MFW LUNGA E CARICA DI EVENTI

MFW

 

«Una settimana pazzesca, piena di avvenimenti»: così Carlo Capasa, presidente di Camera Moda, a proposito della settimana milanese della moda, al via stasera (20 febbraio) con il mega evento di Moncler, che coinvolge otto talenti creativi per altrettante collezioni nel nuovo progetto Moncler Genius. «Nelle ultime stagioni – continua Capasa – Milano ha dato importanti spunti per far capire dove sta andando il fashion system e lo fa anche stavolta. Intanto pensiamo già a settembre, con la seconda edizione dei Green Fashion Awards». Partenza col botto, dunque, stasera al Palazzo delle Scintille con Moncler, nel contesto di un calendario vivace: si va dall’happening da 2mila invitati di Tommy Hilfiger alla mostra Italiana per i 60 anni della Camera Nazionale della Moda Italiana, fino alla sfilata di Prada nella nuova Torre della Fondazione e alle celebrazioni per i 40 anni di Versace, i 50 di Etro e i 60 di Mila Schön. Per non parlare dei grandi ritorni di Romeo Gigli Antonio Berardi, entrambi impegnati in due eventi fuori calendario e di Anna Dello Russo, che il 24 presenta il libro AdR Book: Beyond Fashion, mettendo all’asta 30 look del suo archivio. Senza contare le 156 collezioni dedicate all’autunno-inverno 2018/2019, divise tra 64 sfilate e 92 presentazioni. La manifestazione si inserisce in un contesto positivo per il sistema moda allargato (che include gioielli, bigiotteria, cosmesi, occhiali), che nel 2017 è cresciuto del 2,8% a quota 87 miliardi di euro, contro l’1,5% stimato per il Pil italiano. «Ma non si tratta solo di numeri» precisa Capasa, sottolineando come la fashion week sia una cartina di tornasole per temi come la sostenibilità, lo scouting, la capacità di individuare nuove formule per descrivere la moda e raccontare l’Italia fuori dall’Italia. Così accade con l’esposizione Italiana. L’Italia vista dalla moda 1971-2001, che inaugura di fatto la kermesse (il 21 sera a Palazzo Reale) e a cui sono invitati il premier Gentiloni e il ministro Calenda, anche se la loro presenza non è certa. Confermato, invece, lo stanziamento di fondi da parte dell’Ice per il 2018 e per tutto il triennio fino al 2020, che garantirà alla Camera della Moda la stabilità finanziaria e possibilità di una programmazione pluriennale. Arriva così la conferma che a settembre tornerà al Teatro alla Scala la seconda edizione dei Green Carpet Fashion Awards, gli Oscar della moda sostenibile: un tema su cui il made in Italy è capofila. «Entro il 2020 – annuncia il presidente della Camera – pubblicheremo un documento che definirà cosa è sostenibile e cosa non lo è. In vista di questo traguardo, il 20 marzo tutti i grandi brand internazionali sono stati invitati in città, per prendere parte a una giornata di lavoro e di scambio dedicata alle tematiche green, che fanno bene a tutto il settore». Tra le novità di questa edizione, che grazie a Moncler apre un giorno in anticipo, si contra il trasloco del Fashion Hub dall’Unicredit Pavilion, da piazza Gae Aulenti allo spazio delle Cavallerizze al Museo della Scienza, che ospita anche una delle sale sfilate offerte da Cnmi alle aziende, insieme al Padiglione Visconti in via Tortona e alla Sala della Cariatidi di Palazzo Reale. Quest’ultima è aperta ai i giovani talenti ed eccezionalmente a Versace, per i festeggiamenti dei 40 anni. Per quanto riguarda il calendario, tutti i big sono confermati: GucciArmani, Prada (che per la prima volta sfila alla Fondazione), il ritorno di Emilio PucciFerragamo che sfila co-ed. Con la maison salgono a nove le sfilate uomo e donna della settimana (più altrettante in programma nelle fashion week maschili). «Una naturale evoluzione del calendario – riflette Capasa – richiesta dai tempi in cui viviamo». «Sfilare a gennaio e giugno – ribadisce – è l’ideale per i brand più legati al wholesale, che vogliono arrivare il prima possibile in negozio, mentre febbraio e settembre sono perfetti per i gruppi retail». «Si tratta di un’evoluzione che non mi spaventa – conclude -. Fosse per me, eliminerei certe etichette delle fashion week, “uomo” oppure “donna”. Tutti gli schemi sono caduti: ogni marchio deve trovare il giusto modo e il giusto tempo per presentare il suo lavoro» (nella foto, le top model alla sfilata Versace durante la scorsa fashion week).

 

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