Settembre 19, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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Al Senato spunta una legge per uscire dall’Euro

Servivano 50mila firme, ne sono state raccolte il doppio

Al Senato spunta una legge per uscire dall’Euro

Un disegno di legge di iniziativa popolare, ma il progetto è della Lega Nord

Un referendum abrogativo per uscire dall’euro. L’ipotesi non è più un tabù. Poche settimane fa è stato presentato in Parlamento un disegno di legge che permetterà di dire addio alla moneta unica. Il progetto è della Lega Nord, anche se il ddl non porta la firma del partito di Roberto Maroni.

È una proposta di legge di iniziativa popolare. Costituzione alla mano erano necessarie 50mila firme, ma la richiesta di un referendum sull’euro è stata sottoscritta da circa 100mila elettori. Seppure lontani dal milione di adesioni previste a via Bellerio, si tratta di un dato estremamente rilevante.

Il documento è stato presentato al Senato lo scorso 11 aprile – è il n.545 – insieme ad altri due ddl. Un disegno di legge rivoluzionario nella sua semplicità. Oggi la Costituzione vieta il ricorso a una consultazione popolare sull’euro: l’articolo 75 della Carta non permette di indire referendum, tra le altre cose, per «leggi tributarie» e per ratifiche di trattati internazionali. Se il Parlamento approvasse la piccola modifica, il divieto rimarrebbe solo per «leggi di bilancio, di amnistia e di indulto». Aprendo così alla possibilità di uscire dall’euro.

In realtà il progetto di iniziativa popolare voluto dalla Lega sembra funzionale a un secondo ddl. Anche questo presentato a Palazzo Madama tre settimane fa. Un’altra legge costituzionale per ripensare, nello specifico, il rapporto con l’Europa. Nel documento si chiede «l’indizione di un referendum di indirizzo per la rifondazione di un’Unione Europea democratica e federale basata sui Popoli e le Regioni, per l’adesione all’area Euro limitata ai territori che rispettano il pareggio di bilancio e per il coinvolgimento del Popolo delle procedure di approvazione dei Trattati europei».

Insomma, non la semplice uscita dell’Italia dalla moneta unica. Ma la nascita di un’Europa a più velocità. «Un progetto politico europeo che superi gli Stati nazionali» si legge nella relazione illustrativa. Il quesito referendario proposto fa espressamente riferimento a una «ridefinizione dei parametri necessari per l’adesione e la permanenza nell’area euro limitandola ai territori che hanno conseguito l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio». La conseguenza evidente è che alcune macro-aree italiane potrebbero rimanere nell’euro, altre no.

Più “locale” il terzo disegno di legge. Seguendo uno dei leitmotiv dell’ultima campagna elettorale leghista, l’ultimo ddl di iniziativa popolare presentato dal Carroccio propone la modifica della Costituzione italiana – in particolare dell’articolo 119 – per rendere effettivo uno degli slogan maroniani. Trattenere sul territorio il 75 per cento delle tasse.

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