Ottobre 17, 2021

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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Brunello Cucinelli ha inaugurato Pitti Connect la versione digitale di Pitti 99

 

Brunello Cucinelli ha inaugurato Pitti Connect la versione digitale di Pitti Immagine Uomo edizione n99

Oggi 12 gennaio, dopo un po’ di emozione per la momentanea perdita della amata sede presso la Fortezza da Basso, dove si svolge la famosa settimana della moda fiorentina. L’evento di inaugurazione si svolge qui nella sede della Brunello Cucinelli a Solomeo.

L’imprenditore umbro accanto a Raffaello Napoleone e Agostino Poletto, rispettivamente a.d. e direttore generale di Pitti Immagine e al sindaco di Firenze Dario Nardella, in collegamento dal capoluogo toscano.

 

Un’inizio all’insegna della positività per il salone del menswear, a fianco di un’azienda che rappresenta un’eccellenza del made in Italy e che nel 2020 è riuscita a contenere le perdite (-10,5% a cambi correnti), mentre punta a chiudere l’anno in progress del 15%.

«Dopo un lungo periodo di dolore sia per il corpo che per l’anima, grazie al tanto atteso vaccino ci pare di andare verso un periodo migliore. Ci auguriamo insieme di ritrovare grande umiltà, coraggio, serietà e creatività per affrontare questo anno», ha spiegato l’imprenditore.

Nel corso dell’incontro Cucinelli ha posto l’accento sulla cultura e le tradizioni di un Paese manifatturiero come l’Italia. «Una nazione nata sui pilastri della cultura, della bellezza e dell’architettura, che conta lo 0,7% della popolazione mondiale, ma è la settima potenza del globo».

Un tema su cui hanno insistito anche i vertici di Pitti Immagine, che ora sono in attesa delle decisioni del prossimo Dpcm in merito al coté fisico di Pitti Uomo, che appare sempre più improbabile.

Ma è tempo di guardare avanti, sulla scia delle parole di ottimismo di Cucinelli. «Non sappiamo ancora se si potrà fare Pitti Uomo a febbraio, ma di sicuro vi invitiamo in Fortezza da Basso a giugno dove faremo qualcosa di molto carino insieme in occasione della 100esima edizione, che dovrà essere straordinaria. La gente ha voglia di ritrovarsi, di toccarsi, di baciarsi, di vestirsi, di tornare a investire nei grandi ideali».

I numeri, come si diceva, sono confortanti per l’azienda italiana, che ha chiuso l’anno con ricavi netti pari a 544,1 milioni di euro (in contrazione del 10,5% come si diceva), e con le vendite del secondo semestre in aumento del 7,2%, a quota 339 milioni di euro.

Un anno in cui il mercato europeo ha tenuto (-1,7%), grazie alla sensibile progressione registrata nel secondo semestre (+20,7%). Buoni risultati anche per la Cina, che ha ceduto un 1,8% (incluse Hong Kong e Macao) su cui ha inciso il +14% del secondo semestre.

Meno rassicuranti i risultati nel resto del mondo, che nel 2020 flette del 9,9% ma nel secondo semestre riduce le perdite al -1,5%, e in Italia, che è costretta a rinunciare a una quota del 23,9% nei 12 mesi, con il secondo semestre in calo del 13,3%.

Buone performance per il canale wholesale (+2,7% nell’anno e addirittura +36,3% nel secondo semestre), mentre il canale retail scende del 20,9% nell’anno, percentuale che si riduce al -12,3% nella seconda parte dell’esercizio.

Nell’anno, sottolinea la nota diffusa in seguito al Cda di ieri, 11 gennaio, nel corso del quale sono stati esaminati i risultati preliminari del 2020, l’azienda ha continuato a investire, per un totale di 51 milioni di euro, rispetto ai 52,6 milioni del precedente.

La posizione finanziaria netta caratteristica al 31 dicembre 2020 è pari a circa 94 milioni di euro, impattata dagli effetti della pandemia sui risultati del 2020, ma in miglioramento rispetto ai 136,5 milioni riportati al 30 giugno 2020.

In base ai risultati dell’anno, l’azienda conferma la guidance sui ricavi 2021 a +15% circa e guarda con ottimismo agli anni a venire. L’aspettativa è che  il «percorso di crescita proseguirà nel 2022, con un incremento dei ricavi che si normalizzerà intorno al +10%», mentre resta positivo l’outlook sul lungo periodo, in cui si guarda al raddoppio del fatturato tra il 2019 e il 2028.

La Brunello Cucinelli, prosegue la nota, si presenta ai blocchi di partenza del 2021 con una filiera produttiva interamente italiana che è stata attentamente «custodita», e che ha garantito la flessibilità necessaria per offrire consegne puntuali e complete ai negozi, e con la forza di poter assicurare rapidi riassortimenti, strategici in mesi difficili da pianificare.

 

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Alessandro Sicuro

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