IL “NUOVO” PIACE AGLI ITALIANI SOPRATTUTTO NEL CENTRO SINISTRA…

BELLISSIMO RISULTATO PER RENZI CHE NON VINCE AI VOTI, PER ORA MA, (CI SARA’ IL BALLOTTAGGIO),  VINCE SU UN’ALTRO PIANO… E A ROMA NE DOVRANNO TENERE CONTO SIA NEL PD CHE IN TUTTA LA POLITICA.

Roma, 26 nov.- Tra Bersani e Renzi sara’ ballotaggio.
Il secondo turno per le primarie e’ scritto nei dati resi noti dal coordinatore nazionale delle primarie Nico Stumpo: “Hanno votato circa 3 milioni e centomila cittadini. Bersani e’ al 44,9%, Renzi al 35,5%, Vendola al 15,6%, Puppato al 2,6% e Tabacci all’1,4%. Questi dati possono avere solo minime variazioni: forse manca qualche sezione in Umbria e a Milano, ma gia’ domenica si poteva discutere piu’ o meno con gli stessi numeri”.

Intanto Nichi Vendola ha gia’ fatto sapere che non appoggera’ Matteo Renzi. “Nessuno poteva aspettarsi un endorsement per il sindaco di Firenze, a cominciare dallo stesso Renzi’, ha chiarito il leader di Sel, aggiungendo che da Bersani “attendiamo profumo di sinistra”.

Sui dati del voto e’ gia’ scoppiata la polemica. “I numeri che abbiamo noi sono diversi”, ha detto Matteo Renzi per il quale “la forbice con Bersani non e’ di 9 punti percentuali, ma di cinque”. Dallo staff del primo cittadino di Firenze, i toni sono di vera e propria contestazione: “Ringraziamo Nico Stumpo e tutti i volontari per il difficile lavoro fatto stanotte. Il risultato e’ chiaro e incontrovertibile: si va al ballottaggio con Pier Luigi Bersani in testa e Matteo Renzi staccato di qualche punto.

Qui iniziano i problemi: Stumpo oggi dice che i punti di distacco sono 9,5. I dati acquisiti dai nostri rappresentanti di lista, ancorche’ provvisori, ci consegnano un dato diverso: 43,4% contro 38,8%” afferma Nicola Danti, del Comitato nazionale di Matteo Renzi. “Pensiamo – aggiunge Danti – che ci sia un solo modo per fugare i dubbi: che Nico Stumpo pubblichi online sul sito tutti i verbali dei nove mila seggi.
Aggregare i dati su base provinciale come ha fatto Nico Stumpo e’ molto discutibile. A solo titolo di esempio, dove evidentemente qualcosa non torna, citiamo i casi di Asti, Bolzano e Belluno. Per noi comunque essere a meno 5 o meno 9 da Bersani non cambia niente. Come ha detto domenica Matteo Renzi, al ballottaggio si parte da zero a zero. Ma – conclude Danti – per rispetto di chi ha fatto ore di coda e’ giusto dare i dati veri e chiari”. Invita a tenere i toni bassi, bruno Tabacci, che si concentra l’attenzione sulla grande partecipazione di ieri: “Trovo del tutto strumentali le polemiche sui risultati che vengono messi in discussione”, ha spiegato: “Non vorrei che dopo aver fatto il donatore di sangue a un’operazione politicamente di cosi’ grande rilievo, i contrasti alimentati con l’obiettivo di alzare polveroni la sminuissero e accreditassero, indirettamente, il giudizio offensivo di Grillo”.

Il segretario Pierluigi Bersani, rivendicando di aver voluto lui per primo il doppio turno, usa toni concilianti: “Siamo tutti importanti, Renzi e’ un protagonista di questa battaglia, ha dato vivacita’ siamo un grande campo e una grande squadra. Ognuna in questa squadra ha un compito. Ma non facciamo il bilancino”.

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