Settembre 24, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

Free Press And Culture On Line

L’Eta’ del Caos di Federico Rampini

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L’ETA’ DEL CAOS, IL LIBRO DI FEDERICO RAMPINI CHE CONSIGLIO DI LEGGERE.
UN’ANALISI CONTROCORRENTE SULLE DIVERSE ANGOLAZIONI DI LETTURA DEI TEMPI CHE STIAMO ATTRAVERSANDO.
DA UN LATO L’AMERICA CHE PUR SUBENDO IL PROBLEMA CRISI RIESCE A INTERPRETARNE GLI ASPETTI POSITIVISTICI DOVE SEMPRE EMERGONO I PIU’ ARGUTI E VIVACI INTELLETTUALMENTE.
DALL’ALTRO LA VECCHIA EUROPA INCHIODATA SULL’EURO A DUE VELOCITA’, DOVE TUTTO SI MUOVE INTORNO AL COLOSSO GERMANICO CON LA TESTA D’ORO E I PIEDI DI ARGILLA.
UN’EUROPA INCAPACE DI ORGANIZZARSI CON I VECCHI PROBLEMI DI SEMPRE. COLPITA DI RECENTE DA UN’ IMMIGRAZIONE INCONTROLLATA CHE PORTERA’ AL DISASTRO SE NON DEGNAMENTE GESTITA.

RAMPINI RIESCE A COGLIERE, ATTENTO COMPARATORE TRA OCCIDENTE E ORIENTE DEL MONDO, QUAL’E’, IL SENSO DI UNA VERITA’ INCONFUTABILE. “COME SEMPRE L’AMERICA, QUELLA PIU’ ELASTICA MENTALMENTE, PIU’ SMART, QUELLA DELLA NEW ECONOMY”. TRASFORMA IL DISASTRO DELLA CRISI IN OPPORTUNITA’ PER RISCRIVERE UNA NUOVA ECONOMIA, MATERIA NON SEMPLICE PER PER CHI NON DISPONE DI UNA MENTALITA’ MULTITASKING. Alessandro Sicuro ©

La recensione:

th-1Vista dagli Stati Uniti, l’Italia fa notizia perché è quel piccolo paese dove approdano ondate di disperati, costretti ad attraversare il Mediterraneo per fuggire a devastazioni molteplici: l’avanzata dello Stato Islamico, le guerre civili, la miseria. La Germania è un colosso economico dai piedi d’argilla, prepotente e timida al tempo stesso, incapace di dare all’Europa un progetto nuovo, forte e convincente. La Nato si riarma per far fronte a Vladimir Putin, ma gli europei hanno altro a cui pensare: i figli senza lavoro o sottopagati, i tagli alle pensioni, i servizi pubblici in declino, l’insicurezza sociale.

Non sta molto meglio la «mia» America. Dopo sei anni di crescita, la maggioranza continua a pensare che «il paese è sulla strada sbagliata». Anche qui molti giovani, pur avendo sbocchi professionali migliori dei loro coetanei in Europa, non possono aspirare al tenore di vita dei genitori. Pesa anche la perdita di una missione. La nazione leader non crede più possibile una pax americana nel mondo.

Insomma, siamo i primi testimoni di un evento epocale, la fine del dominio dell’uomo bianco sul pianeta. Il pendolo della storia torna dove l’avevamo lasciato cinque secoli fa, quando il baricentro del mondo era Cindia, l’area più ricca e avanzata, oltre che più popolosa. Ma il pendolo della storia è lento. Siamo ancora in uno di quei periodi instabili e pericolosi in cui l’ordine antico sta franando e del nuovo non c’è traccia.

L’Età del Caos descrive le linee di frattura che attraversano il mondo in cui viviamo e le forze che lo stanno riplasmando, dalla geopolitica all’economia, dall’ambiente alla crisi delle democrazie, dalla rivoluzione tecnologica al ruolo delle potenze emergenti, su tutte Cina e India. C’è una sorta di seduzione del Caos, come principio dinamico e risorsa strategica. Da una parte ci sono le classi dirigenti, i governanti, irrimediabilmente radicati nel passato e incapaci di capire il futuro. Dall’altra le nuove élite, i veri protagonisti dei prossimi decenni: guerriglieri e, per ragioni opposte, creatori di start-up vedono nell’instabilità la loro grande chance. Tanto che nella Silicon Valley il vocabolo più in voga è disruptive, cioè dirompente, distruttivo. Appena smetti di esserlo, e ti siedi sugli allori, sei finito. Dietro di te un altro giovane assatanato sta preparando la tua rovina.

Non c’è da stupirsi, quindi, se per i più giovani, i più trasgressivi, i più creativi tra di noi il Caos è una promessa di illimitate possibilità. Un mondo dove i minuscoli cambiamenti di oggi possono produrre grandi conseguenze domani. Perché vederne, allora, solo il lato negativo?

Alessandro Sicuro

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