Quando nel 2010 Patrick e John Collison iniziarono a lavorare al loro software, non potevano immaginare l’impatto che avrebbe avuto. Il loro obiettivo era semplificare la connessione tra app, siti web e sistemi bancari, rendendo più facile ricevere pagamenti online. Dopo aver lasciato il college, i fratelli Collison fondarono Stripe in un piccolo ufficio proprio di fronte alla sede di PayPal, il gigante dei pagamenti digitali. Per due anni, perfezionarono il loro prodotto e stabilirono partnership strategiche con banche, società di carte di credito e autorità di regolamentazione, in modo che gli utenti non dovessero preoccuparsi di nulla.
Ma non fu solo la tecnologia a decretarne il successo. I Collison decisero di rivolgersi non ai direttori finanziari – che difficilmente avrebbero scelto una piccola startup – ma agli sviluppatori e alle piccole imprese online. Dall’e-commerce gestito da un singolo marketer alle piattaforme della sharing economy, chiunque poteva usare Stripe per spostare denaro in modo rapido e sicuro.
Il passaparola sulle “sette righe di codice” si diffuse rapidamente nella Silicon Valley, ma gli investitori inizialmente rimasero scettici. A cambiare tutto furono proprio i fondatori di PayPal, che riconobbero il potenziale del progetto e investirono 20 milioni di dollari. Da lì in poi, Stripe attirò l’interesse di colossi come Google Ventures, Golden Gate Ventures, Connect Ventures, Capital G e Atomico.
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