Aprile 19, 2021

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

Free Press And Culture On Line

NASCE CSM-CAMERA SHOWROOM MILANO

Fare sistema è l’imperativo scaturito dalla pandemia e le showroom milanesi non si tirano indietro. Nasce infatti Csm-Camera Showroom Milano, associazione autonoma, indipendente, apolitica e senza fini di lucro, il cui comitato promotore è composto da Gigliola Maule (Gruppo Zappieri), che ha il ruolo di presidente, Francesco Casile (Casile&Casile Fashion Group), Mauro Galligari (Studio Zeta), Daniele Ghiselli ed Elisa Gaito delle omonime showroom e Frank Lubrano (Panorama Moda).
Una realtà che funge da aggregatore a tutte le showroom multimarca più rappresentative del fashion nel capoluogo lombardo, accomunate da una forte vocazione internazionale.
“È essenziale – si legge in un comunicato – una visione condivisa del futuro delle agenzie commerciali, che si concretizzerà attraverso lo studio e la soluzione dei problemi comuni di maggiore interesse. L’implementazione di azioni innovative e l’unione delle risorse costituiranno per gli associati un innegabile punto di forza”.
Si punta a un massimo di una cinquantina di adesioni, tenendo presente che quella degli Agenti di Commercio e Distributori Moda è una categoria che genera complessivamente un fatturato di vendite wholesale di circa 5 miliardi di euro e accoglie sotto la Madonnina 30mila buyer a stagione.
Quattro i pilastri strategici di Camera Showroom Milano: unione, autonomia, digitalizzazione e internazionalizzazione.
Unione, ossia una voce unica per confrontarsi con tutte le più importanti istituzioni della filiera tessile-abbigliamento; autonomia, come sinonimo di libertà anche dai legami con la politica, “in modo da rispecchiare tutte le esigenze della nostra categoria e capirne appieno tutte le necessità”; digitalizzazione, in quanto Csm intende costruire e condividere con i soci strumenti digitali, compreso un futuro portale B2B; infine internazionalizzazione, per realizzare insieme, grazie alla collaborazione con Ice, promozioni e grandi eventi all’estero.
Tra le attività di Csm spiccano inoltre il coordinamento fra gli associati delle date delle campagne vendita nelle showroom milanesi e il dialogo non solo con Camera Moda e le organizzazioni estere delle fashion week, ma anche con gli enti fieristici – focalizzandosi sui saloni che si svolgono a Milano – e con Cbi-Camera Buyer Italia.
È previsto un codice deontologico, all’insegna di un comportamento etico e collaborativo. Ultimo punto, ma molto importante, l’impegno comune sul fronte dell’incoming di buyer stranieri nel capoluogo lombardo durante le settimane della moda.
Il comitato promotore di Csm ha già raggiunto due risultati: uno sconto sulla Tari di Milano e il riconoscimento da parte delle istituzioni dei due codici Ateco (Agenti di Commercio e Distributori Moda) nell’ultimo Dpcm.

 

Alessandro Sicuro

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