SEGNALI DI RIPRESA, SOLO NELLE DICHIARAZIONI O SEGNI STRUTTURALI? VEDIAMO LO SCENARIO

Spread sotto quota 315, Borsa in rialzo
Btp Italia a ruba, boom di richieste:
dieci miliardi in tre giorni

ROMA – Spread in forte calo e giornata positiva per le principali Borse europee. La maggior partedei listini ha imboccato la strada del rialzo dopo la conferma del rating alla Spagna da parte di Moody’s. L’agenzia ha sottolineato inoltre che il rischio che Madrid «perda accesso al mercato si è materialmente ridotto grazie alla volontà della Bce di portare avanti l’acquisto di titoli di stato spagnoli». Rassicurazioni che hanno fatto scendere i tassi sui titoli di Stato italiani e spinto in rialzo le Borse. A fine seduta Piazza Affari ha registrato il miglior guadagno fra le piazze continentali con un +1,56%. Londra ha chiuso con un +0,69%, Francoforte +0,25% e Parigi +0,76%.

Il differenziale tra Btp e Bund a 10 anni rivede i minimi dallo scorso giugno: lo spread è sceso a 313 punti base, contro i 339 della chiusura di ieri, ai minimi dallo scorso mese di marzo. Scende invece ai minimi da quasi un anno e mezzo il rendimento del Btp a 10 anni: il tasso è calato sotto il 4,80% (a 4,76%) rivedendo i minimi da metà giugno del 2011.

Boom di Btp Italia nel terzo giorno di negoziazione.Complice il miglioramento degli spread, i titoli offerti dal tesoro sono andati a ruba con 4,6 miliardi di euro sottoscritti. In tre giorni sono stati acquistati quasi 10 miliardi di Btp Italia – titolo indicizzato all’inflazione italiana, con cedole semestrali e durata quadriennale, pensato soprattutto per le esigenze dei risparmiatori e dei piccoli investitori – più di quanto fatto nelle due precedenti emissioni messe insieme. La terza edizione del Btp Italia, che si chiuderà giovedì, sta battendo le due precedenti edizioni, di marzo e giugno, in cui erano stati raccolti ordini, rispettivamente, per 7,29 miliardi e 1,74 miliardi di euro. Sul titolo si sono mossi anche gli investitori istituzionali. Accanto ai piccoli risparmiatori che comprano tagli nell’ordine delle migliaia di euro, si sono infatti viste anche richieste più consistenti di trenta, cinquanta, ottanta milioni di euro. Il titolo, offre infatti un rendimento maggiore (2,55% minimo) rispetto a Btp non indicizzati all’inflazione con vita residua di 4 anni, negoziati sul mercato a un rendimento intorno al 2,43%.

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Grilli:”Fuori dalla crisi nel 2013″

20:42 – “Noi prevediamo che usciremo dalla crisi. Ci sono diverse cose che devono capitare”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli. “La crisi mondiale deve attenuarsi, il ciclo economico globale deve riprendere velocità e le previsioni sono in tal senso, come anche gli effetti delle nostre riforme strutturali”, ha aggiunto. “Riteniamo che il 2013 sarà il momento in cui tali effetti saranno visibili”.

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Doppio messaggio rassicurante dagli Usa, mercati tonici

Di Ilaria Ammendola

Dopo Citigroup e Goldman Sachs oggi sfila Bank of America. La casa d’affari statunitense è riuscita a chiudere il terzo trimestre in utile nonostante gli impatti negativi di 1,6 miliardi legati alla risoluzione di alcune dispute legali nate a seguito dell’acquisizione di Merrill Lynch, di 1,9 miliardi causati dal maggior valore di titoli di debito e di 0,8 miliardi per oneri fiscali aggiuntivi nel Regno Unito.

L’utile è comunque sceso a 340 milioni di dollari dai 6,23 miliardi (0,56 dollari per azione) dello stesso periodo lo scorso anno, ma ha nettamente superato le stime degli analisti che si aspettavano una perdita di 0,7 dollari per azione. Anche i ricavi sono diminuiti del 28% a 20,43 miliardi. In questo caso sono leggermente inferiori rispetto alle previsioni di 21,89 miliardi.

Inoltre, gli accantonamenti per perdite su crediti sono scesi a 1,77 miliardi dai 3,41 miliardi dell’anno precedente (risultano invariati rispetto al secondo trimestre). Le stesse voci fondamentali come i prestiti continuano a calare e i depositi ad aumentare.

Ma a sorprendere gli analisti non sono solo i conti di Bank of America, bensì anche i dati macroeconomici statunitensi. Le nuove case negli Stati Uniti sono aumentate del 15%, a 827 mila, mentre la richiesta di permessi di costruzione è salita dell’11,6%, a 894 mila, superando così le attese degli analisti che avevano stimato 770 mila nuove abitazioni.

I dati suggeriscono che la crescita dell’immobiliare si sta rafforzando ancora di più e si collega all’aumento dell’ottimismo tra i costruttori negli ultimi mesi. Andrew Grantham, economista di Cibc, sostiene che il settore delle costruzioni residenziali darà ancora una volta un contributo leggermente positivo alla crescita americana.

Tutto ciò non fa che consolidare il sentiment, già positivo per via delle notizie positive sulla Spagna tanto che Madrid resta in testa alle borse in Ue con un progresso dell’1,23%. Milano sale dell’1,06%, più caute le altre con Parigi in rialzo dello 0,31%, Francoforte dello 0,12% e Londra dello 0,59%. L’euro è vicino ai massimi intraday a 1,3130 sul dollaro. Spread sempre più contratti: il differenziale tra Btp e Bund ha testato i nuovi minimi di seduta a 319 punti base, così come quello tra Bonos e Bund, sceso ulteriormente a 390 punti base.

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Hollande: “Sono per Ue a più velocità”
L’Europa è “vicinissima a uscire da crisi”

l peggio è passato: parola di François Hollande. La crisi sembra essere ormai alle spalle, almeno secondo il presidente francese che per peggio intende “la paura dell’esplosione della zona euro”. Lo dichiara al quotidiano italiano La Stampa.

Hollande che, inoltre, sembra voler riprendersi quella veste di presidente “sociale” contrapposta alla figura rigida ed austera della Merkel dopo settimane in cui più di una voce iniziava a chiedersi quale fosse la vera differenza tra i due.

“Nell’interesse di tutti” ha affermato Hollande “non è possibile infliggere una condanna a vita a nazioni che hanno già fatto sacrifici considerevoli se, a un certo punto, i popoli non vedono i risultati dei loro sforzi. E’ compito della Francia convincere i nostri partner che l’austerità non è una fatalità”.

Altra frecciatina agli amici-nemici tedeschi Hollande la riserva quando dichiara che “non è ammissibile che, nello stesso spazio monetario, ci siano Paesi che si finanziano all’1% a dieci anni e altri al 7”. In questo senso, l’ex sfidante di Sarkozy si augura che la Francia possa essere la cerniera tra l’Europa mediterranea e quella settentrionale.

Ma cosa fare adesso che, a quanto pare, la crisi è passata? La parola magica è “unione politica” che secondo Hollande arriverà dopo quella bancaria, di bilancio e quella sociale. In termini cronologici i primi passi verso un’unità politica si avranno dopo le elezioni europee del 2014.

Nel frattempo, però, bisogna riconquistare la fiducia dei cittadini europei, stremati dalle misure di austerità. “La più grande minaccia che pesa sull’Europa è di non essere amata” ha dichiarato Hollande alla Stampa “di essere vista nel migliore dei casi come un austero sportello bancario e nel peggiore come un riformatorio. E tuttavia, l’Europa resta la più bella avventura del nostro continente”.

Fonte: La Stampa

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MONTI DICE DI AVERE FIDUCIA PERCHE’ VEDE LA LUCE.

Bologna, 17-10-2012

“Abbiamo dovuto compiere un’operazione brutale, non abbiamo agito con un bisturi fine nei tempi lunghi, abbiamo dovuto evitare una catastrofe” e dunque “dobbiamo sorprenderci che non si vedano per ora molti segnali di crescita? Non dobbiamo sorprenderci, era inevitabile”. Lo ha detto il premier Mario Monti parlando a Bologna alla 29° assemblea annuale dell’Anci.

“Tutto quello che abbiamo fatto nella estirpazione del cancro finanziario era orientato alla crescita” ha detto ancora Mario Monti.

Le semplificazioni, la lotta senza quartiere all’evasione fiscale e la legge contro la corruzione sono elementi fondamentali della politica del Governo per la crescita, ha spiegato il premier.

“Non ho mai usato in vita mia – ha detto Monti – l’espressione ‘metterci la faccia’, ma capita anche a me. Metto la faccia per il Paese. In un colloquio con l’emiro del Qatar mi sono sentito dire”, ha continuato, che la corruzione era il fattore principale che aveva trattenuto il Paese dall’investire in Italia. “Come posso non sostenere – ha sottolineato Monti – che la legge contro la corruzione non sia un fattore fondamentale per attrarre investimenti dall’estero?”.

“Non sono interessato – ha continuato – a influenzare la vostra opinione sull’operato del governo, ma sono interessato a influenzare il vostro tasso di speranza nel futuro dell’Italia. Sono stati iniettati” nell’economia italiana “materiali che non bastano ma che stanno gia operando”.

“I benefici della prevenzione si avvertono in un tempo lontano, diceva Kofi Annan. I danni di politiche economiche poco responsabili si avvertono in un futuro poco lontano”, ha proseguito il Presidente del Consiglio.

“I governi che seguiranno non potranno che essere migliori  – dice Monti – perche’ avranno capito, sull’esperienza di quest’anno, cosa serve veramente al Paese”.

Monti ha infine sottolineato: “Tutto il lavoro mio e del governo va nella direzione di sgomberare dall’Italia, un po’ alla volta, quel materiale che blocca nei fatti l’economia, che sono le rendite di posizione e i privilegi”.

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