Novembre 25, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

Free Press And Culture On Line

LA PROFEZIA DI CELESTINO

La profezia di Celestino
REDFIELDLa profezia di Celestino è la conversione cinematografica dell’omonimo e fortunato libro di James Redfield, una sorta di mix tra avventura, scritto spirituale e romanzo sentimentale, ispirato alle credenze gnostiche e pregno di un forte contenuto new age.
Questo film, che ne riprende abbastanza fedelmente la trama, peraltro è stato curato dallo stesso James Redfield, che ne è stato produttore e sceneggiatore.
Per i più curiosi, preciso anche che il titolo La profezia di Celestino secondo alcuni è frutto di un errore di traduzione del titolo originale, The celestine prophecy, laddove “celestine” significherebbe “celestiale” e non Celestino (in effetti nel titolo in inglese non si usa il genitivo sassone, ma la cosa non è chiarissima).
Detto questo, in estrema sintesi questa è la trama di libro e film: in Perù spunta fuori un certo manoscritto,reiki1 contenente nove profezie di grande impatto e significato, tanto da coinvolgere un numero crescente di persone con il loro messaggio spirituale e tanto da far preoccupare i poteri forti, governo e chiesa in primis, di subire un rovesciamento dell’ordine costituito.
Ecco dunque che i “buoni” vanno alla ricerca del manoscritto e delle nove profezie che lo compongono per diffonderle, mentre i “cattivi” lo cercano anch’essi, ma per distruggerlo.
La struttura dell’intreccio è concettualmente molto semplice, mentre non è semplice il gioco di coincidenze (tra l’altro una delle illuminazioni tratta proprio l’argomento delle “coincidenze”) che conducono il protagonista, John, sempre più avanti nella storia e nella comprensione del messaggio del manoscritto, soprattutto grazie agli incontri con i vari Will, Marjorie, Julia, padre Sanchez, padre José, etc.
profeziaDevo dire tuttavia che, come spesso capita, il film non regge il confronto con il libro, ma piuttosto ne costituisce una sorta di complemento, utile a rendere visivamente quanto già letto nello scritto (in particolare, sono spettacolari i paesaggi naturali e le rovine del Perù, nonché molto belli gli effetti speciali cromatici).
Viceversa, chi si comprasse il dvd e lo guardasse senza avere mai letto il libro probabilmente non apprezzerebbe molto lo spettacolo, posto che gli apparirebbe spezzettato e confuso.
In particolare, l’inizio del film è poco convincente e lascia un po’ perplessi.
Si aggiunga inoltre una recitazione sommaria, resa da attori di non grande talento, e una regia non certo d’eccellenza.0
Ma il punto principale è la trama: il lettore del libro forse apprezzerà il film avendo già acquisito e con buona probabilità apprezzato i contenuti del libro  lo spettatore casuale viceversa proverà senza dubbio un senso di confusione e di frustrazione.
Il consiglio è dunque quello di leggere prima il libro, e solo in un momento successivo, eventualmente, vedervi il film de La profezia di Celestino.

Il giudizio sul film:
Questo film non rende certo giustizia all’impresa che il regista e gli autori hanno compiuto nel seguire e finanche migliorare il naturale fluire della storia che nel libro spesso s’inceppa: in realtà a mio giudizio chi legge il libro e dopo guarda il film, si accorge dell’ottimo lavoro dimostrato da chi (ciascuno nel proprio ambito di competenza) ha contribuito alla costruzione del film, nella sequenza logico-storica delle scene come nella essenziale sintesi (necessaria, data la durata limitata cui ogni pellicola che si rispetti è soggetta per sua natura..) dei dialoghi e delle scene; il tutto all’interno di una sceneggiatura che rispetta e arricchisce la capacità comunicativa come lo spirito di avventura che il libro riesce a trasmettere. Ogni scena colloca ogni singolo accadimento entro un puzzle che sempre più chiarisce (anziché confondere..) il quadro che con la storia il regista intende rappresentare: il risultato è un gioco di paesaggi, luci, sensazioni, atmosfere sempre più incantate che armoniosamente coinvolgono, in un turbinio di avvenimenti e dialoghi rivelatori, lo spettatore più distratto; il quale, quasi senza accorgersi, viene ineluttabilmente coinvolto nella magia di un piacevole intreccio: tra avventura e inganno, tra scoperte ed arcano, tra ragione e spirito, tra sentimento e spietatezza, in un luogo (una foresta del Perù, che vuole simboleggiare il mondo confuso e tormentato in cui viviamo) dove l’equilibrio fondato sui due poli positivo e negativo di una realtà intrinsecamente contraddittoria, quale quello del nostro mondo reale, viene messo a dura prova in uno scontro tra ideologie: amore e paura, coraggio e odio, presente e passato, futuro e tradizione, per un’ora e mezza in cui lo spettatore ha l’occasione di sentire realmente (o illudersi di sentire.. per i meno sognatori) la possibilità di una nuova visione del mondo, che ci permetta di scoprire un’insospettabile armonia celata nella natura e nelle sue creazioni (compreso l’essere umano..). Una magia (da illusionista, per i più scettici) che, anche considerato il modesto budget economico che si intuisce sia stato disponibile per la realizzazione del film, lo spettatore disincantato ma attento non può fare a meno di cogliere.
E’ proprio il caso di dire.. vedere per credere…

 

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