Dicembre 1, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

Free Press And Culture On Line

NEW YORK, NY - SEPTEMBER 11: (L-R) Jessica Hart, Molly Sims, Melonie Diaz and Brad Goreski attend the J. Mendel fashion show during Mercedes-Benz Fashion Week Spring 2014 at The Theatre at Lincoln Center on September 11, 2013 in New York City. (Photo by Stephen Lovekin/Getty Images for Mercedes-Benz Fashion Week Spring 2014)

Passerelle in poltrona la comunicazione della moda ormai tutta social o quasi…

Passerelle in poltrona

I social impongono la diretta. A New York, Londra, Parigi e Milano gli enti responsabili delle fashion week competono a colpi di innovazioni tecnologiche.

Da qualche stagione, durante le sfilate, ci sono milioni di persone che dal proprio divano godono di un posto migliore di quello assegnato ad Anna Wintour, direttore di Vogue Us imprescindibilmente in prima fila. Grazie a dirette streaming, live tweetting, scatti Instagram, gallery Facebook e video su Snapchat, sempre più addetti ai lavori e fashion victim possono sentirsi parte delle fashion week, accendendo semplicemente smartphone e tablet. E, dopo l’aggiornamento tecnologico dei luxury brand, anche gli enti predisposti all’organizzazione delle principali fashion week stanno seguendo la scia social e, contemporaneamente, migliorando i propri siti web.

NYFW, LA PIÙ APP-ETIBILE
Il sito ufficiale della New York fashion week (nyfw.com) è un vero e proprio portale attraverso cui trovare informazioni sulle sfilate, ma anche numerose nozioni sui singoli brand tra cui biografia, video, gallery delle collezioni presenti e passate. L’utente può collegarsi facilmente ai vari canali social grazie alle icone-link di Instagram, Twitter, Facebook, Pinterest e Tumblr. Twitter, solitamente meno usato a causa delle limitate prestazioni fotografiche, diventa un vero e proprio navigatore satellitare con tanto di mappe aggiornate, in grado di indicare all’utente gli indirizzi dei vari appuntamenti in calendario. Instagram e Facebook sembrano ambire ad essere album contenenti immagini e short video tratti dalle passerelle, ma anche da backstage, red carpet ed eventi speciali. Ciò che rende particolarmente apprezzabile l’aggiornamento tecnologico della Nyfw è la creazione di una app scaricabile gratuitamente dall’Apple Store attraverso cui è possibile, tra le altre cose, seguire in diretta le sfilate in streaming. La presenza della app condensa gran parte dei contenuti altrimenti frammentati nei vari canali social. A partire dall’ultima edizione della Nyfw Men’s il Cfda ha anche stretto un accordo diretto con Snapchat.

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SVILUPPI EUROPEI
Modeaparis.com è il sito ufficiale della Fédération Française de la Couture du Prêt-à-Porter des Couturiers et des Créateurs de Mode. Un occhio di riguardo è riservato a giornalisti e addetti ai lavori con sezioni specifiche per gli accrediti agli eventi. La home page rimanda ai vari account social, ma, soprattutto, invita alla scoperta dei siti pensati appositamente per le collezioni prêt-à-porter femminili e maschili, gli appuntamenti legati alla couture e un ampio spazio dedicato ad Apartment, iniziativa incubatrice dei brand emergenti selezionati dalla Federazione. I brand presenti in calendario sono semplicemente elencati con link ai relativi recapiti virtuali. Anche la Paris fashion week vanta una app sviluppata per i dispositivi Apple e anche quelli con sistema operativo Android. Più scarni i contenuti della app e, soprattutto, quelli divulgati attraverso i social network. Il profilo Instagram è stato creato meno di cinque mesi fa, la bacheca Twitter è un susseguirsi di link a quella di Facebook, peraltro usato come ufficio stampa online attraverso cui diffondere articoli e comunicati. Londonfashionweek.co.uk è senza dubbio un sito che invoglia alla navigazione. La grafica mixa immagini e video realizzati durante le sfilate inglesi senza però risultare confuso. I canonici link social (Twitter, Instagram, Facebook, Pinterest, YouTube) riportano ad account aggiornati con cura in grado di stuzzicare la curiosità dei follower senza annoiare con messaggi istituzionali. Il vero fiore all’occhiello della London fashion week risiede però nella sezione del sito dedicata ai brand protagonisti. Ogni marchio viene descritto con una lunga presentazione testuale cui si affiancano i link per ciascun canale social di cui è dotato, gli indirizzi di stockisti e showroom e, per la gioia di buyer e giornalisti, i contatti diretti di uffici stampa e sales department. Oltre alle gallery delle ultime collezioni, abbondano i suggerimenti per bar, hotel e ristoranti da visitare durante il soggiorno nella città di Sua Maestà.

MADE IN MILAN
La fashion week milanese per le collezioni femminili autunno/inverno 2016-17 vedrà la collaborazione di Twitter Italia con la Camera Nazionale della Moda Italiana attraverso il progetto #MFW by Twitter Mirror. Uno specchio utilizzato per raccontare live gli eventi attraverso il profilo @cameramoda. Gli account social della Cnmi, così come quelli della Federazione francese, soffrono l’utilizzo di lingue meno diffuse rispetto all’inglese limitando così l’interazione dei follower, ma non la qualità dei contenuti. Fatta eccezione per le ragnatele che circondano l’account YouTube, il resto dei profili social gestiti dalla Camera vanta immagini di buona qualità, video e notizie aggiornate con frequenza grazie a un addetto specializzato. Il sito cameramoda.it, invece, soddisfa le necessità basilari degli utenti, ma non offre alcuna informazione aggiuntiva sui brand oltre alla location degli eventi o agli indirizzi e i recapiti generici delle griffe. Il layout grafico appare eccessivamente minimal e non bastano le finestre dedicate al progetto Fashion Hub o il micro sito milanograduate.it per far risaltare i brand emergenti che popolano il calendario.
Milano ha ampi margini di upgrade social.

di Marco Caruccio

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