Settembre 22, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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Tutto sullo scandalo Volkswagen

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Lo scandalo Volkswagen

Volk­swa­gen sta an­dan­do in­con­tro a multe astro­no­mi­che, la sua re­pu­ta­zio­ne è a pezzi e ades­so l’am­mi­ni­stra­to­re de­le­ga­to Mar­tin Win­ter­korn si è di­mes­so.

La com­pa­gnia ha truc­ca­to i test sulle emis­sio­ni die­sel negli Stati Uniti per sette anni.

Lo ha fatto tra­mi­te un soft­ware in­tel­li­gen­te che era in grado di ri­co­no­sce­re quan­do era stato fatto il test e di ri­dur­re le emis­sio­ni no­ci­ve, in modo che le mac­chi­ne sem­bras­se­ro ri­spet­ta­re i re­qui­si­ti, quan­do in real­tà non era così.

Volk­swa­gen è stata sco­per­ta gra­zie a ri­cer­che in­di­pen­den­ti con­dot­te da un’or­ga­niz­za­zio­ne che lotta con­tro l’in­qui­na­men­to at­mo­sfe­ri­co, l’In­ter­na­tio­nal Coun­cil on Clean Trans­por­ta­tion, che ha con­dot­to dei test sulle mac­chi­ne per­ché le ri­te­ne­va­no un gran­dio­so esem­pio di come il die­sel possa es­se­re un car­bu­ran­te pu­li­to.

Ecco un resoconto su cosa e quando è successo

Nel 2008 entrano in vigore norme sulle emissioni più severe

La mag­gior parte dei pro­dut­to­ri di mac­chi­ne uti­liz­za un si­ste­ma di inie­zio­ne urea, spes­so chia­ma­to Ad­Blue, che fa uso di un ca­ta­liz­za­to­re chi­mi­co per as­si­cu­rar­si che il car­bu­ran­te in­com­bu­sto non fi­ni­sca nel tubo di scap­pa­men­to. Ma Volk­swa­gen di­chia­ra di poter ri­spet­ta­re le norme senza il si­ste­ma Ad­Blue su molte delle sue auto.

Nel 2013, l’International Council on Clean Transportation fa squadra con la West Virginia University per uno studio sulle machine diesel di Volkswagen

La nuova Volk­swa­gen Pas­sat du­ran­te la sua pre­sen­ta­zio­ne di lu­ne­dì a Broo­klyn.

“Non ave­va­mo alcun so­spet­to” ha af­fer­ma­to John Ger­man del­l’ICCT in un’in­ter­vi­sta con Bloom­berg. “Pen­sa­va­mo che i vei­co­li fos­se­ro in re­go­la”.

Lo stu­dio è con­dot­to su tre mac­chi­ne, una Volk­swa­gen Jetta del 2012 – una Pas­sat del 2013 e un suv BMW X5, in con­di­zio­ni reali, sia in la­bo­ra­to­rio che al­l’a­per­to, e ri­ve­la enor­mi dif­fe­ren­ze nella quan­ti­tà di emis­sio­ni no­ci­ve.

L’ICCT ne testa una su circa 4000 km di au­to­stra­da, gui­dan­do tra lo stato della Ca­li­for­nia e quel­lo di Wa­shing­ton.

Lo stu­dio svela che la Jetta su­pe­ra il tetto mas­si­mo di pro­tos­si­do di azoto da 15 a 35 volte, e la Pas­sat ol­tre­pas­sa il tetto di emis­sio­ni da 5 a 20 volte. La BMW, in­ve­ce, ri­spet­ta tutti gli stan­dard sotto con­di­zio­ni di guida nor­ma­li.

Nel 2014 i due gruppi allertano la California Air Resources Board e l’Agenzia per la protezione dell’ambiente

L’EPA e la CARB mo­stra­no le sco­per­te a Volk­swa­gen. Que­sta ri­spon­de che lo stu­dio non è cor­ret­to, dando la colpa dei ri­sul­ta­ti a “vari pro­ble­mi tec­ni­ci”.

La com­pa­gnia con­te­sta i ri­sul­ta­ti dei test, “men­zio­nan­do vari pro­ble­mi tec­ni­ci”, ma ese­gue un vo­lon­ta­rio ri­chia­mo di circa 500,000 auto nel di­cem­bre 2014 per in­stal­la­re la patch di un soft­ware che a suo dire avreb­be ri­sol­to il pro­ble­ma.

Que­sto non av­vie­ne e la CARB e l’EPA con­ti­nua­no a fare pres­sio­ni per sco­pri­re per­ché il si­ste­ma di dia­gno­sti­ca delle auto stes­se non re­gi­stri le alte emis­sio­ni du­ran­te le con­di­zio­ni di test.

I test svelano la causa più profonda di come Volkswagen sia riuscita a far passare i test alle sue auto: il software chiamato “The switch”

Que­sto soft­ware è in­tel­li­gen­te. Trac­cia la po­si­zio­ne del vo­lan­te, la ve­lo­ci­tà del vei­co­lo, quan­to a lungo stia ac­ce­so il mo­to­re e la pres­sio­ne ba­ro­me­tri­ca. Se que­sti input cor­ri­spon­do­no a quel­li co­mu­ne­men­te tro­va­ti nei con­trol­li sui vei­co­li, il soft­ware ri­du­ce le emis­sio­ni no­ci­ve per far su­pe­ra­re l’e­sa­me.

Se av­ver­te che la mac­chi­na è stata gui­da­ta su una stra­da in­ve­ce che in la­bo­ra­to­rio, passa a una ca­li­bra­zio­ne se­pa­ra­ta che di­sat­ti­va i con­trol­li dello sca­ri­co.

Le per­so­ne che hanno crea­to que­sta con­get­tu­ra lo hanno fatto per man­te­ne­re basso il costo delle auto, in­gan­nan­do i te­ster fa­cen­do loro cre­de­re di es­se­re in re­go­la anche senza il si­ste­ma Ad­Blue uti­liz­za­to dagli altri pro­dut­to­ri.

Il 3 settembre Volkswagen ammette finalmente la sua strategia all’EPA e alla CARB

La com­pa­gnia si è con­fron­ta­ta con le au­to­ri­tà con le prove del soft­ware-truf­fa. Non aven­do più giu­sti­fi­ca­zio­ni, la com­pa­gnia am­met­te di aver truc­ca­to i test.

 

Venerdì 18 settembre, l’EPA si esprime pubblicamente con le scoperte sui suoi test Volkswagen

 

“Uti­liz­za­re un di­spo­si­ti­vo di ma­ni­po­la­zio­ne nelle auto per elu­de­re gli stan­dard an­ti-in­qui­na­men­to è il­le­ga­le e dan­no­so per la sa­lu­te pub­bli­ca”, ha di­chia­ra­to Cyn­thia Giles, am­mi­ni­stra­tri­ce ag­giun­ta del­l’Uf­fi­cio di ese­cu­zio­ne e ga­ran­zia della con­for­mi­tà. La multa per le vio­la­zio­ni po­treb­be am­mon­ta­re a 37,000 dol­la­ri per vei­co­lo, per un to­ta­le di più di 18 mi­liar­di di dol­la­ri (11,8 mi­liar­di di ster­li­ne). Anche il Di­par­ti­men­to della Giu­sti­zia ame­ri­ca­no e le au­to­ri­tà te­de­sche hanno ini­zia­to le loro in­da­gi­ni.

Quando il lunedì successivo aprono i mercati, le azioni Volkswagen precipitano più del 20%

Volk­swa­gen vive il suo più gros­so calo in un solo gior­no da sei anni a que­sta parte, in quan­to l’e­nor­me po­ten­zia­le multa spa­ven­ta gli in­ve­sti­to­ri. L’am­mi­ni­stra­to­re de­le­ga­to Mar­tin Win­ter­korn si scusa pub­bli­ca­men­te, af­fer­man­do: “Sono pro­fon­da­men­te di­spia­ciu­to di aver tra­di­to la fi­du­cia dei no­stri clien­ti e del pub­bli­co”.

Il giorno seguente, Volkswagen ammette che la truffa sulle emissioni è ancora più estesa, annunciando che potrebbe interessare 11 milioni di macchine

An­co­ra una volta, le azio­ni crol­la­no, e viene ri­mos­so un ul­te­rio­re 20% al va­lo­re della com­pa­gnia.
Volk­swa­gen ha emes­so un pro­fit war­ning met­ten­do da parte 6,5 mi­liar­di di dol­la­ri (4,7 mi­liar­di di ster­li­ne) per “co­pri­re le ne­ces­sa­rie mi­su­re di ser­vi­zio e altri ten­ta­ti­vi di riot­te­ne­re la fi­du­cia dei no­stri clien­ti”. Ha inol­tre ag­giun­to: “Le di­scre­pan­ze si ri­fe­ri­sco­no a vei­co­li con mo­to­ri Type EA 189, che coin­vol­go­no 11 mi­lio­ni di vei­co­li in tutto il mondo”.

L’amministratore delegato Volkswagen Martin Winterkorn fa la sua comparsa in un video in cui dichiara che resterà presso la compagnia, in risposta a rapporti contrari della stampa tedesca

La di­chia­ra­zio­ne giun­ge in se­gui­to al­l’in­chie­sta del quo­ti­dia­no te­de­sco Ta­ges­spie­gel, se­con­do cui Win­ter­korn avreb­be do­vu­to es­se­re so­sti­tui­to dal­l’am­mi­ni­stra­to­re de­le­ga­to Por­sche Mat­thias Müller. L’in­chie­sta del Ta­ges­spie­gel no­mi­na fonti vi­ci­ne al­l’or­ga­ni­smo di vi­gi­lan­za della so­cie­tà, che que­sta set­ti­ma­na sta aven­do di­scus­sio­ni cru­cia­li su come poter ri­spon­de­re allo scan­da­lo.

Un giorno dopo, l’organismo di vigilanza Volkswagen ha annunciato le dimissioni di Winterkorn

L’am­mi­ni­stra­to­re de­le­ga­to Mar­tin Win­ter­korn.

Le macchine a diesel di Volkswagen potrebbero essere responsabili di un milione di tonnellate di aria inquinata nel mondo

Se­con­do le ana­li­si di The Guar­dian, le 11 mi­lio­ni di mac­chi­ne in­te­res­sa­te nel mondo po­treb­be­ro avere emes­so la stes­sa quan­ti­tà di in­qui­na­men­to di tutte le cen­tra­li elet­tri­che, dei vei­co­li, del­l’in­du­stria e del­l’a­gri­col­tu­ra del­l’in­te­ro Regno Unito messa in­sie­me ogni anno – 948,691 ton­nel­la­te di pro­tos­si­do di azoto.

I cal­co­li mo­stra­no che le 482.000 mac­chi­ne ame­ri­ca­ne ori­gi­na­ria­men­te non con­for­mi hanno emes­so tra le 10.392 e le 41.571 ton­nel­la­te an­nua­li di pro­tos­si­do di azoto a un chi­lo­me­trag­gio ame­ri­ca­no stan­dard.

Gli stan­dard della EPA avreb­be­ro per­mes­so 1.039 ton­nel­la­te.

Lo scandalo Volkswagen sta colpendo l’industria automobilistica mondiale

Le com­pa­gnie di au­to­mo­bi­li sono tra le più gran­di im­pre­se sul­l’in­di­ce Nik­kei e l’in­te­ro in­di­ce sta co­lan­do a picco dopo la gior­na­ta di pausa di ieri, fino a toc­ca­re – 2,3%. Le azio­ni del gi­gan­te te­de­sco nel­l’in­du­stria au­to­mo­bi­li­sti­ca Volk­swa­gen hanno perso circa un terzo del loro va­lo­re que­sta set­ti­ma­na.

Le azio­ni nel resto del­l’A­sia danno per­lo­più va­lo­re po­si­ti­vo, con l’ASX in au­men­to di circa l’1% e lo Shan­ghai Com­po­si­te su dello 0,8%.

Le con­se­guen­ze ge­ne­ra­li dello scan­da­lo sono dif­fi­ci­li da sti­ma­re, ma il suo si­gni­fi­ca­to per l’e­co­no­mia te­de­sca non viene sot­to­va­lu­ta­to. Que­sto è il pa­re­re espres­so dal­l’a­na­li­sta di Forex Club GC, Allen Afa­na­syev:

“Tanto per co­min­cia­re, par­lia­mo del­l’in­du­stria au­to­mo­bi­li­sti­ca di que­sto Paese – si trat­ta del set­to­re più gran­de, che nel 2014 ha por­ta­to circa il 20% dei ri­ca­vi in­du­stria­li. Inol­tre, lo stes­so anno, ha ag­giun­to circa il 2,7% del PIL. Circa il 20% delle espor­ta­zio­ni te­de­sche sono rap­pre­sen­ta­te au­to­mo­bi­li e pezzi di ri­cam­bio.”

Volk­swa­gen è il più gran­de pro­dut­to­re di au­to­mo­bi­li del paese, così come la più gran­de azien­da in Ger­ma­nia, se­con­do la va­lu­ta­zio­ne For­bes.

Il grup­po ha dato la­vo­ro a 600­mi­la di­pen­den­ti in tutto il mondo, e circa 300­mi­la nel loro paese. Se­con­do gli esper­ti, nel mi­glio­re dei casi, nella si­tua­zio­ne at­tua­le un de­cli­no con­si­sten­te della pro­du­zio­ne di vet­tu­re die­sel pri­ve­rà la Ger­ma­nia dello 0,2% del suo PIL.

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from
Insider Pro
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