Maggio 3, 2026

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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OLTRE GLI SPECCHI DEFORMATI: IL VALORE DELL’INTESA SOCIALE TRASVERSALE IN UN MONDO DI RETI DI POTERE

Roberto Saviano ci offre una lettura analitica del panorama sociopolitico nel suo video di oggi, evidenziando come il Festival di Sanremo sia visto oggi come eccessivamente schierato, quando in realtà lo è sempre stato: un simbolo delle epoche politiche, capace di riflettere i mutamenti del potere. Analizzare Sanremo equivale a sfogliare le pagine di una storia scritta tra contrapposizioni ideologiche, sia dalle destre sovraniste sia dalle sinistre progressiste, in cui il cambio di governo si traduce in una trasformazione dei modi di comunicare, governare e vivere. Il vero problema non è questo.

Rispetto profondamente Roberto Saviano per aver scritto Gomorra, un libro di denuncia sociale di enorme rilevanza e di grande coraggio, soprattutto nel periodo in cui è stato pubblicato. La sua opera ha avuto un impatto devastante nel sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno della criminalità organizzata, rappresentando un atto di resistenza nei confronti di un sistema che spesso si ostina a ignorare certe realtà. Questo è un aspetto che non posso fare a meno di riconoscere nella sua analisi, nonostante le mie differenze di prospettiva su altri temi.

Guardando questi fenomeni da una prospettiva di marketing politico, che è la mia materia, è evidente che la polarizzazione non sia solo il risultato di divergenze ideologiche, ma anche di precise strategie di posizionamento e comunicazione. Avendo lavorato in passato come stratega di marketing per uno schieramento politico, ho avuto modo di osservare da vicino il funzionamento di queste dinamiche e di riflettere sul comportamento della politica e delle masse. Il rituale del clientelismo e delle reti di potere non ha un colore definito, ma segue schemi ricorrenti, indipendentemente da chi governa. Questi meccanismi si ripetono sia nei progressisti che nei sovranisti, alimentando divisioni che oscurano le vere emergenze quotidiane: crisi ambientali, difficoltà economiche e mancanza di solidarietà tra i cittadini, da cui scaturisce la tendenza a dividere le masse piuttosto che unirle contro le ingiustizie sociali e le promesse disattese dei periodi elettorali.

È paradossale notare come, quando si tratta dei propri interessi, persino partiti politicamente opposti mostrino una sorprendente unità, votando all’unanimità nella stessa direzione. Questa compattezza, sebbene apparentemente contraddittoria, non è casuale, ma il risultato di precise strategie finalizzate alla conservazione del potere. Osservando il fenomeno con uno sguardo tecnico, si può notare che tale coesione rappresenta un modello di strategia e comunicazione che, se applicato agli interessi sociali, potrebbe portare a un reale cambiamento. Invece di lasciarci dividere da retoriche che perpetuano il conflitto, dovremmo comprendere meglio queste dinamiche e adottare un approccio più consapevole e strategico nel rivendicare i nostri diritti.

Non ci serve questo tipo di retorica, ma una forza collettiva che, unendosi, chieda conto al potere sui veri temi legati alla gestione della società. Le superficialità – come lo spettacolo dei festival – sono solo diversivi, depistaggi. Come avrebbe detto il grande Houdini: quello che l’occhio vede e l’orecchio sente, la mente finisce per credere. Ma ciò che conta davvero sono le crisi ambientali, il malessere economico delle persone e le necessità dei più deboli, che continuano a essere ignorati.

Dobbiamo guardare oltre le contrapposizioni di facciata e concentrarci sulle vere battaglie da combattere. Solo così, con coraggio, altruismo e una solida alleanza trasversale sui temi comuni, potremo costruire un futuro in cui le emergenze non vengano lasciate sole o dimenticate una volta spenti i riflettori mediatici, ma affrontate con una strategia concreta e condivisa.

La memoria collettiva è spesso corta, lo sappiamo, ma non per tutti è così: e certi nodi, prima o poi, vengono sempre al pettine.

Questa vuole essere una semplice analisi di marketing e dimostrare che certi errori, se ripetuti all’infinito, non giovano alla reputation di uno schieramento politico. Al contrario, lo danneggiano.

 

 

 

Alessandro Sicuro Comunication
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