Settembre 19, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

Free Press And Culture On Line

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI TRASFORMATO IN UN RING

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LO HANNO FATTO VERAMENTE ARRABBIARE

Altro che Consiglio dei ministri. Enrico Letta, di solito calmo e compassato, ha trasformato la riunione di governo in un ring. Prima un gancio: «Sono stufo, e Napolitano è con me, di questi ricatti sulla questione giudiziaria di Berlusconi. A pagarne il prezzo sono gli italiani». Poi un diretto al volto: «Basta con gli aut aut e le divisioni, adesso mi dite se siete ancora ministri di questo governo o se non lo siete più». Infine un colpo basso: «Avete compiuto un’operazione vergognosa annunciando le dimissioni dei parlamentari mentre ero all’Onu, avete umiliato l’Italia. Ma dove caspita è il vostro senso della responsabilità?!». Non poteva mancare una minaccia d’addio: «Se non ci fosse questa legge elettorale mi sarei già dimesso… Comunque non ho alcuna intenzione di vivacchiare o di farmi logorare. O si rilancia il governo o è finita».

IL CLAMOROSO STOP
Ma soprattutto Letta ha congelato il decreto con la “manovrina”. Ha messo il Pdl nella scomodissima posizione di essere responsabile dell’aumento dell’Iva. «E se scatenerete la crisi sarete responsabili anche del pagamento dell’Imu e di una probabile crisi finanziaria. Guardate dov’è già schizzato lo spread…!».

Il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, era arrivato a palazzo Chigi con la bozza di decreto bella e pronta. E nel testo c’era la “manovrina” da 3 miliardi. Sia il pareggio di bilancio, sia il rinvio dell’Iva con la discutibile operazione sull’accisa per la benzina. Ma Letta, appunto, ha stoppato il provvedimento: «Non sarebbe serio fare un provvedimento che vale miliardi senza garanzie di continuità dell’azione di governo. Al momento non ci sono le condizioni politiche per andare avanti, prima di ogni cosa deve avvenire in Parlamento un chiarimento inequivoco». Della serie: voglio un sostegno pieno e definitivo o salta tutto. E fino ad allora, fino al voto di fiducia previsto per martedì, l’attività di governo è congelata.

Alfano ha provato ad ammortizzare la batosta. E l’ha fatto puntando l’indice contro l’aumento delle accise per la benzina: «Bene il rinvio del decreto, non potremmo stare al governo se si aumentassero le tasse e non si tagliassero le spese». Parole che il vicepremier, secondo Saccomanni, non avrebbe dovuto pronunciare. Tant’è che per la prima volta il ministro dell’Economia ha replicato duro: «Sto facendo solo il mio dovere, difendere i conti. Invece da mesi vengo attaccato».

C’è da dire che la resa dei conti è cominciata mezz’ora prima della riunione. Appena sceso dal Quirinale, Letta ha convocato Dario Franceschini e i capi delegazione del Pdl Alfano, Maurizio Lupi e Gaetano Quagliariello. Trenta minuti di faccia a faccia in cui il premier ha usato i toni ripetuti nella riunione plenaria. Forse con più durezza, visto che Quagliariello, raccontano, «è uscito dalla sala con la faccia stravolta». «Sembrava sotto shock…».

LO SCONTRO SULLA GIUSTIZIA
A innescare lo scontro è stato Alfano che ha chiesto di inserire «la questione della giustizia» nel chiarimento: «Altrimenti non si va da nessuna parte, altrimenti il chiarimento sarebbe ipocrita e servirebbe solo per tirare a campare». E ha aggiunto il vicepremier: «Questo governo l’ha voluto il Pdl e il Pdl non si fa scaricare la responsabilità di un’eventuale crisi». Più chiaro: «E’ tutta colpa dei democrat, della loro cecità, che li spinge a votare sì alla decadenza» del Cavaliere.

Il primo a reagire è stato Franceschini. Il ministro Pd non ha usato giri di parole: «Volete la giustizia nel chiarimento?! Per voi giustizia significa un salvacondotto per Berlusconi. Ma la legge va rispettata, visto che siamo in uno Stato di diritto. Vogliamo un chiarimento definitivo e per definitivo intendiamo che il Pdl, nel caso dovesse votare la fiducia al governo la prossima settimana, non torni a chiedere l’immunità. Questa è materia non negoziabile: il Pd voterà in giunta e in aula per la decadenza e noi non barattiamo il rispetto della legge con la durata del governo». Concetto ripetuto, questa volta con un filo di garbo in più, da Letta: «Ho comprensione umana per la vicenda di Berlusconi, ma è intollerabile perpetuare la sovrapposizione tra l’attività di governo e la vicenda giudiziaria del vostro capo. Le fibrillazioni che ne derivano, le tensioni insostenibili, sono contro gli italiani e le pagano gli italiani». Hanno già cominciato con l’Iva.

english version:

Other than Council of Ministers. Enrico Letta , normally calm and measured , has transformed the government meeting in a ring . Before a hook : “I’m tired , and Napolitano is with me , these judicial blackmail on the issue of Berlusconi. To pay the price are the Italians . ” Then one to the face , “Enough with the ultimatum and the divisions , now tell me if you are still ministers of this government , or if you’re not anymore.” Finally a low blow : “You have performed an operation shameful announcing the resignation of MPs while I was at the UN , you have humiliated Italy . But where the heck is your sense of responsibility? . ” We could not miss a threat farewell : ” If there was not this electoral law I would have already resigned … However I have no intention of vivacchiare or make me wear down. Or is raised or the government is over. “

STOP THE SENSATIONAL
But above all Letta has frozen the decree with the ” manovrina .” He put the PDL in the uncomfortable position of being responsible for the increase in VAT . “And if scatenerete the crisis also will be responsible for paying IMU and a possible financial crisis. Look at where the spread … already splashed . “

The Minister of Economy, Fabrizio Saccomanni , had arrived at Palazzo Chigi with the draft decree nice and ready. And in the text was the ” manovrina ” by 3 billion. Both the balanced budget , and the postponement of VAT with the questionable transaction on excise duty for petrol . But Letta , in fact, has stopped the measure : ” It would not be serious about making a decision that is worth billions without warranty of continuity of government. At the moment there are no political conditions to move forward, all things must come before Parliament in an unequivocal clarification . ” Series : I want to support a full and final settlement or jumps around . And until then , until a confidence vote scheduled for Tuesday , government activity is frozen.

Alfano has tried to cushion the blow . And he did it by pointing the finger at the increase in excise duty on petrol , “Well the postponement of the decree , we could not keep the government would increase taxes and if you do not cut off the expenses .” Words that the deputy , according to Saccomanni , should not pronounce. So much so that for the first time the tough economy minister replied : “I’m just doing my duty , to protect their accounts . Instead I get attacked for months . “

It must be said that the day of reckoning has begun half an hour before the meeting. Just down from the Quirinale, Letta has called Dario Franceschini and Heads of Delegation of the PDL Alfano, Maurizio Lupi and Quagliariello . Thirty minutes of face-to- face where the prime minister has used the tones repeated in the plenary meeting. Perhaps with more hardness , as Quagliariello , they say, ” has left the room with his face contorted .” “He seemed in shock …”.

THE CLASH ON JUSTICE
To trigger the clash was Alfano who asked to insert “the question of justice” in the clarification : “Otherwise, you do not go anywhere, otherwise the clarification would be hypocritical and would only serve to get on with life .” He added the vice premier : “This government has wanted the PDL and the PDL does not pass the buck of any crisis .” More clear: ” It ‘s all because of the democrat , their blindness , which leads them to vote yes to revocation’ of the Knight.

The first to react was Franceschini . The Minister of the Democratic Party did not mince words: ” You want justice in the clarification ? ! Justice for you means a safe-conduct for Berlusconi. But the law must be respected , since we are in a state of law . We want a final clarification and final mean that the PDL, should they vote confidence in the government next week, do not you go ask for immunity. This material is non-negotiable : the Democratic Party will vote in the county and in the classroom to the decadence and we do not we trade the rule of law with the duration of the government. ” Concept repeated , this time with a little more gracefully , by Letta : “I have understanding for the story of Berlusconi, but it is intolerable perpetuate the overlap between the activities of government and the court case of your head . The fibrillation resulting from it, the unbearable tensions , are charged against the Italians and Italians . ” They have already started with the VAT .

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