UNA PRECISAZIONE GIURIDICA CHE GLI ITALIANI SI ASPETTANO
Nel 2013 le riserve auree complessivamente attribuite alla Banca d’Italia ammontavano a circa 2.435–2.452 tonnellate di oro, una quantità che collocava l’Italia tra i primi tre detentori mondiali. Il valore complessivo di tali riserve, espresso in euro, era stimato intorno ai 110 miliardi di euro, in base alle quotazioni dell’oro di quel periodo.
Questo dato rappresenta il totale delle riserve auree in carico alla Banca d’Italia, indipendentemente dal luogo in cui l’oro fosse fisicamente custodito. Su questo punto non vi sono incertezze.
È noto che una parte significativa delle riserve, stimata in circa un terzo del totale, risultava custodita presso i caveau della Federal Reserve di New York. Tale collocazione risale al secondo dopoguerra ed è legata agli assetti monetari internazionali e ai rapporti di cooperazione tra banche centrali. Nel 2013 questa informazione era pubblica e riconosciuta.
La parte restante delle riserve auree risultava custodita in parte in Italia, nei sotterranei della Banca d’Italia a Roma, e in parte presso altre banche centrali estere nell’ambito dei circuiti di cooperazione monetaria internazionale. Tuttavia, nel 2013 non risultava pubblicata una rendicontazione ufficiale e dettagliata che indicasse con precisione la distribuzione fisica dell’intero ammontare delle riserve per singola sede di custodia.
In altre parole, erano noti:
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il totale delle riserve auree;
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l’esistenza di una quota rilevante custodita negli Stati Uniti;
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la presenza di oro nei caveau della Banca d’Italia.
Non risultava invece disponibile, in forma pubblica e sistematica, un prospetto che indicasse quante tonnellate fossero custodite a Roma e quante presso ciascuna delle altre banche centrali estere eventualmente coinvolte.
In questo contesto si collocano le dichiarazioni rese nel 2009 da autorevoli esponenti delle istituzioni monetarie europee. In occasione di un dibattito sulla tassazione delle plusvalenze sull’oro, il presidente della Banca Centrale Europea Jean-Claude Trichet affermò che l’oro della Banca d’Italia doveva considerarsi di proprietà del popolo italiano. Poco dopo, anche il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi dichiarò che le riserve auree «appartengono agli italiani».
Si tratta di affermazioni che aprono una questione di interpretazione giuridica, ma che pongono anche un tema di carattere informativo: se l’oro è indicato come patrimonio del popolo italiano, appare legittimo chiedersi dove sia fisicamente custodito l’intero ammontare delle riserve.
La risposta a tale domanda non implica automaticamente valutazioni politiche o decisioni operative, che restano di competenza delle autorità monetarie e dei rispettivi uffici legali. Riguarda piuttosto un tema di trasparenza e conoscibilità di un patrimonio di rilevanza nazionale.
DISCLAIMER: Questo articolo è stato scritto nel 2013 ed è presentato a scopo esclusivamente descrittivo e informativo.
Il testo non assume posizioni politiche, non formula giudizi economici né propone soluzioni operative. Non costituisce consulenza finanziaria, economica o giuridica. Ogni decisione relativa alla gestione, alla custodia o alla destinazione delle riserve auree rientra nella competenza delle autorità istituzionali e dei rispettivi organi legali.
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Alessandro Sicuro
Brand Strategist | Photographer | Art Director | Project Manager
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Bellissimo articolo! Consiglio anche due articoli sullo stesso tema: “Attacco dell’oro dell’italia” http://attiliofolliero.wordpress.com/2011/07/16/attacco-alloro-dellitalia/ e “Avevamo visto giusto: vanno all’attacco dell’oro dell’Italia” http://attiliofolliero.wordpress.com/2011/08/30/avevamo-visto-giusto-vanno-all%E2%80%99attacco-dell%E2%80%99oro-dell%E2%80%99italia/
Grazie per il reblog…
L’ha ribloggato su e ha commentato:
L’ORO CUSTODITO DALLA BANCA D’ITALIA DI CHI E’? E’ VERO CHE UN TERZO DI QUESTO ORO LO ABBIAMO DATO ALLA FEDERAL RESERVE PER PROTEGGERLO DALL’INVASIONE COMUNISTA E ADESSO LA FED NON VUOLE RESTITUIRLO?!
Thank you for the reblog. I learned more from the repost than I did the first time.
I hope that the gold that is in the basement of the banks are actually safe and well protected.
E’ fuori dubbio che l’oro della Banca d’Italia appartenga di diritto e a tutti gli effetti al Popolo Italiano, quindi allo Stato Italiano.
E’ anche doveroso dire che se una regione come quella del Veneto dovesse un domani ottenere e vedersi riconosciuta la propria indipendenza, la relativa quota parte dell’oro della Banca d’Italia dovrebbe essere ceduta al Veneto. La quota sarebbe quella per abitante residente la regione Veneto, rispetto alla totalità degli altri italiani, quindi quota parte.
Il pasticciaccio è voluto, ma in sede internazionale l’italia ne uscirebbe con le ossa rotte se venisse chiamata in causa appunto sul punto. Insomma non lo possono fare fuori senza incorrere nelle ire degli italiani o di parte di essi, attualmente residenti.
WSM
grazie
E gia tutto fuori dall’italia. Ormai è oro perduto…
Bene, ottimo articolo e oltretutto chiarificatore. Comunque, personalmente ritengo i tedeschi un po’ arroganti e se consideriamo che hanno perso 2 guerre viene da chiedersi come possano essere diventati la prima potenza europea. Detto questo, magari per una volta li ascolterei e con la vendita di uno 0,.. di oro si potrebbe azzerare sto cavolo di debito pubblico che serve solo come arma di ricatto e tiene/terrà in scacco anche le generazioni future. Naturalmente poi calo immediato della tassazione pazzesca che subiamo oggi, caccia al ladro, evasore ecc. chi froda le leggi paga e basta. Via le regioni a statuto speciale, o tutti speciali o nessuno, stop ai privilegi di ogni tipo e controllo minuzioso della spesa pubblica. È lo so, troppo semplice, mi sa che ci dovremo accontentare di un robusto innalzamento dell’età pensionabile tipo a 70/72 anni perché ci raccontano che non ci sono più soldini.. ma tonnellate d’oro a gogo questo sì!