Ottobre 24, 2020

ALESSANDRO SICURO COMUNICATION

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Nasceva oggi Erwin Schrödinger

Schroedinger

Chi era Erwin Schrödinger

Un grande fisico e matematico austriaco nato 126 anni fa, a cui Google dedica il doodle di oggi anche per via di un gatto

12 agosto 2013, nasceva oggi:

250px-Schrodingers_cat.svgErwin Schrödinger, matematico e fisico austriaco, era nato il 12 agosto 1887: 126 anni dopo Google lo ricorda con un “doodle” che per un giorno sostituisce il suo logo nelle pagine del motore di ricerca, e che cita il gatto del “paradosso del gatto”, la costruzione più nota di Schrödinger.

Schrödinger formulò un’equazione relativa alle funzioni d’onda che è considerata tra le basi della teoria quantistica dei campi, e ha a che fare con i comportamenti delle particelle. L’equazione di Schrödinger – che prende il suo nome – ha questa formulazione generale:

Schrödinger la usò per dare un’interpretazione diversa e discussa della meccanica quantistica, il campoerwin_schrdingers_126th_birthday-2002007-hp principale dei suoi studi, ma la associò anche a ricerche in molte altre sezioni della fisica, come la meccanica, la termodinamica, la relatività e la cosmologia, oltre a interessarsi di filosofia per tutta la sua vita. Nel 1933 l’equazione gli fece vincere il Nobel per la Fisica, assieme al collega inglese Paul Dirac.

Schrödinger era nato a Vienna da una famiglia di scienziati e insegnò a Vienna, Berlino e Zurigo prima di lasciare la Germania nazista nel 1933, e spostarsi a Oxford. Ma rientrò a Graz, in Austria, dopo pochi anni, a causa dei problemi di adattamento nelle università dove pretendeva di vivere al tempo assieme a due donne contemporaneamente, sua moglie e la sua amante. Ma in Germania la sua partenza precedente e la sua critica al nazismo non erano state ben accettate, e infine si trasferì a Dublino per 17 anni, dove ottenne la nazionalità irlandese nel 1948 e proseguì una vita familiare e sentimentale piuttosto promiscua. Nel 1956 tornò a Vienna dove morì nel 1961 di tubercolosi, a 73 anni.

Schermata-2013-08-12-alle-07.18.09Il “Paradosso del gatto” fu formulato da Schrödinger nel 1935. Deriva da un immaginario esperimento in cui un gatto si trova in un ambiente chiuso e sigillato. Nello stesso ambiente ci sono una sorgente radioattiva e un contenitore di veleno che viene rotto da un meccanismo legato a un contatore geiger nel momento in cui ci sia la disintegrazione dell’atomo e un’emissione radioattiva. Poiché l’emissione radioattiva può avvenire o no (ci arriviamo) il gatto è – per l’ambiente esterno – sia vivo che morto fino a che l’ambiente non viene aperto: con questa valutazione paradossale Schrödinger voleva spiegare – la riflessione seguiva la pubblicazione di un famoso articolo scientifico e una corrispondenza con Albert Einstein – che se solo l’osservazione determina lo stato quantico dell’atomo e la condizione del gatto, c’era una contraddizione nell’interpretazione prevalente allora sulla convivenza di due stati nella fisica quantistica.

Il decadimento della sostanza radioattiva, infatti, è regolato dai principi della meccanica quantistica. Fino a quando non lo si osserva e misura non si può sapere se il decadimento c’è stato, e per la meccanica quantistica il nucleo della sostanza radioattiva si trova in una mescolanza di stati, sia decaduto che non-decaduto. Ma se si estende questa ambivalenza al mondo macroscopico, come fece Schrodinger legando lo stato del gatto a quello dell’atomo radioattivo, e si applica il modello quantistico anche per il gatto, fino a quando non si osserva e misura anche il gatto, questo non è né vivo e né morto: e si trova in una mescolanza di stati.

L’esperimento del gatto di Schrödinger fu apprezzato da subito dallo stesso Einstein ed ebbe poi una grande fortuna di interpretazioni e uso nei dibattiti sulla meccanica quantistica ma anche in ambiti più estesi della fisica e della scienza (fino a traboccare in una ricca quantità di citazioni letterarie, cinematografiche e televisive, e persino in una canzone della band dei Tears for Fears).
Schrödinger pubblicò nel 1946 il suo libro più famoso, “Che cos’è la vita“,

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