Novembre 24, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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ALL’ASSEMBLEA DI CONFINDUSTRIA ASSOIMMOBILIARE SILVIA ROVERE PATRIMONIO IMMOBILIARE OBSOLETO

 

Il patrimonio immobiliare delle città è largamente obsoleto sul fronte dei consumi e delle emissioni e insicuro dal punto di vista sismico. Gli spazi interni degli edifici non sono adatti alla loro destinazione d’uso. E’ ora, dunque, di pensare le città del futuro in un’ottica che prediliga l’efficienza energetica e che veda protagonista la riqualificazione delle periferie, perché dalla rinascita delle città dipende la rinascita sociale e l’incremento di fiducia dei cittadini verso la ripresa”.

 

Esordisce così la presidente di Confindustria Assoimmobiliare Silvia Rovere in occasione dell’assemblea che ha visto la presentazione della ricerca di SWG sulle città post Covid.

L’indagine, presentata da Riccardo Grassi direttore di ricerca SWG, ha preso in analisi un campione di quasi 1.200 italiani e ha evidenziato come il Covid stia cambiando il modo di vivere la città da parte dei suoi abitanti: il 90% degli intervistati vorrebbe mantenere lo smartworking anche in futuro, c’è un’aumentata propensione a vivere il proprio quartiere nel tempo libero, a desiderare che tutti i servizi utili alla persona si trovino entro 15 minuti dalla propria abitazione, a implementare le infrastrutture. E ancora, si punta a una rinnovata centralità dei quartieri con più verde, migliore digitalizzazione e la riqualificate delle aree degradate. “Riqualificare la città significa, secondo gli intervistati – afferma Grassi – renderla più fruibile, più verde e sostenibile, più sicura e inclusiva, con infrastrutture più sviluppate. Una volta raggiunto questo traguardo i cittadini vorrebbero la ristrutturazione degli spazi, come scuole e case popolari”.

Gli elementi più critici ad oggi, per la maggioranza delle città, sono il trasporto pubblico, le connessioni digitali, la presenza di pochi spazi verdi e le aree degradate. Milano, a seguito degli investimenti fatti in infrastrutture fisiche, rileva maggiore soddisfazione da parte dei cittadini su questo punto.
In generale, l’80% degli intervistati lamenta la presenza di aree degradate in città e la loro riqualificazione è vissuta come essenziale per migliorare la qualità della vita. Il 33% degli italiani pensa che bisognerebbe ristrutturare scuole ed edifici pubblici, il 17% ripensare le zone delle case popolari e migliorare le infrastrutture digitali.

Tutti gli intervistati concordano su due punti: rendersi disponibili a piccoli sacrifici per migliorare le proprie città, ad esempio sopportando problemi di viabilità per la presenza di cantieri che hanno l’obiettivo di rigenerare aree dismesse e l’individuazione della necessità di sinergie tra pubblico e privato nei progetti urbani. Il 63% vuole il privato nella riprogettazione degli spazi (il 58% in partnership con il pubblico), il 69% nel finanziamento, il 72% nella realizzazione, il 69% nella manutenzione dei nuovi spazi. Con l’ente pubblico per garantire che gli spazi della città siano di tutti e con il privato per investire e realizzare velocemente gli interventi. Insieme, le due realtà dovrebbero seguire tutto l’iter: progettazione, finanziamento, realizzazione e manutenzione.

Il tema della sinergia pubblico-privato è tra le richieste avanzate al Governo da Confindustria Assoimmobiliare – che vede nei progetti di sviluppo urbano la ripartenza di intere filiere produttive – nel contesto del piano di resilienza e ripartenza del Paese. Un tema, quello della resilienza, sul quale interviene anche il Ministro per gli Affari Europei Vincenzo Amendola che individua in tre elementi il focus verso il quale indirizzare le risorse europee e il ripensamento delle città: rigenerazione urbana, transizione green e digitale del patrimonio immobiliare, sviluppo di housing sociale. “Stiamo lavorando su questi temi a livello europeo – conclude – Bisogna guardare al futuro anche in questo periodo difficile e ripensare le nostre città nel loro complesso“.

 

 

 

 

Alessandro Sicuro

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