Turchia, il terzo ponte sul Bosforo

Il nuovo ponte Yavuz Sultan Selim, il terzo ponte sul Bosforo, che verrà inaugurato il 26 agosto 2016 ad Istanbul dal presidente turco Recep Tayyp Erdogan. ANSA/ UFFICIO STAMPA   +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

Inaugurato dal presidente Erdogan il terzo ponte

La struttura che unisce Asia ed Europa. Il gruppo Astaldi nel consorzio in tre anni ha costruito quello che per molti è un gioiello, ma anche un nuovo simbolo di potere

Per i libri di storia turchi oggi è il giorno del «Büyük Taarruz». Quando nel 1922 la giovane Repubblica guidata da Atatürk lanciò la «Grande offensiva» contro l’esercito greco nella guerra con cui Istanbul si riprese l’Anatolia e parte della Tracia assegnate ad Atene dal Trattato di Sèvres. La battaglia di Dumlupinar segnò l’inizio della sconfitta delle truppe elleniche ma solo ad ottobre veniva siglata la pace e la Turchia otteneva i confini attuali. Sarà una coincidenza, ma oggi il presidente turco Recep Tayyip Erdogan inaugura il terzo ponte sul Bosforo, l’opera italo-turca firmata Astaldi che collega l’Europa all’Asia e che ha l’obiettivo di decongestionare il traffico che paralizza la metropoli e di creare un corridoio che faciliti i transiti commerciali con la Grecia.

I numeri da primato del nuovo ponte sul Bosforo

Anche tre anni fa la cerimonia di inaugurazione dei lavori con banda ottomana (accompagnava l’esercito in guerra) e preghiera era caduta in un giorno simbolico, come aveva spiegato dal palco lo stesso Erdogan allora primo ministro: il 29 maggio, data della conquista di Costantinopoli nel 1453 da parte del sultano Maometto II. Simbolica anche l’intitolazione del ponte, che è dedicato a Selim, padre di Solimano il Magnifico. Richiamo alle radici per un’opera, contestata dagli ambientalisti, che entra nella storia dell’ingegneria per le sue dimensioni. Il ponte si trova a Nord del Bosforo, poco prima del Mar Nero e congiunge Poyrazköy (sulla sponda asiatica) con Garipçe (su quella europea). «È il ponte sospeso e strallato (tipo quello di Brooklyn, ndr) più largo al mondo, misura 59 metri. Vi scorrono 8 corsie autostradali, quattro per direzione, più due linee ferroviarie per l’Alta velocità. Le torri che lo sostengono sono le più alte al mondo, con i loro 322 metri superano la Tour Eiffel. È un’opera unica nel suo genere», spiega Paolo Astaldi, presidente del gruppo italiano che ha il 33,33% del consorzio Ica con la locale Içtas, che ha realizzato l’infrastruttura: «Questo ponte ha un’importanza simbolica perché unisce l’Europa all’Asia. E poi è molto bello, non solo dal punto di vista ingegneristico (abbiamo testato il modello di resistenza al vento fino a 300 chilometri all’ora, quando a 100 chilometri all’ora il ponte viene chiuso al traffico perché non si controllano più i mezzi di trasporto), ma anche estetico».

Il presidente Astaldi: «Rappresenta l’eccellenza del made in Italy»

«Se siamo stati scelti per realizzare un’opera di questa importanza — prosegue Astaldi — non è un caso. Rappresenta l’eccellenza del made in Italy. Ad esempio per far passare i cavi sono stati usati manufatti in acciaio con tolleranze micrometriche che solo una società al mondo era in grado di realizzare ed è di Cividale del Friuli». Nel 2012 la joint venture si è aggiudicata il contratto per la costruzione e la gestione in concessione del ponte e di 150 chilometri di autostrada della «Northern Marmara Highway»: valore 3 miliardi di dollari, di cui 2,3 miliardi finanziati da un pool di banche turche, a dimostrazione del sostegno nazionale al progetto, che si è tradotto anche in «un grandissimo supporto da parte dell’amministrazione — ha sottolineato Astaldi — che ha contribuito a rimuovere gli impedimenti burocratici aiutandoci a rispettare il programma: i tre anni di lavori e il budget previsti». La collaborazione industriale e finanziaria fra Italia e Turchia è profonda. Due giorni fa a Roma c’era il ministro turco dell’Economia Nihat Zeybekci, che è intervenuto a un incontro di Confindustria per aggiornare le nostre imprese su quanto sta accadendo nel Paese, dopo il tentato golpe e i ripetuti attentati. Era presente anche il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda che ha «auspicato che la situazione in Turchia possa presto normalizzarsi nel pieno rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali».

 

 

 

 

 

 

 

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