Novembre 29, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

Free Press And Culture On Line

Montefeltro behind the Mona Lisa? The mystery continues …


Il mistero della Giconda
The mystery, perhaps revealed, this time it is the smile of the Mona Lisa, but what is behind him. What – you hear two “hunters of landscapes”, as they like to be called – is the landscape of Valdarno, but the Montefeltro.

Rosetta stud and Olivia Nesci, novels Martin Mystere in pink, are the first photographer and painter, associate professor of Physical Geography at the University of Urbino and Photogeology the second.

Have made a journey into the most famous painting of all time, from which they received a book, “Code P”.

The Corriere Adriatico anticipated some excerpts from the book that will be published by Electa Mondadori in December 2012.

A trip paid by the fascination that the operations at the turn of literary investigation, research sources, cultural reflection and physical inspection.

In the end – sieve end cards on the ancient streets of the Research Centre of the University of Urbino medieval archeology – the verdict was clear: the background is the landscape of the countryside.

And to be more precise – given the range of Montefeltro in Tuscany, Marche and Emilia Romagna – what was the Duchy of Urbino, observed by Valmarecchia.

Leonardo had been several times in Montefeltro, a role that led him to look at the landscape with care: in 1502, Valentino, that Cesare Borgia who inspired the figure of the Prince Machiavelli, had appointed him “general superintendent of the fortifications of the landscape” . And his other steps you have several witnesses.

If the theory of Nesci and escutcheon is correct, it is likely that the genius of Leonardo da Vinci has forfeited his eye with the legendary landscape of hills and valleys, and it has used the prospect as a backdrop for his portrayal of the mystery.

 

Montefeltro alle spalle della Gioconda? Il mistero continua…

Il mistero, forse svelato, questa volta non è nel sorriso della Gioconda, ma in ciò che sta alle sue spalle. Che – a sentire due “cacciatrici di paesaggi”, come amano definirsi – non è il paesaggio della Valdarno, ma il Montefeltro.

Il mistero della Giconda

Rosetta Borchia e Olivia Nesci, novelle Martin Mystere in rosa, sono fotografa e pittrice la prima, professore associato di Geografia fisica e Fotogeologia all’Università di Urbino la seconda.

Hanno compiuto un viaggio all’interno del più celebre dipinto di ogni tempo, da cui hanno ricavato un libro, “Codice P”.

Il Corriere Adriatico ha anticipato alcuni stralci del volume che sarà pubblicato da Electa Mondadori a dicembre 2012.

Un viaggio carico del fascino che hanno le operazioni a cavallo fra indagine letteraria, ricerca delle fonti, riflessione culturale e sopralluogo fisico.

Alla fine – passate al setaccio fine le carte sulle antiche strade del Centro di ricerca di archeologia medievale dell’ateneo urbinate – il verdetto è stato netto: sullo sfondo c’è il paesaggio del Montefeltro.

E per essere più precisi – data l’estensione del Montefeltro fra Toscana, Marche ed Emilia Romagna – quello che fu il Ducato di Urbino, osservato dalla Valmarecchia.

Leonardo era stato più volte in Montefeltro, con un ruolo che lo aveva portato a guardare il paesaggio con attenzione: nel 1502 il Valentino, quel Cesare Borgia che ispirò la figura del Principe al Machiavelli, lo aveva nominato “soprintendente generale alle fortificazioni del paesaggio”. E di altri suoi passaggi si hanno diverse testimonianze.

Se la teoria di Nesci e Borchia è esatta, è probabile che il genio Leonardo da Vinci abbia incamerato con suo occhio leggendario quel panorama di vallate e alture e ne abbia usato la prospettiva come scenografia per il suo ritratto del mistero.

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