☛ La Libreria Edison a Firenze. La città non vuole perdere la sua oasi intellettuale.

LA LIBRERIA EDISON A FIRENZE

La storica e rinomata Libreria Edison a Firenze,

luogo di riferimento per gli intellettuali fiorentini

L’annuncio della chiusura della Libreria Edison di Piazza della Repubblica, nel cuore di Firenze, a due passi dal Duomo, dal Museo degli Uffizi, Palazzo Vecchio, Palazzo Pitti,  non è solo un  colpo basso alla cultura e a tutto ciò che ci gira intorno, non è soltanto la privazione per i fiorentini di un luogo sacro per la riflessione, la conversazione letteraria e il dialogo scientifico. E’ un impoverimento progressivo del centro storico che è iniziato anni   or sono con la cessione dei locali di altre librerie e caffè’ culturali e cinema per dare il posto a locazioni molto più’ commerciali.            La Edison è sempre stato un luogo di incontri tra studenti, intellettuali, persone che decidevano di andare a prendere un tè o un caffè con l’idea di leggersi la prefazione o qualche pagina di un libro, che poi avrebbero comprato, oppure per consultarne altri per la propria ricerca personale,
dimenticandosi, in quell’oasi meditativa, del resto del mondo. Tutto ciò immerso in un clima ovattato e intriso di energia poetica e bohémienne, nel centro di una città che come sappiamo tutti avvia all’arte come un buon vino incita alla buona tavola. E cosa dovrei pensare d’ora in poi? che tutto questo non sarà più’ possibile perché qualcuno in alto non ha più’ il suo tornaconto? non è solo questione di denaro credetemi, c’è molto di più  e domenica ho potuto verificare questo concetto personalmente.

Ero andato in centro per fare altre domande ai gestori della Edison, così per poter comporre il mio articolo e postarlo sul mio blog. Ho provato a chiedere ai responsabili amministrativi della libreria se fosse un problema di perdite di bilancio o di un cash flow insufficiente, vista la crisi, non più’ di quella perdita sintomatica che una crisi come questa può’ portare ma tutto sotto controllo, la risposta…  niente che non si potesse recuperare con un buon piano di rilancio. In linea generale la Edison incassa e lavora bene come sempre, lo dimostra il fatto che gli stipendi ai dipendenti e l’affitto dei locali vengono pagati regolarmente. E allora qual è  il problema mi sono chiesto?  tra le notizie, i retroscena, i rumors ho capito che qualche vincolo storico fosse stato ignorato o male interpretato precedentemente, per esempio nel concedere il permesso all’ Hard Rock caffè, visto che il Gambrinus, (il cinema che si trovava lì prima di questo) era ed è sempre stato un cinema storico nel quale i Fiorentini si recavano spesso e con piacere estremo, ebbene tale vincolo storico, “poteva essere di nuovo ignorato” visto le voci di un insediamento nella sede di una famosa azienda  di computer Americana. Non per questo che io sia contrario alle società americane o all’Hard rock caffè, dico solo che non fanno parte del nostro retaggio storico. Dunque questo vincolo storico, legato ai locali della libreria Edison stava per essere ancora forzato per dare spazio forse a qualche performante “generatore di flusso di cassa”, un bello store all’americana che  si sarebbe dovuto insediare al posto della nostra amata Libreria.

L’EVOLUZIONE DI DOMENICA: sono arrivato in piazza di fronte alla Edison nel pomeriggio di domenica 11 nov. ed ho  notato una folla di persone ferme sotto la pioggia di fronte all’ingresso, sono entrato, ed in mezzo allo spettacolo poco edificante e triste di quegli scaffali semivuoti e saccheggiati dagli ultimi compratori che cercavano di portarsi via il ricordo o l’affare , visti gli sconti altissimi, vedevo le facce di uomini e donne delusi, rassegnati, ad un destino triste e inevitabile. In alto nel centro della sala il comitato sindacale dei rappresentanti   dei dipendenti Edison, che leggevano i risultati delle firme di adesione alla petizione ben 30.000. Ho sentito parlare Staino, Landini e molti altri intellettuali. Ho potuto seguire la partecipazione di un politico nazionale, Nichi Vendola, il quale mi ha veramente stupito prima di tutto perche’ un politico da Bari venisse fino a Firenze per sostenere la Libreria Edison ( anche se in campagna elettorale), sia nella qualità concettuale che nelle tematiche affrontate, una fra tutte l’incitazione a Firenze ed ai fiorentini a non lasciare che tutto diventi merce, mercato, flusso di cassa, business. Noi non siamo la nostra economia, noi siamo la nostra anima, la nostra coscienza , la nostra cultura, tutte quante contribuiscono alla formazione della nostra identità’ che non si ferma e non inizia solo a Firenze ma, parte da qui per diffondersi in tutto il territorio nazionale, andiamo in piazza come oggi per la Edison e gridiamo forte: che noi vogliamo riprenderci la nostra storia la nostra cultura e la nostra anima che rappresenta quel codice identitario che ha reso grande questo paese nel mondo, per tutto quello che rappresenta bellezza e armonia, buona educazione e rispetto di noi stessi e degli altri.

LA STORIA DI QUESTA VICENDA: La notizia della chiusura di questo luogo ha scosso le coscienze dei fiorentini e “non solo”, man mano che i dipendenti della Libreria Edison informavano il mondo della sua potenziale chiusura è iniziata un passaparola on-line ed off line incrementale che ha portato a una sensibilizzazione globale talmente elevata da portare a firmare qui a Firenze personaggi come Nichi Vendola, il quale domenica 11 ha addirittura parlato di fronte alla Edison , sposando la battaglia dei giovani dipendenti librai.  

L’INCONTRO CON RENZI – cambiando gli scenari di conseguenza sono mutati anche gli obbiettivi: “Ad
oggi questa vicenda mi pare archiviata”
– ha sottolineato Renzi – perché il clima che si è venuto a creare ha provocato una situazione diversa rispetto a quella che c’era fino a qualche settimana fa. In passato – ha continuato Renzi – siamo stati disposti a ragionarne in presenza di un riequilibrio complessivo, se cioè ci fossero state le condizioni per aumentare i posti di lavoro“. Quindi dopo la rinuncia della mela, il ritorno al vecchio: lavoro ma all’interno di un contenitore culturale e non hi-tech. “Faremo di tutto – ha concluso il sindaco – insieme alle forze sociali e ai lavoratori, per assicurare alle donne e agli uomini che lavorano alla Edison di mantenere il loro posto di lavoro. Dal nostro punto di vista la priorità è quella di mantenere viva la presenza non solo occupazionale ma anche culturale in città, evitare cioè la desertificazione culturale del centro, e continuare ad avere questo presidio di bellezza e libertà nel cuore della città”.  

IL RETROFRONT DI APPLE –
Vincolo storico ma non solo. Renzi durante l’incontro ha assicurato il suo impegno affinché siano tutelati i 38 posti di lavoro della storica libreria di piazza della Repubblica, a cui resta resterebbero 20 giorni di vita. E’ noto che il primo cittadino avrebbe sposato di buon grado l’operazione Apple, proprio sulle orme dell’ affaire Hard Rock Caffe. Nuovo ‘skyline’ della piazza, con la mela a far da protagonista, nuovi posti di lavoro si ma a che prezzo. Poi qualcosa è cambiato. Vuoi per le polemiche, la petizione, la posizione ‘scomoda’ di Feltrinelli, la levata di scudi di artisti e mondo dell’accademia, sta di fatto che la creatura di Steve Jobs ha preferito fare un passo indietro. Anzi di lato, visto che, come scritto sulle pagina del Corriere Fiorentino esattamene una settimana fa, l’operazione potrebbe concretizzarsi nel palazzo che oggi ospita, sempre in piazza, la Banca Nazionale del Lavoro. Donando alla piazza due alternative di natura davvero democratica, sulla destra la vecchia e storica libreria cartacea, sulla sinistra la tecnologica libreria digitale della mela americana, ognuno potrà scegliere, e confrontare anzi condividere antiche saggezze e retaggi storici con nuovi sistemi di memorizzazione e di computo digitale.  

I RUMORS – Alla fine della battaglia, dopo settimane di guerriglia civile e davvero encomiabile che il comitato
di rappresentanza dei dipendenti della Edison,  la raccolta firme, il sostegno di migliaia di fiorentini, gli spettacoli teatrali, i flash mob., i dibattiti, i librai hanno portato a casa il risultato. Il vincolo resterà in vita. “Preservato il vincolo – ha affermato Dario il responsabile rappresentanti Edison. – il fronte della nostra battaglia ora si sposta sul nostro futuro, i nostri posti di lavoro. Renzi ci ha confermato che la libreria funziona e continuerà ad essere uno spazio della cultura fiorentina. Ci ha anche detto di aver già parlato con altri imprenditori fiorentini per una eventuale riapertura. “Red di Feltrinelli è un’ipotesi”, come tante altre. Ma al di là di chi verrà, Feltrinelli o una cordata di imprenditori fiorentini, la nostra speranza ora è quella di essere reintegrati dentro la libreria”.  

I PROGETTI FUTURI: Adesso a mio avviso inizia la vera battaglia, quella dei posti di lavoro, quella della riqualificazione dell’azienda,  di far passare dalle parole ai fatti le promesse di Renzi, il quale ci mette sempre molto entusiasmo e grande energia nelle sue competizioni, e quasi sempre porta grossi risultati,  ma il sindaco è in campagna primarie,  dunque… Raccogliamo quindi il suo slancio e la sua dimostrazione di coerenza ed imprimiamo a questo progetto la forza necessaria.

UN PIANO ATTRATTIVO PER GLI INVESTITORI: Serve un team di manager che si occupi del progetto di “ripartenza”. Serve un business plan con un buon piano aziendale, che leghi alla nuova gestione obiettivi ancora più’ accattivanti, più’ attrattivi, magari per attrarre investitori legati sentimentalmente alla struttura ed in modo particolare alla idea del centro ludico e culturale EDISON. Ci vuole un manager che sappia  scrivere il business plan, il piano dovrà abbracciare due cose principali: Rispetto della tradizione culturale, storica e letteraria e al contempo un utilizzo degli spazi e delle risorse umane ed economiche, coerente con la creazione dell’utile aziendale, non per trasformarsi in un freddo generatore di danaro, ma per rendere possibile il sostentamento della azienda e la soddisfazione degli investitori.  E in ultima analisi, poter dimostrare che se la bellezza, l’armonia e la cultura hanno reso grandi e potenti i Medici un tempo,  potrà farlo anche con i loro degni successori.

Concludendo con una citazione:  Se dovessi ricominciare a vivere la mia vita, adotterei come regola quella di leggere della poesia e di ascoltare della musica almeno una volta alla settimana, poiché, forse le parti del mio cervello ora atrofizzate sarebbero mantenute attive dall’uso.   Charles Darwin

✎ Alessandro Sicuro

2 thoughts on “☛ La Libreria Edison a Firenze. La città non vuole perdere la sua oasi intellettuale.

  1. L’importanza ed il valore dei libri trova la sua sintesi nella frase dello scrittore americano Morley che dice: “Quando si vende un libro a una persona, non gli si vendono soltanto dodici once di carta, con inchiostro e colla, gli si vende un’intera nuova vita. Amore, amicizia, e navi in mare di notte; c’è tutto il cielo e la terra in un libro, in un vero libro”.

    E’ proprio così: entrare in un libro è intraprendere un viaggio nella memoria proiettata nel futuro, dove la realtà diviene meno vivida e concreta, ma più soffusa e particolareggiata, tanto da stimolare l’attenzione del lettore e permettergli di uscire dai suoi luoghi comuni e conosciuti e di liberarsi verso altri pensieri.

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