Settembre 22, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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Milano ospita un gigante dell’arte italiana. Giotto

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GIOTTO A MILANO

Giotto è, senza dubbio, il padre dell’arte “moderna” italiana. Nell’anno di Expo 2015, Milano gli dedica una mostra che espone 13 capolavori assoluti, mai riuniti tutti insieme. Dal 2 settembre 2015 al 16 gennaio 2016 a Palazzo Reale,

La foto in copertina ritrae il Polittico Stefaneschi è una tempera su tavola (78×89 cm pannello centrale, 168×83 pannelli laterali e 45×83 gli scomparti della predella) di Giotto e aiuti di bottega, realizzata nel 1320 circa; era destinato alla prestigiosissima collocazione dell’altare maggiore dell’antica basilica di San Pietro in Vaticano ed oggi è conservato nella Pinacoteca Vaticana (inv. 40120).

Sono 13 opere, compreso il Polittico Stefaneschi, che non aveva mai lasciato il Vaticano da quando il cardinale Jacopo Caetani Stefaneschi lo aveva donato per l’altare maggiore della Basilica di San Pietro. L’opera, in seguito trasferita nei Musei Vaticani, e la relativa donazione, sono menzionate nel Liber Anniversarium della Basilica, in occasione del necrologio per la morte del Cardinale, avvenuta nel 1341. Sulla fronte anteriore del polittico vi sono San Pietro con due coppie di santi a lato. Al centro è dipinto Cristo in trono e a fianco appaiono le raffigurazioni dei martiri di San Pietro e di San Paolo. Nella predella sono infine rappresentati la Madonna in trono e altri santi.
La rassegna vuole offrire una panoramica cronologica dell’ attività dell’artista fiorentino in diverse zone d’Italia. Il frammento della Maestà della Vergine da Borgo San Lorenzo e la Madonna di San Giorgio alla Costa documentano il periodo in cui Giotto si stava affermando ed era impegnato tra Firenze e Assisi. Vi è quindi il nucleo della Badia fiorentina, con il polittico dell’Altare Maggiore, attorno al quale sono ricomposti alcuni frammenti di decorazioni in affresco dello stesso Giotto.
L’attività a Padova è documentata dalla tavola con Dio Padre in trono, proveniente dalla Cappella degli Scrovegni. Seguono il polittico bifronte destinato alla cattedrale fiorentina di Santa Reparata.
Il percorso espositivo prosegue con due opere della parte finale della carriera di Giotto: il polittico di Bologna, che il maestro dipinse in questa città, al ritorno in Italia da Avignone, dove era stata trasferita la corte papale; il polittico Baroncelli, dall’omonima cappella della chiesa fiorentina di Santa Croce. Per l’occasione, a questa opera viene ricongiunta la cuspide raffigurante il Padre Eterno, conservata nel Museo di San Diego, in California.
L’impiego di particolari tecnologie fotografiche, usate in occasione di un recente restauro, permette infine una visione dei dipinti murali che Giotto realizzò in Santa Croce per la Cappella Peruzzi.

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