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Potremmo illuderci di dimenticare,
fuggire il riflesso di ciò che siamo stati.
Potremmo persino chiudere gli occhi e lasciare svanire il mondo,
coprire il ronzio dei ricordi con il frastuono incessante del presente,
rifugiarci nel silenzio immobile del sonno.
Ma come far tacere il cuore,
quel cuore che si ostina a sentire?
Come spegnere i pensieri,
che si rincorrono nei vuoti del tempo?
Non possiamo impedirci di provare emozioni,
né cancellare ciò che vibra nel profondo.
Le anime, anche se ferite, si incontrano in un luogo senza tempo,
un confine invisibile dove si sfiorano,
spogliate dalle paure, libere dal giudizio.
Nostalgie che si intrecciano come fili di vento,
vibrazioni che scolpiscono il cielo,
riempiendo i vuoti di un’eco comune.
Ma i sentimenti crescono e si rafforzano nei gesti,
e in quei gesti si cela una verità silenziosa:
che l’amore non vive di promesse o proclami,
ma di prove, profonde e ferme,
che sorreggono anche nei momenti più oscuri.
Radici che imprimono la forza per sfidare ogni tempesta.
Rimane uno strano senso di delusione,
un eco che ci ha resi superstiti.
Spostando lo sguardo verso chi abbiamo idealizzato,
scopriamo la verità.
Forse è dentro di noi che l’amore trova il suo spazio,
un rifugio dove nessuno può deludere.
Lì, il cuore, spoglio di illusioni, riscopre la sua forza.
E ciò che rimane non è altro che l’essenza:
autentica, silenziosa, eterna.
Copyright © by Alessandro Sicuro
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