DANTE ALIGHIERI Allegro mi sembrava Amor tenendo meo core in mano

DANTE ALIGHIERI

Vita nuova, cap. III

…A ciascun’alma presa, e gentil core,
nel cui cospetto ven lo dir presente,
in ciò che mi rescrivan suo parvente
salute in lor segnor, cioè Amore.

Già eran quasi che atterzate l’ore
del tempo che onne stella n’è lucente,
quando m’apparve Amor subitamente
cui essenza membrar mi dà orrore.
Allegro mi sembrava Amor tenendo
meo core in mano, e ne le braccia avea
madonna involta in un drappo dormendo.
Poi la svegliava, e d’esto core ardendo
lei paventosa umilmente pascea:
appresso gir lo ne vedea piangendo…

Dante Alighieri

 

“Il capitolo narra il secondo incontro fra Dante e Beatrice, che avviene nove anni dopo il primo quando entrambi hanno diciotto anni: l’incontro è seguito da un sogno del poeta in cui vede il dio Amore che tiene in braccio la donna amata e il cuore di lui, che poi fa mangiare a Beatrice secondo una lunga tradizione della poesia amorosa. Dante espone il tutto in un sonetto, il primo della “Vita nuova”, indirizzato ad altri poeti perché gli spieghino il senso della visione e al quale risponderà lo stesso Cavalcanti, secondo quanto dichiarato nella prosa esplicativa”.

Alessandro Sicuro

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