Settembre 20, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

Free Press And Culture On Line

☛ An earthquake is coming in Europe.

An earthquake is coming in Europe.

The earthquakes are the next elections and referenda. Looming confrontation between politics and finance. The national parliaments on the one hand and the ECB and the IMF on the other. On May 6 they will vote in Greece and the new government could reject the agreements with the EU to avoid the default. Hollande is favored in France, his position is contrary to social cuts to encourage European directives. The Treaty of stability, said: “We add a section on growing or not ratify.” Marine Le Pen had 20% with a program eurofobo and his consent can not fail to influence the new occupant of the Elysée. On May 31 there will be a referendum in Ireland on the new budget rules sought by Germany, the “fiscal compact” that in Italy has been approved without any popular consultation in the best traditions of a party-state and undemocratic.
Even where there are early elections are opening up the deep faults in the Netherlands the government has resigned Rutte because of expected cuts in public spending austerity would be lost without it triple A. .. In Holland you go to the polls on September 12, the PVV of Geert Wilders antieuro could depopulate. Where policies of taxes and blood in the name of the euro have been applied, the results were pitch of shrimp, there was a steady deterioration. The debt has increased, as in Italy, or the country is literally bankrupt as in Greece where there was a silent default. There was, but I should not call around (*). Today Standar & Poor’s has downgraded Spain from A to BBB +, essentially increases the interest owed to those who buy Spanish titles. Interest will be honored with the cutting of social spending. All the poor, but for what? To become cannon fodder like bulls in bullfights?
José Ignacio Torreblanca, a professor at the UNED University wrote in the Financial Times yesterday a long article entitled “Time to say enough to nonsense austerity.” Writes “Next week will be two years since the first Zapatero adopted austerity measures. These measures behaved the suicide of the Spanish Socialist Party. Now the Conservatives are in a similar situation, after 100 days in office have led to great austerity beyond their electoral mandate and this only to find themselves in the financial situation of Zapatero. It ‘s outrageous that while the Spaniards are suffering from the recession and unemployment (of 24.44%, ed) Jens Weidmann, president of the Bundesbank and a member the ECB, said that the 6% interest for the Spanish government securities “is not the end of the world ‘.’ concern that the EU supports the heavy spending cuts in education and research in Spain deliberately ignoring that this is incompatible on a model of development … It ‘s time to say enough. ”

At stake is not only the euro, but a model of development and overcome the destruction of welfare states. They never give up. Neither will we. See you in Parliament.

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Italian version:

Un terremoto è in arrivo in Europa.

Le scosse sismiche sono le prossime elezioni e ireferendum. Si profila un confronto tra politica e finanza. I parlamenti nazionali da una parte e la BCE e il FMI dall’altra. Il 6 maggio si voterà in Grecia e il nuovo Governo potrebbe rigettare gli accordi presi con la UE per evitare il default. In Francia Hollande è favorito, la sua posizione è contraria ai tagli sociali per favorire le direttive europee. Sul trattato di stabilità ha dichiarato “Aggiungiamo una parte sulla crescita o non lo ratificheremo“. Marine Le Pen ha ottenuto il 20% con un programma eurofobo e il suo consenso non potrà non influenzare il nuovo inquilino dell’Eliseo. Il 31 maggio in Irlandasi terrà un referendum sulle nuove regole di bilancio volute dalla Germania, il “fiscal compact” che in Italia è stato approvato senza alcuna consultazione popolare come nelle migliori tradizioni di uno Stato partitocratico e non democratico.
Persino dove non vi sono elezioni a breve si stanno aprendo delle faglie profonde, inOlanda si è dimesso il Governo Rutte a causa dei previsti tagli alla spesa pubblica, senza austerity si perderebbe infatti la tripla A… In Olanda si andrà alle urne il 12 settembre, il Pvv antieuro di Geert Wilders potrebbe spopolare. Dove le politiche di tasse e sangue in nome dell’euro sono state applicate i risultati sono stati a passo di gambero, c’è stato un costante peggioramento. Il debito pubblico è aumentato, come in Italia, o il Paese è letteralmente fallito come in Grecia dove è avvenuto un default silenzioso. C’è stato, ma non si deve dire in giro (*). Oggi Standar&Poor’s ha declassato la Spagna da A a BBB+, in sostanza aumenta l’interesse dovuto a chi acquista titoli spagnoli. Gli interessi saranno onorati con il taglio delle spese sociali. Tutti più poveri, ma per cosa? Per diventare carne da macello come i tori nelle corride?
José Ignacio Torreblanca professore alla UNED University ha scritto ieri sul Financial Times un lungo articolo dal titolo “Tempo di dire basta al nonsenso dell’austerity“. Scrive “La prossima settimana saranno due anni da quando Zapatero adottò le prime misure di austerità. Queste misure comportarono il suicidio del Partito Socialista spagnolo. Ora i Conservatori si trovano in una situazione simile, dopo 100 giorni di governo hanno portato l’austerità bel al di là del loro mandato elettorale e questo solo per trovarsi nella stessa situazione finanziaria di Zapatero. E’ oltraggioso che mentre gli spagnoli soffrono per la recessione e per la disoccupazione (del 24,44%, ndr) Jens Weidmann, presidente della Bundesbank e membro della BCE, affermi che il 6% di interesse per i titoli pubblici spagnoli “non è la fine del mondo”. E’ preoccupante che la UE sostenga i pesanti tagli alla spesa dell’educazione e della ricerca in Spagna ignorando deliberatamente che ciò è incompatibile on un modello di sviluppo… E’ tempo di dire basta!“.
In gioco non c’è solo l’euro, ma un modello di sviluppo superato e la distruzione degli Stati sociali. Loro non si arrenderanno mai. Noi neppure. Ci vediamo in Parlamento.

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