Ottobre 27, 2021

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

Free Press And Culture On Line

NEW YORK FASHION WEEK TOM FORD CAMBIA LE REGOLE

NYFW

Tom Ford, lo stilista texano che presiede ormai da due anni il Council of Fashion Designers of America ha annunciato, attraverso una lettera pubblicata sul sito dell’ente, che a partire da questa stagione il calendario della New York fashion week si chiamerà ‘American Collections Calendar’. “In qualsiasi luogo e in qualsiasi modo gli stilisti americani sceglieranno di svelare le loro collezioni, il nostro compito come Cfda è onorare la nostra missione originale e aiutare la promozione e il supporto della moda americana. Quindi pubblicheremo all’interno della schedule non solo la lista dei designer presenti a New York durante la Nyfw, ma anche i nomi dei designer americani che presentano fuori calendario e all’estero”.
La comunicazione specifica che il Cfda continuerà a incoraggiare i marchi statunitensi ad essere parte della fashion week della Grande Mela ma, in caso contrario, saranno comunque parte dello show a stelle e strisce denominato ‘American Collections Calendar’. Ford riconosce che sempre più spesso, negli ultimi anni, alcune griffe made in Usa abbiano preferito sfilare in Europa o in Paesi ritenuti più strategici per il proprio business, magari anche al di fuori delle settimane della moda di Parigi, Londra o Milano. Adesso però è pronto ad accogliere tutti, che sfilino a New York, Parigi o Dubai in qualsiasi momento dell’anno. Per essere inclusi nel nuovo calendario e sulla piattaforma digitale Runway360 basta essere americani, pur non contribuendo di fatto alla fashion week americana.
La mossa di Ford rischia di essere una strategia solo apparentemente in grado di fortificare la moda americana che, seppure rinominata sotto lo stesso cappello, appare quanto mai scissa. Un trend che permane da diversi anni a causa di defezioni sempre più numerose. L’apertura senza paletti a tutti coloro che sono americani, appare l’ennesima picconata alle fashion week di New York.
Ford ricorda che sin dalla fondazione, del 1962, il Cfda si distingue per la promozione nazionale e internazionale della moda americana, ma che oggi lo scenario mondiale è completamente cambiato. Di fronte a tali mutamenti, però, in Europa le capitali della moda non hanno visto lo stesso fuggi-fuggi generale dalle proprie fashion week ufficiali, anzi in alcuni casi hanno accolto marchi storici d’Oltreoceano come Tommy Hilfiger e Rodarte. Recentemente Milano ha visto il ritorno all’interno della Camera Nazionale della Moda Italiana di brand come Dolce & Gabbana ed Elisabetta Franchi. A Parigi si è appena chiusa la fashion week dedicata alla couture che, nonostante alcune defezioni, ha incluso quasi tutti i marchi storici francesi e nomi italiani del calibro di Valentino, Armani e Fendi.
La prossima edizione della New York fashion week si terrà online dal 14 al 17 febbraio. L’evento si è ridotto a tal punto da contare appena 4 giorni. Sembrano passati secoli da quando la manifestazione americana durava quasi 10 giorni, animata da big brand come Marc Jacobs, Tom Ford, Ralph Lauren, Calvin Klein, Tommy Hilfiger, DvF e Michael Kors. Brand storici che, ancor prima dell’emergenza sanitaria, avevano iniziato a diradare la propria presenza, diversificarla e, in alcuni casi, cancellarla del tutto. Ad essere ridotta all’osso è anche la New York fashion week: Men’s che non è solo stata condensata in un solo giorno, ma addirittura in poche ore. Secondo quanto riportato da Wwd i designer sveleranno le proposte il 15 febbraio dalle 12:00 alle 14:00 su Runway360. Ogni marchio avrà a disposizione 10 minuti.
La massiccia presenza dei marchi statunitensi protagonisti del recente insediamento alla Casa Bianca del nuovo Presidente Joe Biden ha certamente significato un’ottima vetrina per alcuni brand emergenti ma, per rilanciare davvero la moda statunitense servirebbe soprattutto un intervento concreto che rinsaldi la New York fashion week, mai così insipida.

 

 

Alessandro Sicuro

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