Novembre 27, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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PER I PIU’ GRANDI ECONOMISTI IL DIFETTO DI FABBRICA DELL’EURO E’ LA BASSA VELOCITA’ DI CIRCOLAZIONE DELLA MONETA’

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I PIU’ GRANDI ECONOMISTI LO DICHIARANO DA ANNI MA…

imagePaul Krugman- (premio Nobel per l’economia nel 2008)
“La Grecia deve votare no e il governo deve essere pronto a uscire dall’euro”
“Il collasso dell’economia greca non è imputabile solo agli errori che il suo governo ha fatto fino al 2008, ma soprattutto alle misure di austerità e all’euro”.

stiglitzJoseph Stiglitz – (premio Nobel per l’economia nel 2001)
“È abbastanza certo, quello che stiamo osservando. È l’antitesi della democrazia: molti leader europei vogliono vedere la fine del governo di sinistra di Tsipras. Dopo tutto, è estremamente scomodo dover trattare con un governo tanto contrario ai tipi di politiche che hanno fatto aumentare le disuguaglianze in tanti Paesi avanzati, un governo impegnato a ridimensionare il potere sfrenato dei più ricchi”.

piketty-332000_tnThomas Piketty- (economista di fama mondiale)
“Syriza è l’ultima spiaggia dell’Europa, dove la tensione è talmente alta che sta per scoppiare…[serve una] revisione totale dell’attuale politica basata sull’austerity che sta uccidendo il Sud dell’eurozona”.

Deduzioni :

-Secondo i piu’ accreditati economisti mondiali, l’Euro contiene un “difetto di fabbrica” .
E’ la diminuzione della velocita’ di circolazione della moneta e del moltiplicatore della spesa pubblica che non funziona piu’ .

-Il punto gia’ identificato da Kaldor (1971) e mai smentito da nessuno e’ il seguente:
gli aggiustamenti della bilancia dei pagamenti non potendo avvenire sul cambio vanno a finire in altre grandezze economiche che , complessivamente, impoveriscono l’area economica a cui la bilancia dei pagamenti in questione si riferisce.

-Tale impoverimento diviene “permanente” e non in modo “ad aggiustamento temporaneo/dinamico” come in una ipotesi Keynesiana normale .

Il grafico per l’italia e’ disponibile in questa analisi:
http://kushnirs.org/macroeconomics/export/export_italy.html…

Il problema e’ complicato/spalmato dalle decisioni di compensazione della BCE attraverso il governo della moneta e del cambio col dollaro ma tali compensazioni lavorano dal lato della massa monetaria e non dal lato dell’economia reale , traduzione: avere un aumento di un titolo di debito da 1 miliardo di euro non e’ la stessa cosa di avere 1 miliardo di euro in caffe’ spesi al bar: ” varia la velocità di circolazione della moneta ” .

Le compensazioni attuate attraverso la spesa in opere pubbliche co-finanziate dall’europa non hanno funzionato (es.: residui passivi italiani , incapacità di spesa nei tempi previsti ecc. ) ed andando fuori tempo non sono servite allo scopo .

Inoltre in periodo di deflazione la propensione al consumo diviene negativa ed il moltiplicatore della spesa pubblica non ha effetto .

O in europa si negozia una “tecnicalità della compensazione” adatta ai paesi del sud o bisogna uscire dall’euro. Per quale strano motivo un paese membro della UE lucra sulle differenze di compensazione dei tassi. Avviene la stessa cosa anche negli stati uniti d’America?

La compensazione non deve passare attraverso le burocrazie ma divenire un automatismo fiscale.

A questo punto, voi ce la vedete la Germania rinunciare alla posizione di vantaggio che ha ottenuto?

Alessandro Sicuro

sure-com

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