Perché Tesla è unica, tra le auto rivoluzionarie e i conti in disordine?

COSA SI PUO’ DIRE DI ELON MUSK ?  CHE E’ UN VISIONARIO CHE CREDE IN  PROGETTI IMPOSSIBILI RENDENDOLI REALI E CONCRETI

Perché Tesla è unica, tra le auto rivoluzionarie e i conti in disordine? Il successo dell’azienda di Elon Musk, spiegato bene. Tra i nuovi modelli in arrivo e l’ambizione di cambiare la nostra vita…

Non è semplice al momento trovare un’azienda più indaffarata di Tesla. La società creata da Elon Musk è nota per le sue (ancora poche) auto elettriche e continua a far parlare di se, moltiplicando gli impegni e gli annunci. L’ultimo è relativo a Model Y, il crossover della casa di cui nei giorni scorsi è apparsa un primo teaser sul web.

Oppure per il progetto di costruzione di pile Tesla di cui è fatto il comparto energetico del serbatoio propellente a pile nell’auto.

Che saranno prodotte in Nevada nella nuovissima Gigafactory a impatto zero. Lo Stato americano è stato scelto per le miniere di litio, per gli incentivi e perché lì le cose si fanno in fretta.

La nuova gigantesca fabbrica voluta da Elon Musk nascerà a Reno, già funzionante nel 2017 e definita nel 2018 e secondo il fondatore, renderà accessibile l’auto elettrica al mondo.

inRead invented by Teads

Dopo la debuttante Roadster che tra il 2008 e il 2012 ha aperto la strada al concetto Tesla – cioè all’evoluzione dell’auto elettrica, non più lenta e poco incline all’industria di settore, bensì veloce, affascinante, lussuosa ed efficace – è arrivata la berlina Model S (da 0 a 100 Km/h in meno di tre secondi), poi è stato il turno di Model X, il Suv per trasportare fino a sette persone, dotato di un’autonomia di 565 chilometri e porte posteriori Falcon Wings che si aprono come una sorta di ali evitando il contatto con oggetti o persone distanti fino a trenta centimetri dalla vettura. In ultimo c’è Model 3, la più attesa del lotto perché oltre alle primizie aziendali ha il cartellino più entusiasmante: 35.000 dollari, cifra che sarà convertita in euro per i paesi continentali entro la fine dell’anno (tra poche settimane inizia la produzione, con consegne previste a partire dalla metà del 2018).

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Tesla Model 3, prototipo

Per la Model Y finora sono state rilasciate poche informazioni, però sappiamo che si discosterà come progetto dalla Model 3 mentre con la Model X condividerà le portiere Falcon Wings. Dovrebbe andare in produzione a fine 2019 e i primi esemplari dovrebbero arrivare nel 2020, in quello che per Elon Musk sarà l’anno di un primo bilancio sperando di rispettare l’obiettivo del milione di auto vendute

Arduo provare a capire se riuscirà nell’intento, perché quella di Tesla – il cui nome è un omaggio all’inventore, fisico e ingegnere serbo Nikola Tesla – è una parabola unica. Già celebrata come azienda in grado di rivoluzionare il concetto di auto in favore dell’elettrico, nel corso dell’ultimo anno ha prodotto solo 84.000 vetture chiudendo un bilancio con sette miliardi di dollari di fatturato e 700 milioni di perdite. Cifre inspiegabili davanti all’exploit registrato a Wall Street lo scorso aprile quando, toccando il valore di 51 miliardi di dollari, Tesla ha superato General Motors che, per intenderci, griffa bilanci sopra i cento miliardi di dollari con utili inimmaginabili per la regina dell’energia pulita (almeno per ora). Il punto, e la forza della società, sta proprio nelle potenzialità di rovesciare le dinamiche di un’industria redditizia come quella dell’automobile, anche se naturalmente non manca chi guarda a Tesla come prossimo grande flop, a Wall Street e non solo.

Al netto degli oltre 3 miliardi di dollari ancora in cassa (lo ha assicurato Musk), il nodo sta nella capacità di trasformare il processo di produzione per confezionare numeri che soddisfano una richiesta di massa. Queste ultime al momento non sono un problema, poiché l’effetto novità unito alle performance e qualità dei vari modelli hanno conquistato tantissimi curiosi (si parla di circa 400.000 auto solo per la Model S ma l’azienda non rilascia informazioni in merito, senza dimenticare che per una prenotazione da confermare in seguito serve un acconto di mille euro/dollari). Diverso il discorso relativo alla produzione, perché lo stesso Musk ha chiarito più volte come i ritardi nelle consegne dei primi esemplari siano stati dovuti alle difficoltà nell’oliare e stabilizzare il processo di costruzione dell’auto. L’obiettivo è sveltire la pratica con la produzione della Model S: 5.000 unità settimanali entro la fine dell’anno per poi raddoppiare il carico l’anno venturo.

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Tesla Model X

Il successo dell’azienda si deve, come logico, anche ai vari partner che ne hanno sostenuto i progetti. All’inizio fu Lotus, poi è arrivata la Toyota, tiratasi indietro per investire in prima persona nel mercato elettrico. Adesso è il turno di Tencent, colosso cinese attivo nell’intrattenimento e noto per l’app di messaggistica Tencent QQ e il portale QQ.com, che ha sborsato 1,7 miliardi di dollari per acquisire il 5% di Tesla.

Le mire dell’azienda di Palo Alto sono alte, così mentre prosegue l’installazione dei punti Supercharger per ricaricare l’auto durante i viaggi più lunghi (le stazioni sparse per il mondo sono per ora 861 con 5.655 punti di ricaricadisponibili e in Italia sono state inaugurati nei giorni scorsi due punti a Pescara e Foggia, proseguendo una copertura che finora manca nel meridione), lavora alla costruzione della Gigafactory in Nevada (dove ha avuto agevolazioni fiscali per circa 1,3 miliardi di dollari), vende le batterie per la casa Powerball e investe in soluzioni per la guida senza pilota.

Un insieme di piani complessi e grandiose ambizioni il cui impatto sul medio-lungo periodo potrebbe generare profonde ripercussioni sulle nostre vite. Non a caso, interpellato da Bloomberg sull’azienda che sarà in grado di guidare la prossima trasformazione tecnologia, il buon Steve Wozniak ha risposto con una sola parola: Tesla.

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