Settembre 24, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

Free Press And Culture On Line

FINALMENTE SI TORNA A COLTIVARE IL LINO MADE IN ITALY

CON PIACERE ESTREMO ACCOLGO QUESTA NOTIZIA, LA RIPRESA DELLA COLTIVAZIONE DEL LINO

L’obiettivo è far dialogare impresa e territorio attraverso il controllo sulla sostenibilità, la tracciabilità, la qualità delle materie prime e, in sintesi, sulla filiera. un progetto di Albini Group, Linificio e Canapificio Nazionale (Marzotto Group).

Dopo 60 anni, grazie al Linificio e Canapificio Nazionale – leader nella produzione ad alta sostenibilità di filati in lino destinati al mercato alto di gamma – riprende la coltivazione delle piante di lino ad Astino, in provincia di Bergamo, da cui nascono fili in limited edition, 100% made in Italy e a chilometro zero.

Fili che verranno acquistati in esclusiva da Albini Group per realizzare tessuti destinati alla moda e da Martinelli Ginetto per le stoffe d’arredo.

Il presidente di Albini Group, Stefano Albini, commenta: «Il lino coltivato ad Astino valorizza il livello di qualità del settore tessile bergamasco, come esempio di coesione tra le eccellenze del nostro territorio».

A partire da giugno si potrà vedere il campo di lino in fiore nell’area agricola di Astino, sui colli intorno alla città lombarda, dove saranno allestiti eventi per celebrare questa nobile fibra. La coltivazione darà vita a 1.000 chili di fibra di lino filati a Villa d’Almé, dove il Linificio e Canapificio Nazionale unisce i macchinari storici a quelli di ultimissima generazione.

Alessandro Sicuro

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