Maggio 6, 2026

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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VALENTINO BY MICHELE SCONVOLGE L’OLIMPO DELLA COUTURE PARIGINA, TRA VERTIGINE E PROVOCAZIONE

 

Debutto col botto per Alessandro Michele alla guida della Haute Couture di Valentino. La collezione Primavera/Estate 2025, intitolata Vertigineux, ha sovvertito ogni canone dell’Haute Couture parigina con uno spettacolo potente, concettuale e carico di contrasti.

Nel buio avvolgente del Pavillon Vendôme, una passerella orizzontale spezzava la tradizione, con modelle che sfilavano davanti a un enorme schermo digitale. Sul display, sequenze ipnotiche di parole chiave raccontavano il viaggio creativo di Michele: riferimenti all’archivio Valentino, ai tessuti pregiati, ai dettagli sartoriali e agli elementi decorativi della collezione. Un contrasto visivo e concettuale con le silhouette rigorose e teatrali degli abiti, che rievocavano la grande tradizione dell’Alta Moda, ma attraverso una lente distorta e contemporanea.

La colonna sonora ha amplificato l’effetto straniante dello show: cori femminili con campionamenti ultramoderni si alternavano a suoni sacri e distorti, creando un’atmosfera sospesa tra antico e iper-tecnologico. Un connubio di stili che Michele ha saputo ibridare magistralmente, mixando suggestioni barocche e avanguardia digitale.

La collezione di Michele per Valentino ha ribadito il suo linguaggio estetico riconoscibile, fatto di stratificazioni culturali, citazioni storiche e audaci contrasti materici. Il rosso Valentino, il viola intenso, il verde smeraldo si intrecciavano a lavorazioni sartoriali straordinarie, in un perfetto equilibrio tra decadenza e innovazione.

Le silhouette erano drammatiche e potenti: gonne monumentali agganciate a corpetti strutturati, ruche e piume a incorniciare figure scolpite, ricami che sembravano usciti da un arazzo rinascimentale. Innovativa anche la tecnica del knitting, che trasforma intrecci apparentemente semplici in architetture tessili imponenti, con maglie intrecciate che avvolgono abiti da gran sera, sfidando i codici tradizionali della Couture.

Sfilano modelle over 60, volti fuori dagli schemi imposti dall’Haute Couture classica, in un messaggio chiaro: la bellezza non ha canoni fissi, così come il lusso non deve essere incasellato in definizioni obsolete.

Il finale dello show è stato un colpo di scena visivo: la sfilata si dissolve nel buio, con un effetto glitch di pixel spezzati che interrompono la visione. Il pubblico si ritrova a vedere e non vedere, mentre lampi intermittenti illuminano i look finali senza svelarli completamente. L’entrata di Alessandro Michele, nel classico take a bow, avviene tra flash disturbanti e intermittenze luminose, come se lo stilista stesso volesse dissolversi nel suo immaginario.

Con Vertigineux, Alessandro Michele ha riscritto le regole della Haute Couture. Ha abbandonato la poesia romantica dell’alta sartoria parigina per un racconto più frammentato, dissonante, ma straordinariamente incisivo. La sua visione non è solo una celebrazione dell’archivio Valentino, ma un’esplorazione radicale delle potenzialità della Couture nel XXI secolo. Un’operazione iconoclasta che ha stravolto il flusso lineare e spesso prevedibile dell’Alta Moda, segnando un punto di rottura nel panorama della fashion week parigina.

 

 

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