Settembre 20, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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Alle PMI italiane serve credito e la BCE se ne accorge adesso.

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Allarme Bce quando ormai è gia’ tardi: “Crollo utili per piccole e medie imprese italiane. Serve credito”. Peccato che se ne accorga ora

Pmi al top nell’Eurozona per il peggioramento dei conti tra ottobre 2012 e marzo 2013. Le aziende della Penisola, poi, “hanno contribuito più di tutte all’aumento netto della necessità di prestiti bancari e aumento dello scoperto”.

Le piccole e medie imprese italiane segnano un record, ma non è una buona notizia. Lo ribadisce un allarme lanciato dalla Bce che sottolinea come le pmi italiane e spagnole siano al ‘top’ nell’Eurozona per quanto riguarda il peggioramento di utili e fatturato fra ottobre 2012 e marzo 2013. Quelle della Penisola, poi, “hanno contribuito più di tutte all’aumento netto della necessità di prestiti bancari e aumento dello scoperto”. Nel periodo in oggetto, del resto – aggiunge la Bce – le piccole e medie imprese di tutta l’Eurozona hanno visto “un aumento delle necessità di finanziamento” accoppiato a “un peggioramento della disponibilità di prestiti bancari“, quest’ultimo tuttavia in fase di attenuazione.

Il presidente della Banca Centrale europea, Mario Draghi, aveva già messo il dito nella piaga, anche se è stata la stessa Bce a cavallo tra il 2011 e il 2012 a concedere liquidità a tassi risibili agli istituti europei senza vincoli d’investimento. In un’intervista al Wall Street Journal, la “Rock star Draghi”, come era stato definito, il 15 aprile scorso aveva strigliato le banche per i tassi di prestito giudicati troppo alti ricordando come le aziende dei Paesi periferici, come quelle italiane, siano costrette a pagare interessi più alti rispetto alle imprese dei Paesi considerati più solidi. “E questo è un enorme problema per le piccole e medie imprese, che rappresentano il 98% delle aziende in Eurolandia, il 75% dell’occupazione e in genere non hanno alternative ai finanziamenti bancari”. Citando uno studio di Goldman Sachs, il Wsj sottolineava poi che le Pmi in Italia e Spagna pagano quasi il 6% d’interesse su un prestito di 1,5 miliardi di euro compreso tra uno e cinque anni, mentre le aziende concorrenti di Germania e Francia lo stesso ammontare di denaro circa il 3,5 per cento.

E il Codacons chiede che la Bce faccia la sua parte contro la crisi abbassando i tassi di interesse. “Per la Bce – si legge in una nota dell’associazione dei consumatori – il peggioramento delle prospettive di crescita ha pesato sulle condizioni più difficili di accesso al credito per le piccole e medie imprese italiane più che altrove nell’Eurozona. La Bce farebbe bene a non limitarsi a fotografare quello che sta accadendo o a stimolare i Governi, ma a prendere le misure necessarie di politica monetaria per favorire la crescita e l’accesso al credito”. L’associazione di consumatori, in particolare, chiede un abbassamento deciso del tasso ufficiale di riferimento di 0,50punti, ossia di portare il costo del denaro allo 0,25 per cento dall’attuale 0,75, e una nuova immissione di liquidità nel sistema, considerato che i precedenti prestiti di 116 miliardi del dicembre 2011 e di 139 del febbraio 2012 sono stati appunto tutti destinati all’acquisto di Bot e non certo a risolvere il problema della stretta del credito che sta attanagliando imprese e famiglie.

english version:

Alarm ECB when it is already ‘late: “Collapse useful for small and medium-sized Italian companies. Serves credit. ” Too bad noticing now
Eurozone PMI at the top for the worsening of accounts between October 2012 and March 2013. The companies of the Peninsula, then, “have contributed more than all the net increase of the need to increase the overdraft and bank loans.”
Small and medium-sized Italian mark a record, but it is not good news. This is underlined by an alarm raised by the ECB which emphasizes that the Spanish and Italian SMEs are at the ‘top’ for the Eurozone as regards the deterioration of profits and sales between October 2012 and March 2013. Those of the Peninsula, then “contributed most of all to the net increase of the need to increase the overdraft and bank loans.” During the period in question, for that matter – adds the ECB – the small and medium-sized businesses across the Eurozone have seen “an increase in funding requirements” coupled to “a deterioration in the availability of bank loans,” the latter being, however, attenuation.

The President of the European Central Bank, Mario Draghi, had already put his finger on, even if it was the same ECB in between 2011 and 2012 to provide liquidity to European banks at rates laughable unconstrained investment. In an interview with the Wall Street Journal, the “Rock Star Draghi,” as it was defined, on April 15 was scrubbed banks to loan rates as too high remembering how companies in peripheral countries, such as Italian, are forced to pay higher interest rates compared to enterprises from countries considered most solid. “And this is a huge problem for small and medium-sized enterprises, which account for 98% of companies in the Eurozone, 75% of employment and generally have no alternative to bank loans.” Citing a study by Goldman Sachs, the Wall Street Journal pointed out that the SMEs in Italy and Spain pay nearly 6% interest on a loan of 1.5 billion Euros between one and five years, while competing companies of Germany and France the same amount of money about 3.5 percent.

And Codacons calls for the ECB to do its part against the crisis by lowering interest rates. “For the European Central Bank – said in a note of the consumer – the worsening of the growth outlook weighed on the most difficult conditions of access to credit for small and medium-sized Italian companies more than anywhere else in the Eurozone. The ECB would do well to not just take pictures of what is happening or to stimulate governments, but to take the necessary measures of monetary policy to promote growth and access to credit. ” The association of consumers, in particular, calls for a decided lowering of the official reference rate by 0.50 points, ie to bring the cost of borrowing to 0.25 percent from the current 0.75, and a new liquidity in the system, given that the previous loans of 116 billion in December 2011 and to 139 in February 2012 were in fact intended for the purchase of all Bot and certainly not solve the problem of credit crunch that is gripping businesses and households.

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