Aprile 2, 2026

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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PRADA ACQUISTA VERSACE: UNA NUOVA FASE PER IL POLO DEL LUSSO ITALIANO

L’operazione di acquisizione da parte del Gruppo Prada di Versace da Capri Holdings, ufficializzata dopo settimane di trattative, segna un capitolo cruciale nella storia del lusso italiano. Il valore della transazione, pari a 1,25 miliardi di euro, soggetto a eventuali aggiustamenti al momento del closing, non solo segna il consolidamento di una delle case di moda più iconiche a livello globale, ma anche la creazione di un nuovo gigante del settore con un fatturato combinato che supera i 6,4 miliardi di euro all’anno. Un passo significativo per Prada, che si conferma uno dei principali attori globali del lusso.

Andrea Guerra, CEO di Prada, ha espresso il suo entusiasmo per l’acquisizione, dichiarando durante una conference call con gli analisti: «Amiamo il brand, abbiamo un sacco di idee. Abbiamo un piano ben strutturato e, soprattutto, un team altamente preparato». Guerra ha sottolineato l’intenzione di mantenere l’identità distintiva di Versace, pur inserendo la maison all’interno della solida struttura manageriale e operativa che Prada ha sviluppato negli ultimi anni. Il processo di integrazione, ha precisato, richiederà pazienza e dovrà avvenire in modo graduale, rispettando la storia e l’anima del brand Versace.

Lorenzo Bertelli, figlio di Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, attualmente alla guida della strategia CSR del gruppo, ha aggiunto: «Siamo consapevoli che Versace ha caratteristiche diverse dai nostri brand, ma non faremo una rivoluzione. Lavoreremo con rispetto e con una visione a lungo termine». Secondo fonti vicine al gruppo, sarebbe stato proprio Bertelli a spingere maggiormente per portare a termine l’acquisizione, dimostrando una forte determinazione nel voler integrare il brand nella famiglia Prada.

L’accordo è stato fortemente anticipato dalle voci del settore e si è concretizzato grazie a una finestra esclusiva concessa a Prada a inizio 2025. La transazione si è accelerata ulteriormente dalla presenza in Italia di John Idol, CEO di Capri Holdings, che ha contribuito alla conclusione positiva dell’operazione, nonostante gli ostacoli che si sono presentati lungo il cammino. Secondo alcune indiscrezioni, il prezzo inizialmente fissato a 1,8 miliardi di euro è stato poi negoziato e ridotto a 1,5 miliardi, prima di giungere infine a 1,25 miliardi al closing. In questa operazione, Prada è stata supportata da Citi, Goldman Sachs e BonelliErede, mentre Capri Holdings ha ricevuto consulenza da Barclays, con il supporto finanziario di Intesa Sanpaolo e BNP Paribas-BNL.

Per Capri Holdings, la vendita di Versace rappresenta un passo necessario per ristrutturare le proprie finanze, dopo il fallimento della fusione da 8,5 miliardi di dollari con Tapestry, che è stata annullata lo scorso novembre. L’azienda ha visto crollare il proprio valore azionario da 41 a 12,5 dollari per azione, costringendo il gruppo a riconsiderare la propria strategia. In questo contesto, la cessione di Versace è stata percepita come un’opportunità per liberare risorse e focalizzarsi su altri aspetti strategici.

Nel frattempo, Versace ha vissuto un periodo di trasformazione anche a livello creativo. Un importante cambiamento ha visto Dario Vitale, ex stilista di Miu Miu, assumere la direzione creativa di Versace al posto di Donatella Versace. Sebbene il passaggio di testimone sia stato un elemento fondamentale per il rilancio del brand, Andrea Guerra ha chiarito che Prada non è stata coinvolta nella scelta di Vitale, definendo la sua decisione come «completamente personale». Il CEO di Prada ha dichiarato: «Siamo stati felici di averlo visto crescere all’interno di Miu Miu, ma la sua decisione di lasciare è stata una scelta individuale. Non siamo stati consultati in alcun modo, ma auguriamo il meglio a lui e al team di Versace».

L’acquisizione di Versace è in linea con la strategia di crescita mirata di Prada, che ha registrato nel 2024 risultati record, con ricavi di 5,4 miliardi di euro e una crescita del 93% nelle vendite retail di Miu Miu. L’ingresso di Versace nella famiglia Prada rappresenta quindi un ulteriore consolidamento della sua posizione di leadership nel panorama del lusso mondiale, amplificando la portata del gruppo e permettendo di accedere a nuovi segmenti di mercato.

Un elemento cruciale dell’accordo è che, mentre Versace è stato acquisito, il marchio Jimmy Choo non è incluso nella transazione, come inizialmente previsto. Questa esclusione ha probabilmente consentito a Prada di ottenere un ulteriore sconto sul valore complessivo dell’accordo. Tuttavia, la decisione di non includere Jimmy Choo, nonostante fosse stato parte del pacchetto iniziale, è stata presa con l’intenzione di focalizzarsi sulle sinergie tra i brand di lusso più affini a Prada e Versace.

Patrizio Bertelli, presidente e amministratore delegato di Prada, ha concluso la conferenza stampa con una dichiarazione che evidenzia l’approccio fiducioso del gruppo nei confronti di questa acquisizione: «La nostra organizzazione è pronta a scrivere una nuova pagina nella storia di Versace, mettendo a frutto i valori fondamentali del nostro gruppo, e lavorando con determinazione per il futuro».

In questa nuova fase per il lusso italiano, l’acquisizione di Versace da parte di Prada segna una tappa fondamentale che consolida non solo la posizione di Prada nel panorama del lusso globale, ma anche la sua capacità di innovare e guidare il settore con una visione di lungo termine, in un mercato sempre più competitivo e in rapida evoluzione.

 

 

 

 

 

 

Alessandro Sicuro
Brand Strategist | Photographer | Art Director | Project Manager
Alessandro Sicuro Comunication

 


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