A Napoli nel 1545 si è parlato fiorentino con Vasari

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Il periodo Napoletano del Vasari

SantAnna-dei-Lombardi-VasariUna scoperta inaspettata e gradita. Forse non tutti sanno che il Vasari ha prestato la sua opera a Napoli, su incarico dei frati Olivetani, nel 1545. Il Vasari divenuto famosissimo per i suoi due capolavori di Firenze e Roma, venne chiamato a dipingere lo splendido soffitto dell’ex refettorio della sacrestia olivetana è molto altro. Le sue opere esposte nella rinascimentale chiesa di Sant’Anna dei Lombardi a via Monteoliveto.

Gli affreschi vasariani della sacrestia della chiesa di Sant’Anna dei Lombardi

La sacrestia del Vasari (ex refettorio) è un’opera totalmente affrescata da Giorgio Vasari e deve essere ritenuta come la traccia di Rinascimento fiorentino più importante presente nel capoluogo partenopeo. La sacrestia del Vasari è collocata sul fondo della navata centrale della chiesa e all’interno della quarta cappella sulla destra. L’ex refettorio è suddiviso in tre quadranti, con affreschi allegorici dedicati all’Eternità, alla Fede e alla Religione.

Gli affreschi del Vasari esportarono il manierismo fiorentino a Napoli

Gli affreschi nella sagrestia furono commissionati dai frati olivetani ed eseguiti dal Vasari nel 1545, con l’assistenza del toscano Raffaellino del Colle. Insieme agli affreschi suddetti furono commissionati al grande del Rinascimento fiorentino anche i due trittici attualmente conservati al Museo di Capodimonte e al Museo Diocesano, ovvero quelli della Caduta della manna e la Cena in casa di Simone. Originariamente i due trittici erano presenti sia nella controfacciata sia nella parete di fondo del refettorio.

I due trittici del Vasari raccolti nelle collezioni del Museo di Capodimonte e del Museo diocesano

Il refettorio divenne sacrestia nel lontano 1688:  qui, ad accompagnare gli affreschi del Vasari, furono riposte le tarsie quattrocentesche di Fra Giovanni da Verona, già esistenti e presenti nella precedente sacrestia. La presenza del Vasari a Napoli fu motivata dalla sua enorme fama, acquisita in seguito alla realizzazione dei suoi capolavori a Firenze e a Roma. Aristocratici ed ecclesiastici partenopei furono conquistati non di meno dalla incredibile velocità di esecuzione delle opere, che inoltre, a differenza di quelle michelangiolesche, richiedevano compensi minori. Il Vasari lavorò a Napoli solo per due anni e cioè dal 1544 al 1545, ma ebbe commissioni dal viceré spagnolo don Pedro di Toledo e dai cortigiani più importanti della capitale del Sud.

La sacrestia vasariana

Grazie al Vasari il manierismo toscano scavalcò i confini dello Stato pontificio e arrivò, finalmente, persino nel Meridione della penisola italiana. All’interno della chiesa diSant’Anna dei Lombardi, il manierismo vasariano irrompe in un gusto architettonico prevalentemente gotico, ma questa irruzione non fu all’epoca per nulla scontata; anzi, vista la mancanza di luce diffusa all’interno del refettorio, il Vasari pretese di poter effettuare un lavoro di imbiancamento dell’intera superficie delle pareti del refettorio, prima di accettare il lavoro.

Altre 5 opere del Vasari a Napoli. Ecco dove

Il Vasari, dunque, per garantire la massima efficacia alle sue opere, ricoprì di stucco tutte le volte del refettorio e incorniciò il tutto con luminose e geometriche decorazioni. Anche se pregevoli rimangono il suo Crocifisso nella chiesa di San Giovanni a Carbonarae quattro dipinti nel Duomo di Napoli, l’intervento a Sant’Anna dei Lombardi è il migliore e il più importante.
La chiesa di Sant’Anna dei Lombardi aveva già un secolo, costruita dall’architetto Domenico Fontana, ma non fu violentata dall’intervento del Vasari. Il tardo gotico e il manierismo fiorentino dialogano magnificamente e lo fanno sulla base di una struttura geometrica, presente sia delle architetture sia degli affreschi.

Tardo gotico napoletano, manierismo fiorentino e barocco romano

La chiesa di Sant’Anna dei Lombardi ha una pianta tipicamente fiorentina, a navata centrale, una volta barocca a botte cassettonata e cupola, dialogante con 5 cappelle laterali (che si aggiungono ad altre due presenti già a lato dell’abside). Il gusto tardogotico napoletano rimane grazie all’arco a sesto ribassato, alle sopravvissute finestre sui lati e sull’atrio, ma non vengono schiacciate dalle presenze barocche  successive.

Nell’insieme la chiesa oltre le opere del Vasari raccoglie quelle di Guido Mazzoni, Antonio Rossellino, Benedetto da Maiano, Giovanni da Nola, Pedro Rubiales, Giovan Domenico Vinaccia, Bartolomeo e Pietro Ghetti e rimaneun’attrazione artistica e storica assolutamente da vedere.

 Alessandro Sicuro
vita e opere di Giorgio Vasari:

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