Novembre 28, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

Free Press And Culture On Line

☛ Meritato Nobel della medicina a Shinya Yamanaka e John Gurdon.

Il Nobel della medicina ai guru
delle cellule riprogrammabili

Shinya Yamanaka e John Gurdon

Il riconoscimento al britannico John Gurdon e al giapponese Shinya Yamanaka per le loro scoperte
in campo genetico che potrebbero portarci a farmaci mirati per battere mali terribili come il cancro o l’Alzheimer.

Si chiamano John Gurdon e Shinya Yakamanaka: il Nobel per la medicina 2012 è per entrambi meritatissimo, perché in tempi diversi e con tecniche diverse hanno scoperto come riprogrammare le cellule adulte, riportandole alla condizione iniziale, quando sono pronte a trasformarsi nei tessuti e negli organi che compongono l’organismo.

I loro studi hanno riscritto di un colpo i libri di biologia, ma il fascino universale delle loro scoperte è legato all’impatto sulla vita di ciascuno di noi: svelare i meccanismi di funzionamento e sviluppo delle cellule promette di cambiare la logica stessa della medicina, dall’indagine sull’origine delle malattie alle terapie personalizzate, fino alla produzione di farmaci «mirati». Cureremo finalmente l’Alzheimer? E sarà sconfitto una volta per tutte il cancro?

Dai loro studi – è la risposta – ci si aspetta una nuova era, quella della «medicina rigenerativa», che permetterà di creare tessuti e organi di ricambio. Però ci vorrà tempo. E’ significativo, infatti, che tutto sia iniziato molto tempo fa, nel 1962, quando Gurdon sostituì il nucleo di una cellula uovo di una rana con quello di una cellula adulta, tratta dall’intestino: inserito nell’ovulo, il nucleo ricevette una serie di «istruzioni» che fecero tornare la cellula allo stadio immaturo. Così il suo sviluppo ripartì da zero, generando un girino.

Passò altro tempo, finché nel 2006 Yamanaka fece un balzo ulteriore: invece di manipolare la cellula, scoprì il cocktail di geni con cui è possibile produrre la metamorfosi, da adulta a baby. La battezzò «cellula staminale riprogrammata indotta», suscitando l’entusiasmo generale. Ora, mezzo secolo dopo la prima intuizione di Gurdon, gli esperimenti per trasformare in realtà le promesse racchiuse nelle ricerche dei due neo-Nobel sono in pieno svolgimento nei maggiori laboratori del mondo.

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