LA MODA CRESCE PIU’ LENTAMENTE DEGLI ALTRI DISTRETTI MA CRESCE

INTESA SAN PAOLO PUBBLICA IL RAPPORTO ANNUALE SULL’ECONOMIA E FINANZA I DISTRETTI CRESCONO DEL 4,3%

SINTOMATICA E COMPRENSIBILE E’ LA LENTA SALITA DELLA MODA PER IL RALLENTAMENTO DEL CICLO ECONOMICO

Come riportato dal rapporto annuale 2018 sull’economia e finanza dei distretti industriali redatto da Intesa Sanpaolo, nel 2017 il mondo dei distretti ha registrato una crescita del fatturato del 4,3 per cento, a fronte di un +4% delle aree non distrettuali. Crescita che è proseguita anche nel 2018, seppur a livelli più contenuti (+3,4%) a causa della frenata del ciclo economico nella seconda parte dell’anno. Trainano, a livello di singoli distretti, quello della metalmeccanica (+7,5%), dei beni intermedi (+5,5%) e dell’agro-alimentare (+5,3%). Mentre, procede con il freno a mano tirato, il sistema moda (+0,7 per cento).

A livello di performance di crescita e di redditività, infatti, la moda deve fare i conti con distretti più performanti. Tra i 20 migliori distretti, ne compaiono solo due collegabili al comparto fashion, ma specificatamente concentrati sugli accessori: ovvero “Occhialeria di Belluno” (con un punteggio, in una scala 0-100, di 70,9) e “Pelletteria e calzature di Firenze” (77,9).

Prendendo in considerazione il ‘raggio d’azione’, e quindi di distanza media delle esportazioni, il sistema moda, scomposto nella sue componenti “moda – intermedi” e “moda – consumi”, mantiene valori sopra alla media di tutti i distretti (pari a 3.284 chilometri), ma registrando una sorta di stop all’espansione. La variazione 2008-17 dei due segmenti, infatti, è rispettivamente di 274 km e 336 km, che porta a raggiungere totali di 3.536 km e 3.350 km. Ma sono incrementi del raggio d’azione contenuti, se paragonate ad altri comparti, per esempio, a quelle di “materiali costruzione” (726) o “mobili” (772).

A livello di distanze medie degli acquisti all’interno della filiera, invece, il sistema moda si mostra ben posizionato, registrando un valore di 97 km, inferiore rispetto alla media totale di 100 km. In particolare, sono molteplici le imprese distrettuali moda tra quelle che spiccano per la vicinanza della  filiere vicine. Per esempio, la “Concia calzat. S. Croce”(57 km), il “Tessile abbigliamento PO” (58 km), la “Seta-tessile di Como” (61 km). Anche se non mancano distretti fashion con filiere lontane come “Abbigliamento del barese” (262 km), “Abbigliamento napoletano” (209 km), “Maglieria abbigliamento PG” (189km), “Tessile abbigliamento Treviso” (127km).

Non solo, la moda si dimostra indietro anche per quanta riguarda le competenze digitali. Se la difficoltà a reperire personale specializzato in ambiente 4.0 è in linea con quella di altri distretti, la moda rivela una situazione anomala di partenza. Le imprese dei distretti moda, infatti, denunciano competenze digitale scarse in proporzione maggiore rispetto a quelle esterne ai distretti. Segno di una mancanza strutturale di offerta che si aggrava in ambito territoriale.

 

Alessandro Sicuro

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