Giugno 6, 2026

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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PITTI UOMO 110: SIMONE ROCHA E KEI NINOMIYA RIDISEGNANO IL MASCHILE

Due visioni lontane dall’idea classica di moda uomo: da una parte il romanticismo inquieto di Simone Rocha, dall’altra la costruzione quasi architettonica di Kei Ninomiya. Pitti Uomo 110 conferma così il menswear come territorio di trasformazione, contaminazione e nuova identità.

La prossima edizione di Pitti Immagine Uomo, in programma a Firenze dal 16 al 19 giugno 2026, non sarà soltanto una nuova tappa del calendario internazionale dedicato alla moda maschile. Sarà anche un momento di lettura del cambiamento, perché tra i protagonisti annunciati compaiono due presenze creative di forte valore simbolico:

                                    Simone Rocha

Due nomi molto diversi, due mondi estetici distanti, ma uniti da una stessa capacità: portare il menswear fuori dalla sua zona più prevedibile.

Simone Rocha, designer irlandese basata a Londra e fondatrice del brand che porta il suo nome, presenterà a Firenze una sfilata/evento speciale. Per lei sarà la prima sfilata interamente dedicata alla moda maschile all’interno di un calendario uomo. Un passaggio importante, perché il suo lavoro ha sempre abitato una soglia sottile tra romanticismo e inquietudine, fragilità e costruzione, dolcezza e tensione.

Portare questa sensibilità dentro Pitti significa aprire il guardaroba maschile a un registro meno rigido, meno automatico, più emotivo e stratificato. Non un uomo costruito soltanto attraverso forza, ruolo e autorità, ma una figura più complessa, capace di contenere vulnerabilità, ornamento, memoria e desiderio. Accanto a lei ci sarà Kei Ninomiya, stilista giapponese cresciuto nell’universo Comme des Garçons e alla guida del

                                       Kei Ninomiya.

marchio noir kei ninomiya. La sua ricerca procede in una direzione diversa: più strutturale, più concettuale, quasi architettonica. Nei suoi abiti la forma non è mai semplice decorazione, ma costruzione, sistema, corpo che diventa superficie progettuale.

Se Simone Rocha porta nel menswear una sensibilità poetica, teatrale e quasi sentimentale, Kei Ninomiya porta una tensione più radicale verso la struttura, la materia e la trasformazione dell’abito in oggetto visivo.

Ed è proprio questo doppio movimento a rendere interessante la scelta di Pitti Uomo 110. Da una parte l’emozione, dall’altra la costruzione. Da una parte il romanticismo, dall’altra l’architettura. Due strade diverse per dire la stessa cosa: la moda maschile non può più restare chiusa nei suoi codici storici.

Il menswear contemporaneo non è più soltanto giacca, pantalone, misura, proporzione, eleganza controllata. È diventato un luogo di contaminazione, dove il maschile viene interrogato, attraversato, persino destabilizzato.

Dopo il tema “The Pool”, con la piscina come riflesso instabile dell’identità maschile contemporanea, la presenza di Simone Rocha e Kei Ninomiya conferma una direzione precisa: Pitti Uomo non vuole limitarsi a raccontare cosa indosserà l’uomo nella primavera/estate 2027, ma che tipo di uomo sta emergendo dietro quei vestiti.

Un uomo meno monolitico, meno prevedibile, forse meno sicuro dei propri vecchi simboli, ma proprio per questo più interessante.

Pitti Uomo 110 si conferma così non solo come piattaforma commerciale, ma come uno spazio culturale in cui il maschile viene osservato, ripensato e rimesso in movimento.

 

Alessandro Sicuro

Brand Strategist | Photographer | Art Director | Project Manager
Alessandro Sicuro Comunication



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