SECONDO L’ SMI-SISTEMA MODA ITALIA, L’UOMO E’ CRESCIUTO DEL 0,7% NEL 2016

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IL CAUTO OTTIMISMO, DI UN CAMPIONE DI AZIENDE INTERVISTATE, DEL PANEL SMI, PARI ALL’86%, LE QUALI PROPENDONO A CREDERE A UNA STABILITA’ DELLE CONDIZIONI CONGIUNTURALI, GIA’ SPERIMENTATE NEL 2016, ANCHE PER IL 2017

IO CREDO CHE QUESTI DATI SI DEBBANO CONSIDERARE COMUNQUE POSITIVI SE LETTI  IN UN MOMENTO COME QUELLO ATTUALE.

RESTA INTESO CHE SE QUESTO SETTORE VENISSE AIUTATO DI PIU’ POTREBBE TRIPLICARE LE SUE PRESTAZIONI, CON UNA RICADUTA IN TERMINI DI OCCUPAZIONE ED ECONOMIA GENERALE VERAMENTE INTERESSANTE

La moda maschile chiude il 2016 con risultati moderatamente positivi, ma il rallentamento delle esportazioni suggerisce un 2017 in salita. È questa la sintesi dei dati congiunturali sulla moda maschile italiana elaborati dal centro studi di Smi-Sistema moda Italia in occasione dell’inaugurazione, domani, dell’edizione numero 91 di Pitti Immagine Uomo.
Entrando comunque nel dettaglio dello studio, secondo il pre-consuntivo 2016, il fatturato del settore dovrebbe registrare un incremento dello 0,9%, sfiorando i 9 miliardi di euro, a fronte della crescita dell’1,4% ottenuta nel 2015.
Sul risultato settoriale, spiega la nota del centro studi, “incide il rallentamento che ha interessato le vendite oltreconfine, mentre il rallentamento della caduta della domanda interna sembra aver favorito in prima istanza operatori non strettamente industriali”. Torna in positivo il valore della produzione, un dato significativo perché dovrebbe stimare il valore dell’attività produttiva svolta in Italia, al netto della commercializzazione di prodotti importati. Nell’esercizio appena concluso, il dato è previsto in progresso dell’1,2% contro un valore negativo del 3,5% del 2015. Migliora anche il dato sui consumi interni, in calo dell’1,6% a fronte invece di una flessione del 3,4% del 2015.

Sul fronte dell’export, nei dodici mesi la crescita delle vendite oltreconfine dovrebbe aver registrato un +1,9%, corrispondente a quasi di 5,8 miliardi di euro, in rallentamento rispetto al +2,3 del 2015. La decelerazione sarebbe da ricondurre principalmente agli emergenti, nonché ad un andamento meno positivo del previsto della domanda Usa, crollata del 10% nei primi nove mesi dell’anno a fronte invece della crescita delle vendite in Germania (+7,1%), Regno Unito (+7,7%) e Spagna (+13,5%).
In frenata invece le importazioni, in calo dello -0,5 per cento. La situazione internazionale rischia di attenuare gli entusiasmi per il 2017. Secondo alcune rilevazioni campionarie condotte da Smi, gli ordini per la prossima P/E 2017, sembrano registrare una flessione non solo in ambito nazionale (-4,3%), ma anche da parte della clientela estera (-3,4%). Resta comunque un cauto ottimismo. Come precisa la nota congiunturale, “la quota preponderante (86%) delle aziende del panel Smi operanti nella moda maschile, interrogate sulle aspettative a breve, propende per una ‘stabilità’ delle condizioni congiunturali sperimentate nel corso del 2016”.

Alessandro Sicuro

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