ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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GUCCI “EPILOGO”, LA COLLEZIONE PRESENTATA OGGI ALLA MILANO DIGITAL FASHION WEEK.

 

GUCCI “EPILOGO”

Un evento digitale dalla durata di 12 ore, nella quale viene raccontato il processo creativo della collezione, in cui l’intero team  partecipa attivamente posando anche con i nuovi capi. Il nuovo lookbook compare tappezzato da post-it e dymo, a catalogare ed archiviare ogni dettaglio della collezione, un lavoro di pre-production che diventa estetica e parte integrante della narrazione. Il casting dei modelli sono selezionati direttamente dall’ufficio stile della Maison italiana: “Gli abiti verranno indossati da chi li ha costruiti. I designer, con cui ogni giorno condivido lo stordimento della creazione, diventeranno interpreti di una nuova storia. Si impossesseranno della poesia che hanno contribuito a forgiare.

 

Metteranno in scena quello che abbiamo appassionatamente immaginato. Si tratta di un’operazione, in cui i ruoli, ancora una volta, si ribaltano. Le distanze si accorciano. L’atto creativo diventa prassi espositiva. L’interno si proietta all’esterno. L’invisibile prende forma, irradiandosi per autocombustione. Non solo. Con l’obiettivo di spingere fino in fondo l’analisi sui meccanismi che regolano il mondo della moda, questo intervento di rimescolamento verrà raccontato attraverso una prospettiva inusuale. Per una giornata intera chiunque potrà indagare, attraverso delle telecamere opportunamente predisposte, il processo attraverso cui l’ufficio stile incarnerà la nuova campagna pubblicitaria di Gucci. Cosa succede al rapporto tra realtà e finzione, quando lo sguardo si intrufola indiscreto tra i meccanismi di produzione di un’immagine? Cosa accade alla moda, e alla sua capacità seduttiva, quando il vero torna a essere solamente un momento del falso?” , Così Michele argomenta le sue scelte creative. C’è anche il grande ritorno della Jackie bag nella versione originale ma anche rivisitata in chiave contemporanea color rosa e azzurro confetto.

“La mia favola in tre tempi vuole dunque produrre un’istanza interrogativa sulle regole, i ruoli e le funzioni che fanno vivere il mondo della moda. Si tratta di un’indagine inevitabilmente parziale e volutamente deformante: un gioco squilibrato in cui ho cercato di smontare le impalcature, capovolgere i piani, spostare lo sguardo, mettere in tensione le grammatiche attraverso cui cerchiamo di nominare il mistero della bellezza. È stato per me un percorso necessario e ricolmo di amore. Un percorso che, nel suo farsi, ha depositato domande e smosso nuove intuizioni. In questo senso l’epilogo che oggi vi consegno somiglia molto a un preludio. Uno spartiacque che chiude e apre al tempo stesso, una soglia da cui ripartire per provare a immaginare il domani.”

Alessandro Michele

Alessandro Sicuro

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