Ogni edizione di Pitti Uomo ha un calendario ufficiale, fatto di sfilate, presentazioni, talk, eventi speciali e appuntamenti su invito. Ma poi esiste un altro calendario, meno scritto e forse ancora più fotografato: quello dei Pitti People.
Sono loro, spesso, a costruire l’immagine più immediata della manifestazione. Uomini vestiti con giacche impeccabili, cappelli, completi colorati, occhiali, scarpe lucidissime, borse, foulard, dettagli studiati e posture quasi teatrali. Pitti è anche questo: una passerella spontanea fuori dalla passerella, un luogo dove la moda maschile si espone non solo attraverso i brand, ma attraverso chi la interpreta.
A Firenze, durante Pitti, lo street style non è mai soltanto abbigliamento. È presenza. È modo di occupare lo spazio. È desiderio di essere visti, fotografati, riconosciuti. In questo senso, i Pitti People sono diventati negli anni una parte essenziale del racconto. Non stanno dentro il calendario ufficiale, ma ne amplificano l’immagine.
Il loro ruolo è particolare. Da una parte possono sembrare figure eccentriche, quasi personaggi di una scena costruita. Dall’altra raccontano una cosa molto concreta: il menswear vive anche attraverso il gesto individuale, la cura del dettaglio, la capacità di trasformare un abito in firma personale.
Pitti Uomo 110, con il suo calendario di sfilate, guest designer, incontri e cocktail, avrà certamente anche questa dimensione visiva. La Fortezza da Basso non sarà solo un luogo di lavoro per buyer, stampa e aziende, ma anche un teatro all’aperto dove lo stile maschile si mostrerà nella sua forma più riconoscibile e più fotografabile.
Non bisogna però confondere lo street style con il folklore. Nei momenti migliori, Pitti People racconta qualcosa di più profondo: il rapporto tra uomo e immagine, tra eleganza e rappresentazione, tra gusto personale e bisogno di costruire una presenza pubblica. È qui che la moda maschile esce dal prodotto e diventa comportamento.
Per questo, accanto agli articoli sui guest designer, sulle sfilate e sugli eventi mondani, vale la pena dedicare uno spazio anche a questa parte. Perché Pitti non è fatto solo da chi presenta collezioni. È fatto anche da chi le guarda, le indossa, le interpreta e le trasforma in immagine viva.
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Alessandro Sicuro
Brand Strategist | Photographer | Art Director | Project Manager
Alessandro Sicuro Comunication
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