TOM FORD

Tom Ford

Diventare uno dei primi 5 luxury brand del mondo, alimentando la crescita delle diverse categorie di prodotto. A presentare gli obiettivi della propria griffe, in una lunga intervista a The Business Of Fashion, è Tom Ford, big name della fashion week newyorkese al via oggi. Da qualche anno, lo stilista texano ha riguadagnato le posizioni di notorietà raggiunte quando guidava Gucci, a cavallo del Millennio. Lo ha fatto, appunto, col proprio brand, attraverso un sapiente mix di innovazione, anticonformismo e mistero. Oggi, la domanda reale, al di là di immagine e presenzialismo (o rumorose assenze), riguarda il valore concreto delle vendite di Tom Ford.

Secondo fonti di mercato citate nell’intervista, la griffe chiuderà il 2017 con ricavi retail per circa 2 miliardi di dollari (1,6 miliardi di euro). Si tratta, puntualizza il magazine, di una cifra che considera tutti i rami di business. Per rendere il dato confrontabile, tuttavia, occorrono alcune puntualizzazioni. In primo luogo, comprende i ricavi dei licenziatari cui Ford ha consentito l’utilizzo del proprio marchio (principalmente profumi e occhiali). Inoltre, si tratta di un valore retail, ossia calcolato con i prezzi finali ai quali vengono venduti i prodotti in negozio (perciò, più alto del prezzo cui vengono venduti dall’azienda alla distribuzione). Per un calcolo approssimativo dei ricavi generati da Ford e licenziatari andrebbe tolto il mark up retail (spesso vicino al 100%). Per arrivare ai conti dello stilista, andrebbe poi stimata una percentuale delle royalties sulle licenze, da aggiungere al valore diretto del proprio business di abbigliamento. Si può immaginare che il giro d’affari di Ford possa aggirarsi tra i 300 e i 500 milioni di dollari.

Di certo c’è che, a oggi, il brand dello stilista texano conta 49 store in gestione diretta e 77 shop-in-shop, per un’offerta che include il ready-to-wear maschile e femminile, gli accessori, l’eyewear (in licenza a Marcolin),
i cosmetici e le fragranze (in licenza a Estée Lauder Companies).

Debutta, inoltre, con la settimana della moda,  il nuovo profumo  Fucking Fabulous, sul mercato da questa sera, quando la spring / summer 2018 sarà in passerella nella Grande Mela.

Dal lancio della linea femminile, nel 2010, Tom Ford ha optato per diversi format di presentazione, dal video affidato alla popolarità di Lady Gaga, alle sfilate a Los Angeles, alla formula see now-buy now. Il womenswear vale oggi il 30% del giro d’affari del brand. Lo stilista prevede di restare nel calendario della New York fashion week per “alcune stagioni”.

Secondo quanto si legge su The Business Of Fashion, Tom Ford è l’azionista di maggioranza di Tom Ford International, con il 63,75% delle azioni. Domenico De Sole, attuale chairman di Tom Ford International e CEO di Gucci Group dal 1994 al 2004 (anni in cui Tom Ford è stato direttore creativo della maison toscana), controlla l’11,25%, mentre il restante 25% fa capo a Gildo Zegna, AD di Ermenegildo Zegna, e Américo Amorim Group.

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