Settembre 28, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

Free Press And Culture On Line

MARNI SUBSTRATO CLASSICO CON VARIAZIONI TECH

 

MARNI

Un’esplorazione metamorfica della nuova gioventù, condotta sul filo della tridimensionalità.
Il punto di partenza è un substrato classico, fatto di cappotti in tessuto bouclé, giacche e pantaloni in fustagno, camicie Oxford rivisitate e corrette, ma in proporzioni esagerate. Via via che lo show prosegue è la psichedelia a prendersi la scena, «animale e pansessuale», come recita una nota, con un bestiario ribelle che cambia i connotati a camicie, parka e anorak.

Maglie in mohair a macrorighe colorate si alternano a gessati “disallineati” e alle stampe riprese da Allegro non troppo, il film d’animazione del 1976 firmato da Bruno Bozzetto.

Il risultato è un’esplosione di creatività liberatoria, che si esprime anche negli accessori come i mocassini graffettati e assemblati e i Banana Sock boot, oltre a lucchetti, fiaschette e catene.

Risso associa a questa collezione una “filastrocca allegra non troppo”, che recita: «Accipicchia sono arrivati. Li abbiamo scatenati. Viluppo di neuroni, antifone, emozioni. Protestano per tutto, indossano tenzoni. Uno diventa l’altro, l’altro diventa uno, solo non è mai nessuno». Una tribù di ragazzi (definiti la “spietata gioventù”), che «mandano ai pazzi, so’ terribili, ma incredibili. Mai sull’onda, voglion la baraonda».

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