Siena & the Palio … There are no words 02-lug-2012

 

 

 

Siena, to understand these days you must be a native, or have the desire to know this culture up close.  What makes this small town character by so austere, almost bashful, a center of crazy completely absorbed by the Palio? The passion for this ancient race, which takes place in fact in all the district and tell everyone to celebrate their emblem, their horses, their jockeys, the latter kept an eye before the race by a special squad, why not make the mistake of selling out their opponents. The prize is also this, and in some ways is what ‘makes it more’ attractive than ever.

 

Like every year, the drape of the prize will be awarded to the winner, is painted by an artist of this high level to further enrich the prize.

IS ‘TULLIO PERICOLI, Ascoli of birth (1936) and Milanese by adoption, the artist who painted the banner of July 2, 2011. The allegorical part of the sheet, by decision of the municipal government, must somehow celebrate the 150 th anniversary of the Unification of Italy, one of the most significant periods in the history of our country.

The Dangers name is known throughout the world, especially for its beautiful exhibitions in galleries and private museums where the use of quite extraordinary ‘watercolor and mixed media, and has been performing by leading critics and collectors. Tied to the poetry of Paul Klee, Tullio Pericoli has become known especially for its delicacy and innovative figures. He began his career in 1970 working with Linus magazines, L’Espresso, but also with newspapers such as Corriere della Sera and Repubblica. In 1993 he received the “Award Gulbransson” Olaf Gulbransson Museum of Tegernsee and among his works in recent years, has enjoyed much success the exhibition of 2010, the Ara Pacis Museum in Rome, a series of paintings, landscapes and portraits.
Perhaps the trait that most distinguishes him is the portrait of the author or his personal interpretation of the most popular of the world’s cultural landscape. While perhaps less known is the first research on the landscape, especially the native, the lifer.
This landscape, which is used during life, furrows of hills and forests threatening imagine the window of memories. The artist cuts through heavy oils on the surface of the paste tends to portray, giving depth to the painting itself, the hard material and the lush earth. At first glance the paintings look like photographs of the actual landscape of Marche and Lazio reinterpreted by the artist’s imagination and thus become representations of ‘soul. Memories, echoes, and a family atmosphere since childhood lived in the places represented. Mineral colors that explore the extensions of silver and slate, white and many shades of gray rough channels or furrows as light incisions.

 

Alessandro Sicuro by Relais della Rovere

Italian version:

Per comprendere Siena in questi giorni devi essere un nativo, oppure avere la voglia di conoscere questa cultura da vicino. Cos’è che trasforma questa piccola città dal carattere così austero, quasi schivo, in un centro di invasati  completamente assorbiti dal Palio? La passione per questa gara millenaria, la quale porta in piazza anzi in contrada tutti e dico tutti a festeggiare il loro emblema, il loro cavallo, il loro fantino, quest’ultimo tenuto d’occhio prima della gara da uno squadrone speciale, perchè non commetta l’errore di vendersi agli avversari.  Il palio è anche questo, e per certi versi è cio’ che lo rende piu’ affascinante che mai.

Come ogni anno il drappo del premio che verrà consegnato al vincitore, viene dipinto da un artista di alto livello questo per arricchire ulteriormente il premio.

E’ TULLIO PERICOLI, ascolano di nascita (1936) e milanese di adozione, l’artista che ha dipinto il drappellone del 2 luglio 2011. La parte allegorica del cencio, per decisione della Giunta Comunale, deve in qualche modo celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, uno dei periodi più significativi della storia del nostro paese.

Il nome di Pericoli è conosciuto in tutto il mondo, soprattutto per le sue bellissime esposizioni nelle gallerie e nei musei privati dove l’utilizzo davvero straordinario dell’ acquerello e delle tecniche miste, lo ha fatto apprezzare da importanti critici e collezionisti. Legato alla poetica di Paul Klee, Tullio Pericoli si è fatto conoscere soprattutto per la sua delicatezza e per figure innovative. Ha iniziato la sua carriera nel 1970 collaborando con le riviste Linus, L’Espresso, ma anche con quotidiani come: Il Corriere della Sera e Repubblica. Nel 1993 ha ricevuto il “Premio Gulbransson” dall’Olaf Gulbransson Museum di Tegernsee e tra i suoi lavori degli ultimi anni, molto successo ha riscosso l’esposizione del 2010, al museo dell’Ara Pacis a Roma, di una serie di dipinti, paesaggi e ritratti.
Forse il tratto che più lo contraddistingue è il ritratto d’autore ovvero la sua personalissima interpretazione dei volti più conosciuti del panorama culturale mondiale. Mentre il lato forse meno conosciuto appare la ricerca sul paesaggio, in particolare quello nativo, il marchigiano.
Quel paesaggio che ne accompagna la vita, solchi di colline e foreste minacciose immaginate dalla finestra dei ricordi. L’artista attraverso forti incisioni sulla superficie pastosa degli olii tende a raffigurare, dando spessore allo stesso dipinto, la materia dura e rigogliosa della
terra. Ad un primo sguardo i dipinti appaiono come fotografie reali del paesaggio marchigiano e laziale reinterpretate dall’artista che diventano così rappresentazioni della fantasia e dell’ anima. Ricordi, echi e atmosfere familiari sin dall’infanzia vissuta nei posti rappresentati. Colori minerali che esplorano le estensioni dell’argento e dell’ardesia, i bianchi e le tante sfumature di grigio scabro dei canali o dei solchi tracciati come leggere incisioni. O al contrario si accendono di toni ferruginosi, materici, caldi, bruni, arancio e ocra; di verdi in simpatia di azzurro, di rosa albeggianti e teneri.

 

Alessandro Sicuro   per Relais della Rovere

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