali nel 2015, con recupero progressivo nel 2016, tra gennaio e ottobre 2017 fa rilevare un incremento del  9%, per un totale di 430 milioni.  Anche l’import rialza la testa, facendo registrare un incremento dell’1,1%, dopo anni di calo dovuto al fenomeno del reshoring. Il saldo commerciale si attesta sui 3,9 miliardi, ma la nota dolente restano i consumi interni, in caduta del 2,1% a 9,9 miliardi di euro. In questo contesto le catene, che detengono attualmente il 44,6% del mercato, hanno rilevato nella stagione autunno-inverno 2016/2017 un decremento del 5,2%; il dettaglio indipendente, che intermedia il 21,1% delle vendite, perde il 15,5%. In flessione anche gli outlet (-12,3%), mentre salgono gdo (+10,9) e, in gran corsa, il canale online, +26,6% (nella foto, buyer orientali a Super).

Alessandro Sicuro Comunication

 


 

 

 

 

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