A 30 ANNI DALLA SCOMPARSA, TUTTO WARHOL IN SEI MOSTRE

 L’ITALIA CELEBRA IL GENIO DELLA POP ART A 30 ANNI DALLA MORTE

Andy Warhol, 1985, © 2014 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc. / Artists Rights Society (ARS), New York
30 anni fa moriva a New York Andy Warhol, inventore della Pop Art e artefice di una delle più radicali rivoluzioni estetiche nella storia.

Discusso, contestato, amato e odiato come ogni star che si rispetti e anche di più, Warhol popolare lo diventò per davvero: dalle icone di Marilyn, Elisabetta d’Inghilterra e Mao Tze Tung alle zuppe Campbell, dalle cover per Nico e i Velvet underground alla reinterpretazione dell’Ultima Cena di Leonardo, fino agli esperimenti nel cinema e nella pubblicità, le sue creazioni sono entrate per sempre nell’immaginario collettivo. Lo provano le innumerevoli mostre che il mondo dedica in questi giorni alla sua opera e alla sua personalità.

Scopriamo in dettaglio le iniziative che lo celebrano in Italia, da Nord al Sud, in piccoli centri come nei musei più prestigiosi.

Sixty Last Suppers, dal 24 marzo al 18 maggio al Museo del Novecento, Milano

Sarà esposta nella Sala Fontana del museo milanese una delle opere più celebri e spiazzanti del fondatore della Factory. Un’operazione clamorosamente dissacrante che nel 1986 svelò la natura dell’arte nella società dei consumi: con Sixty Last Suppers il mondo realizzò improvvisamente che al di là dell’aura di pezzo unico d’autore, il Cenacolo di Leonardo non era che un prodotto, come il fustino Brillo e la Coca Cola.

Warhol. Pop Society, fino al 26 febbraio a Palazzo Ducale, Genova

Centosettanta opere e cinque temi per conoscere uno dei creativi più esplosivi dell’ultimo secolo, che ha travolto ogni confine fra le arti: non solo dipinti e serigrafie, ma anche cinema, musica, pubblicità, editoria, nel segno della sperimentazione. Fra le novità, la sezione Andy Warhol e l’Italia, con i ritratti che non ti aspetti: Gianni Agnelli e Giorgio Armani.

Fink on Warhol: New York Photographs of the 1960s, fino al 30 aprile allo Spazio Damiani, Bologna

La mitica Factory vista dall’interno attraverso le originali prospettive in bianco e nero di un grande reporter come Larry Fink. Le gesta di Warhol, Lou Reed e i Velvet Underground, Ingrid Superstar, Susanna Campbell e Gerard Malanga sullo sfondo della New York degli anni Sessanta, fra lotte per i diritti civili, proteste antimilitariste e nuovi fermenti artistici.

Digital Warhol. Fino al 26 febbraio al Museo di Villa Croce, Genova

Gli ultimi anni della carriera di Warhol riservano ancora piacevoli sorprese. In collaborazione con Commodore, nel 1985 l’artista esplorò l’ultima frontiera della Pop Art. Il risultato? Nove opere realizzate in digital painting su un Amiga 1000, presentate a Villa Croce sugli schermi di computer anni Ottanta. Completano il percorso fotografie su acetato e altre note realizzazioni.

Made in Usa by Andy Warhol. Dal 26 febbraio al 26 marzo alla Fondazione Sassi, Matera

Trenta coloratissime opere irrompono nella quiete dei Sassi per raccontare l’intera avventura artistica di Warhol. Fotografie, mitici ritratti serigrafati, Self Portraits, oggetti e manifesti pubblicitari, i fumetti I Myths, fino ai Flowers e agli Space Fruits.  Ripercorrono l’intenso rapporto dell’artista con il mondo della musica la serie degli strumenti musicali e le cover realizzate per popstar come Rolling Stones, Michael Jackson e Liza Minnelli.

Warhol vs Gartel. Dal 25 febbraio al 18 giugno al Lucca Center of Contemporary Art e alla MAG Metamorfosi Art Gallery di Spoleto

Pop Art e Hyper Pop a confronto attraverso 140 opere dei fondatori, divise fra Lucca e Spoleto. Due peculiari connubi fra arte e tecnologia destinati a trovare una speciale sintonia a metà degli anni Ottanta, quando Lawrence Gartel iniziò Warhol al mondo del computer. Oltre ai punti di contatto, in evidenza le differenze fra i due colleghi, l’uno intento a trasporre il presente in una mitizzazione seriale, l’altro a proiettarne l’immaginario in un onirico futuro.

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