Maggio 5, 2026

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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FIRENZE HA UN PRIMATO: AL TENAX SI È SCRITTA LA STORIA DEL ROCK

 

Per chi vive di comunicazione, arte, visual, fotografia e cultura, il Tenax non è mai stato “solo un posto dove si balla”. È stato un campo magnetico: un laboratorio aperto in cui l’immagine diventava vibrazione e il ritmo teneva insieme una comunità affamata di linguaggi nuovi. “Discoteca” suona stretto: lì la musica non arredava, trasformava. Per chi l’ha respirato da ragazzo, significava partecipare a un vero rinascimento culturale.

La nascita è settembre 1981, sospinta dal vento che arrivava dal Regno Unito — new wave, dark, punk. A Firenze, in un’Italia che cambiava, tre giovani imprenditori accendono la miccia: Roberto Nistri (editore di Controradio), Sandro Coragli e Lando Di Bari. Il Tenax nasce innovativo e alternativo, attento ai nuovi stili e alle collisioni tra mondi; e il DNA “contro” di Controradio — nata nel ’75 e pioniera nel dare spazio a culture giovanili e suoni fuori dal coro — si riflette nella programmazione e nell’energia del pubblico. La produzione artistica di Nistri nell’ecosistema Controradio fu determinante nel definire identità e scouting del club.

Da lì, la scena cambia pelle senza perdere l’anima. Dalle notti che hanno riscritto l’immaginario europeo all’ascesa dei DJ-producer che trasformano la consolle in strumento di ricerca, il Tenax diventa istituto culturale della notte. Attori, scrittori, cantanti, uomini e donne di cultura si avvicendano tra quelle mura; luci, suono, corpi e sguardi compongono, ogni volta, un’estetica totale. La cronologia del club racconta bene il passaggio: dal fervore post-punk/new wave all’apertura alle nuove generazioni, fino alla centralità del DJ-set nella stagione più recente.

Una Hall of Fame lunga quanto un atlante spiega da sola perché “discoteca” sia riduttivo. Senza farne un listino: l’epopea new wave (New Order, Bauhaus, Sisters of Mercy, Tears for Fears, Human League), la traiettoria pop-colta e alternativa (Radiohead, Procol Harum, Frankie Goes to Hollywood, The Jesus and Mary Chain, The Stranglers) e, quando la notte diventa laboratorio elettronico, passaggi che hanno fatto scuola (Daft Punk, Basement Jaxx, Kruder & Dorfmeister, Thievery Corporation), fino ai grandi della club culture e ai resident che segnano un’epoca. Non un cartellone: una mappa del contemporaneo.

A metà degli anni Novanta il rilancio allarga il palinsesto e riafferma una linea qualitativa che integra live e club culture internazionale. La differenza — ieri come oggi — sta nella continuità della scena: non l’evento usa-e-getta, ma un ecosistema che resiste e si evolve. Anche per questo il Tenax continua a vivere nell’immaginario globale dei club-istituzione.

 

 

 

 

Alessandro Sicuro

Brand Strategist | Photographer | Art Director | Project Manager
Alessandro Sicuro Comunication



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