ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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SOFOSBUVIR, UNA SPERANZA CONTRO IL TERRIBILE HCV.

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Mi sarebbe piaciuto annunciarlo anche per l’HIV ma ancora non è così. E’ pronto, ha superato tutti i test della FDA americana e ora è disponibile, si chiama SOFOSBUVIR cura l’epatite C in 12 max 24 settimane. Da questa settimana il Sofosbuvir disponibile anche all’Ismett.

Il nuovo farmaco potrà essere impiegato anche per i pazienti italiani. Verrà fornito gratuitamente ai malati dalla stessa azienda farmaceutica nell’ambito di un programma di uso compassionevole

Sofosbuvir.svgGrazie ad uno speciale accordo preliminare tra l’Agenzia nazionale del farmaco Aifa e la Casa Farmaceutica Gilead, infatti, il Sofosbuvir potrà essere prescritto dai Centri Trapianto ai pazienti affetti da epatite C in lista d’attesa per un trapianto di fegato o già trapiantati. Queste sono infatti condizioni cliniche che richiedono un trattamento urgente e non consentono di attendere la definitiva autorizzazione alla prescrizione, che richiederà altro tempo (probabilmente alcuni mesi).

Il farmaco verrà fornito gratuitamente ai pazienti dalla stessa aziendaScreen.Shot_.2014.06.12.at_.12.15.36 farmaceutica nell’ambito di un programma di uso compassionevole. Per tutti gli altri pazienti affetti da forme molto meno gravi di infezione da virus dell’epatite C e per i quali una attesa di qualche mese non può avere alcun impatto negativo sull’andamento della malattia, si attenderà l’autorizzazione definitiva alla prescrizione da parte del Ministero della Salute.

farmindustria_17_thumb_medium250_250L’Ismett, il Centro Trapianti di Palermo nato da una partnership tra la Regione Siciliana e  l’Università di Pittsburgh, ha avviato immediatamente il programma di trattamento dei numerosi pazienti (parecchie decine) attualmente in attesa di trapianto e affetti da gravi malattie del fegato causate dall’infezione da epatite C e delle centinaia di pazienti già trapiantati nei quali il ritorno dell’epatite C dopo il  trapianto  sta mettendo a grave rischio il funzionamento del nuovo fegato e per i quali, prima dell’introduzione del Sofosbuvir, non esistevano trattamenti efficaci.

E’ stato istituito uno speciale gruppo di lavoro costituito da specialisti epatologi, infettivologi, chirurghi eepatite-c coordinatori trapianto con il compito di rivalutare nell’arco delle prossime settimane le condizioni cliniche di tutti i pazienti potenzialmente candidati al trattamento, di seguire le procedure per la richiesta del farmaco e di sorvegliare l’andamento clinico dei pazienti durante e dopo il ciclo di terapia antivirale.

L’utilizzo dei nuovi  farmaci con attività diretta contro l’epatite C, di cui il Sofosbuvir è il primo ad essere introdotto nell’uso in Italia, consente di raggiungere la completa guarigione dall’infezione in oltre il 90% dei pazienti trattati.  Si tratta inoltre di farmaci in genere ben tollerati e che si assumono per bocca  per periodi relativamente limitati (dai 3 ai 6 mesi). Il principale (al momento unico) ostacolo all’utilizzo su ampia scala è rappresentato dal costo elevato (oltre 60.000 euro per un ciclo di 3 mesi di terapia).

L’infezione da virus dell’epatite C rappresenta uno dei maggiori problemi di salute pubblica in Italia e, soprattutto, nelle regioni meridionali. Si stima che in Italia ci siano in questo momento circa  500.000 persone affette da epatite C, che causa ogni anno oltre 10.000 morti. La disponibilità di questi nuovi farmaci rappresenta una storica occasione per potere radicalmente e rapidamente modificare l’impatto clinico e sociale di questa malattia,  consentendo di ridurre nei prossimi anni il numero di pazienti affetti da malattie di fegato e la mortalità ad esse correlata.

Il problema come al solito è che puo’ guarisce chi ha soldi mentre chi non li ha deve affidarsi ai miracoli o alle cure compassionevoli. Il ministero della sanità che dovrebbe muoversi è dettare nuove regole vediamo cosa farà. Ci risulta infatti che ai cittadini Egiziani per esempio lo si venda intorno agli 800€. Mentre in America costa moltissimo infatti l’ammontare complessivo complessivo di una terapia di 12 settimane è di circa 84 mila dollari, questo nel caso si debba curare un genotipo 2, nei casi in cui il genotipo sia il 3, risulti quindi di categoria diversa la cura è di 24 settimane e costa ovviamente di più.

Alessandro Sicuro.

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