Maggio 3, 2026

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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GUCCI: ELEGANZA IN SOTTILE CONTINUITÀ, IN UNA NARRAZIONE APPENA ACCENNATA —”NON VOGLIO MICA LA LUNA”

 

La collezione svelata il 20 settembre 2024 segue un percorso già tracciato, senza grandi scostamenti rispetto al passato recente, ma con un metodo sempre più definito. La cura maniacale per i dettagli, il glamour appena accennato e in punta di piedi, e gli accessori destinati a diventare iconici continuano a dominare la scena. Tuttavia, appare evidente che Gucci stia attraversando una fase di revival: un rispettoso ritorno al suo passato glorioso, pur privo della narrazione forte che caratterizzava le collezioni dell’era precedente.

 

 

L’ispirazione di De Sarno nasce dalla libertà creativa, non da riferimenti espliciti ma da ricordi e sensazioni sfuggenti, come emozioni vissute e poi riportate alla luce. La collezione riflette questo approccio: un insieme di influenze che si rivelano come brevi bagliori sui capi.

Il direttore creativo definisce la collezione con un ossimoro eloquente: “Casual Grandeur”. Una contraddizione solo apparente, poiché la maestosità si ritrova anche nella semplicità, in abiti che si indossano con facilità e disinvoltura (pur restando esclusivi).

 

 

“Un momento da vivere intensamente, come il sole che tramonta nel mare a fine agosto,” scrive De Sarno, spiegando che la collezione vuole catturare quegli istanti unici, rendendogli omaggio attraverso la moda. Un lavoro che attinge a memorie fugaci e ispirazioni visive, concretizzate nei saloni della Triennale di Milano.

 

Tra le influenze della collezione si notano l’eleganza calcolata di Jackie Kennedy e la raffinatezza di Lee Radziwill, oltre a un tocco di East Hampton illuminato dal sole mediterraneo. Un tributo agli anni Sessanta, ma con una pulizia estetica moderna. De Sarno fa riferimento anche a Carla Accardi e alla sua arte, sottolineando il legame tra le suggestioni visive e la sua creatività.

La collezione, composta da completi biker in pelle rosso “Ancora”, abiti ricamati, frange e cappotti couture, racconta un percorso artistico e professionale che ha raggiunto una nuova maturità. “Parto sempre dall’ordinario per arrivare allo straordinario”, dice De Sarno, evidenziando come il suo lavoro rappresenti un equilibrio tra sobrietà e fantasia.

 

 

La collezione dimostra come Gucci, sotto la guida di De Sarno, abbia ritrovato un equilibrio aziendale dopo gli anni turbolenti. E forse proprio in questo contesto di stabilità, il direttore creativo può dare il meglio di sé, lavorando con compostezza e quella “irriverenza” che continua a caratterizzarlo

 

Alessandro Sicuro Comunication
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